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Festival Comunicazione Camogli, grandi ospiti dibattono sul tema della “Conoscenza”

Il Festival della Comunicazione Camogli 2021 ci aspetta anche quest’anno, dal vivo e in presenza, con la sua ottava edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre

Di J. Muller

08 Settembre 2021

“La conoscenza è l'unico spazio di libertà di essere”, sosteneva Foucault. In un’epoca in cui il dibattito è acceso, nella quale la libertà sembra talvolta occupare spazi angusti, specialmente dove il gigante democratico americano cede terreno, nella quale la pandemia ci ha costretto a ridiscutere i valori basilari che reggono l’edificio della nostra società, nella quale l’emergenza climatica si fa sempre più impellente, la conoscenza diventa il più grande strumento per comprendere (cum-prehendere) un mondo che pare frantumarsi. 
Conoscere la scienza, ma anche l’Altro, per superare orizzonti e disegnare prospettive nuove. L’uomo è dopotutto un essere  incline a hýbris, alla sete di conoscenza  ben  effigiata in Ulisse e nella volontà dell’eroe omerico di spingersi oltre il mondo conosciuto.

Ma fino a dove può spingersi la conoscenza? Potrà salvarci? Ma soprattutto, come trasmettere e comunicare la conoscenza quando non tutti sono disposta ad accettarla, a cum-prehendere appunto?

Di questo, e di molto altro, si parlerà al Festival della Comunicazione di Camogli, ideato con Umberto Eco e diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, organizzato da Frame in collaborazione con il Comune di Camogli e la Regione Liguria, in partnership con Commissione europea, Rai e Università di Genova, è pronto ad accogliere il suo pubblico dal 9 al 12 settembre. Anche quest’anno autorevoli ospiti, protagonisti del mondo scientifico, culturale, tecnologico, artistico, economico, imprenditoriale, dello spettacolo e dell’intrattenimento, si confronteranno  sulle ‘terrazze’ del pittoresco borgo ligure.  

Un modo per scavare nelle realtà altre attraverso la fisicità e la complessità dei sensi: conoscere è anche conoscersi attraverso lo sguardo dell’altro, come antidoto contro ogni presunzione, reticenza, timidezza, discriminazione o pregiudizio. 

Diceva Umberto Eco a proposito della Conoscenza: “Bisogna mettersi alla prova, intervenire nel dibattito locale, ascoltare le opinioni, cambiare pian piano il proprio modo di vedere, pensare e scrivere, guardandosi dalle forme di pseudo-partecipazione del web che idolatrano l’ideale della assoluta presa di parola. Bisogna recuperare il modello del dialogo socratico, del confronto aperto, del continuo esercizio dialettico di critica e di autocritica”.

Festival Comunicazione Camogli 2021, Danco Singer: "Conoscenza per riprenderci le nostre vite e far ripartire la cultura"

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Danco Singer: "Conoscenza per riprenderci le nostre vite e far ripartire la cultura"

Il Festival della Comunicazione di Camogli si apre oggi sul tema cardine della 'Conoscenza'. Abbiamo chiesto al direttore Danco Singer le motivazioni che hanno spinto a orientare in tal senso il dibattito. Queste le sue parole:

"Ogni anno a conclusione del Festival scegliamo il tema di quello successivo, cercando anche di cogliere gli spunti e le curiosità del nostro pubblico e quello che emerge dal clima culturale del Paese. L'altro anno eravamo reduci dal lockdown e quello di conoscere e interpretare i fatti ci sembrava importante, per riprenderci la vita, le nostre storie, il nostro lavoro e la nostra vita privata. Per capire è importante avere conoscenza di quello che ci circonda, di quello che ci precede e di quello che potrà esserci"

Per tanto tempo i contatti umani sono stati solo digitali, per cui anche il fatto di potersi ritrovare e vedersi da vicino in sicurezza è un elemento importante di questo Festival, che spero possa dare autorevolezza per far riprendere la vita culturale di questo Paese"

Festival Comunicazione Camogli 2021, Rosangela Bonsignorio: "L'edizione più ampia di sempre con 136 ospiti e 80 eventi"

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli 2021, Rosangela Bonsignorio: "L'edizione più ampia di sempre con 136 ospiti e 80 eventi"

"Il Festival della Comunicazione di Camogli è partito con il botto, abbiamo avuto il sold out di tutti gli eventi. Mi sembra che il tema del limite della conoscenza sia un punto interessante. Dobbiamo ammettere che ci vuole l'umiltà di riconoscere che non sappiamo ancora tutto. Questo è uno stimolo per continuare e crescere", queste le parole della direttrice del Festival Rosangela Bonsignorio a Il Giornale d'Italia.

"Abbiamo 136 ospiti, 80 eventi perché abbiamo cercato di accontentare diversi tipi di pubblico. In questo momento preciso viene in mente un incontro che ho voluto fortemente con Maurizio Bettini. Vengo ora da un intervento scientifico con il Prof Vallotigara. Poi ci sono anche tanti appuntamenti per i bambini, le escursioni sul Monte di Portofino e tanto altro ancora, davvero per tutti"

"La cultura sta ripartendo ed è una sensazione bellissima, perché l'anno scorso siamo riusciti a fare il Festival in versione ridotta ma quest'anno, presi dall'euforia, siamo arrivati all'edizione più ricca di sempre".

Festival Comunicazione Camogli 2021-Massimo Cacciari, Lectio Magistralis dalla conoscenza alla coscienze di sé: "Non vi è nessun primato dell'Io penso"

VIDEO- Festival Comunicazione Camogli, Massimo Cacciari: "Conoscenza e Coscienza"

Parlare di conoscenza e coscienza, ci insegna il filosofo, implica riflettere innanzitutto sulla corporeità, sulla soggettività, sul cervello, sulle reti neuronali, sui quesiti etici che ne derivano, sui limiti della mente e sull'incontro con l'Altro. Una lezione vibrante quella di Massimo Cacciari che inaugura il Festival della Comunicazione di Camogli 2021:

"L'enigma originario 'conosci te stesso', è implicitamente un paradosso, perchè mai soggetto e oggetto possono coincidere.
Conoscere se stessi è un compito infinito, una sfida interminabile", spiega Cacciari, che aggiunge: "Questo non ci esonera dal compito. Da dove partiamo? Dobbiamo partire dal nostro corpo. Ma qual'è il capo del nostro corpo? La testa, quella parte del corpo che ci impegna di più, la cui conoscenza ci impegna di più. Conoscere la mente per conoscere la funzione della coscienza di sè, ' il dono del sè'. Chi l'ha prodotto? Per rispondere bisogna partire come diceva Nietszche, dalle ragioni del corpo, e non dal dualismo. La coscienza non va intesa come un soggetto che emerge, un 'Io penso' che diventa il direttore di un'orchestra. Ogni processo conscio affonda le radici nell'inconscio, un territorio difficilmente determinato. Non vi è un cammino sul quale noi camminiamo, ma il camminante fa il suo cammino. Questo è importante perchè la neurologia e la filosofia della mente contemporanea ci mostrano un'altra cosa molto importante: i limiti del nostro essere coscienti. Non vi è nessun primato dell'Io penso. C'è un inconscio genomico, che ha un fondamento biologico in ognuno di noi. Uno archetipico, di tipo antropologico, culturale, dal quale siamo parlati. La coscienza è la parte emersa del grande iceberg"

La comprensione sempre più definita delle reti neuronali ha per il filosofo un'importante valenza etica e sociale, tanto che la capitale questione irrisolta resta: "Ma aver spiegato questa comune base della coscienza significa calcolare e risolvere il problema della straordinaria e drammatica comparsa della soggettività?"

"Se  ci muoviamo in un'ottica solo neuronale finiamo per creare un uomo macchina. E' questo il fine della conoscenza? Crearci?
Come diceva Goethe 'avremo paura un giorno della nostra istanza di farci uguali a Dio?'. Non credo che dobbiamo avere paura, il vero problema non è il sogno faustiano della creazione, che resta impossibile, ma piuttosto il grande tema della scienza che a mio avviso dobbiamo affrontare è la possibilità della manipolazione genetica. Come definire un limite in questa prospettiva?"

Il filosofo, che nei mesi scorsi aveva parlato di "democrazia in pericolo", ribadisce la sua posizione su vaccino e Green pass a Il Giornale d'Italia: "Io non ho problemi con i vaccini. Non dico che siano dannosi o stupidaggini del genere. Il mio è un problema di natura giuridico-istituzionale. Cioè credo che il Green pass - così com'è stato istituito - ponga dei gravissimi problemi e dico questo sulla base di alcuni giudizi innegabili".

Dopo l'estensione della certificazione digitale verde in Italia ad oggi, secondo Cacciari, non c'è più spazio per la persuasione. "Ormai vige l'obbligo e stop", sostiene il filosofo e politico italiano. "L'obbligatorietà è prevista dalla nostra Costituzione ma è vincolata al rispetto della dignità della persona". Lo dice anche la Corte Suprema. "Questo significa due cose. Uno che la persona sia perfettamente informata - e chiaramente non è questo il caso - e due che non ci sia alcun rischio per la salute del soggetto che assume il farmaco".

Ebbene, in base a dati che abbiamo, "si può affermare francamente e sinceramente che non vi è alcun rischio per una persona che sta perfettamente bene, che non ha il Covid, che non l'ha avuto o l'ha avuto e l'ha superato brillantemente?", si domanda Massimo Cacciari mentre ricorda le incertezze e le opinioni contrastanti di medici ed esperti. Ebbene questa persona, con le attuali disposizioni di Governo, di fatto viene "obbligata ad assumere il farmaco anti-Covid" anche se "sta perfettamente bene".

Non è giusto dunque, ribadisce il filosofo, obbligare gli italiani a vaccinarsi. Secondo Cacciari la soluzione non sta nelle costrizioni, quanto piuttosto nelle opere di convincimento. "Bisognava continuare con la campagna di vaccinazione, convincere i cittadini, ma senza obbligo di Green pass", conclude infine a Il Giornale d'Italia.

Festival Comunicazione Camogli 2021, Cazzullo: “ Oggi cultura e politica hanno divorziato, ci sono leader politici che non sanno l’italiano e piacciono per questo”

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Cazzullo: “ Oggi cultura e politica hanno divorziato, ci sono leader politici che non sanno l’italiano e piacciono per questo”

“Dante ci avverte che l’uomo non può sapere tutto – afferma a Il Giornale d'Italia Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore - altrimenti non sarebbe stato necessario parturir Maria, cioè non sarebbe stato necessario che Gesù venisse a salvarci, la ragione da sola non basta. Virgilio accompagna Dante attraverso l’Inferno e il Purgatorio, fino in cima alla montagna del Purgatorio dove c’è l’Eden il giardino del paradiso terrestre però poi si ferma, deve tornare indietro, Dante continua a parlargli ma poi si volta e vede che Virgilio non c’è più. Virgilio lo ha affidato a Beatrice che rappresenta la teologia, la fede e Beatrice è colei che rende beati. Quindi per Dante la ragione e la conoscenza sono fondamentali ma da sole non bastano. Ulisse fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza fa una brutta fine, arriva davanti alla montagna del Purgatorio ma poi la tempesta, il naufragio infin che 'l mar fu sovra noi richiuso. Nello stesso tempo l’Ulisse dantesco rappresenta un po’ il primo uomo moderno, perchè la modernità non nasce dalla saggezza ma dall’ignoranza, o meglio dalla consapevolezza di essere ignoranti, l’uomo sa di non sapere e quindi si mette alla ricerca, si mette in viaggio oltre le colonne d’Ercole, oltre i confini del mondo conosciuto di retro al sol, del mondo sanza gente. Quindi possiamo dire che l’Ulisse dantesco che è uno dei personaggi in cui Dante si specchia è un eroe della conoscenza.

“Dante ha avuto un ruolo importante nella cultura e nella politica non tanto da vivo ma da morto, i suoi versi hanno ispirato generazioni di italiani Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello è un’invettiva durissima ma in sé ha anche i germi del riscatto infatti ha infiammato gli spiriti del Risorgimento, da Mazzini a Garibaldi. Oggi cultura e politica mi sembra che abbiano abbastanza divorziato, ci sono leader politici che non sanno l’italiano e piacciono non nonostante non sappiano italiano ma perché non sanno l’italiano, ma questa non è una colpa loro, è una colpa nostra.”

Festival Comunicazione Camogli, Guido Barbujani e Giorgio Vallotigara : "Homo sapiens, la verità vi prego sul cervello"

E' possibile controllare il cervello umano? Il Professore Giorgio Vallotigara, membro del CIMec, Center for mind / brain science dell'Università degli Studi di Trento, spiega come pochi anni fa è stata messa a punto una tecnica, l'ottogenetica, che permette di stimolare e produrre effetti sul comportamento ma anche individuare quello che nel cervello accade. Questi esperimenti permettono infatti di studiare a fondo il funzionamento delle reti neuronali. Tuttavia, sottolinea Vallotigara: "La verità è che come funziona il cervello noi non lo sappiamo. Abbiamo una ricca fenomenologia, ma non abbiamo capito niente dei principi primi. Le neuroscienze sono a uno stato ancora primitivo".

Due sono i grandi problemi irrisolti: la memoria e la coscienza. "La memoria è il numero di rose che vostro marito vi ha portato per il compleanno. Ma come sono rappresentati nel cervello?"

"Non sappiamo dove il ricordo risiede, nè quale sia la causa. Per quanto riguarda la coscienza, se immaginiamo la vita mentale come un iceberg, solo la parte che emerge è la vita cosciente".

"In che modo il cervello produce l'esperienza? Credo che un modo per avvicinarsi alla soluzione sia domandarsi quando e perchè questa storia è iniziata. La mia idea è che ha a che fare con una distinzione. I nostri sensi hanno una doppia provincia. La sensazione e la percezione. Sento l'odore della rosa come qualcosa che succede a me, ma allo stesso tempo quella cosa è un segno di una cosa che c'è la fuori. Quando siamo fuori e sentiamo la luce sul nostro corpo, permane questa distinzione. Perchè ad un certo punto nella vita sulla terra c'è stata necessità di creare questa 'doppia provincia'? Credo che abbia a che fare con 'il movimento attivo', gli organismi hanno avuto la necessità di comprendere se qualcosa accade a me o là fuori. Credo che il nocciolo della questione, la nascita del sè, abbia a che fare con questa distinzione".

'Tecnologia: inclusione, progresso sociale, economico e ambientale': Furio Garbagnati, Cecilia Ferranti e Maurizio Decollanz al Festival della Comunicazione di Camogli

La tecnologia può aumentare le disuguaglianze? Come fare in modo che lo sviluppo tecnologico riguardi davvero tutti? Se n'è parlato in occasione del Festival della Comunicazione in una tavola rotonda dal titolo 'Tecnologia: inclusione, progresso sociale, economico e ambientale'.

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Furio Garbagnati: "Tecnologia e inclusione, partire dalla formazione"

Furio Garbagnati, CEO di Weber Shandwick Italia, ha sottolineato: "Farò vertere il dibattito su tecnologia e inclusione, perché credo sia uno delle tematiche principali. La tecnologia può essere uno straordinario strumento di inclusione ma può anche divenire uno strumento che esclude gli altri, quelli che della tecnologia non sono padroni e quei mondi geografici che non sono assimilabili all'occidente. La tecnologia è bella, ma bisogna vedere come può essere declinata in modo tale che porti ad un effettivo processo di evoluzione sociale, economica e anche ambientale. La formazione sarà uno degli strumenti essenziali per includere coloro che oggi sono ancora esclusi dai processi tecnologici".

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Ferranti (Enel): "Sfide tecnologiche rivelano la capacità di trasformarci"

Cecilia Ferranti, responsabile comunicazione Enel Italia, è intervenuta per sottolineare: "La tecnologia può essere un modo per essere vicini. Dobbiamo riflettere su questo, perché fino a qualche anno fa partecipare a una tavola rotonda da lontano non sarebbe stato possibile. Questo ci introduce il tema dell'inclusività e dell'uso che possiamo fare della tecnologia. Si tratta di una sfida perché credo che la tecnologia non sia buona né cattiva, ma tutto dipende dall'uso che se ne fa. Ci sono tecnologie che vengono utilizzate appositamente per escludere. Credo che ognuno di noi almeno una volta nella vita si è trovato di fronte una sfida tecnologica, che portano un cambiamento e il cambiamento è fatica, ma anche entusiasmo, vita. In campo comunicativo ci rivolgiamo molto al segmento del digitale ed è chiaro che possa essere divisivo, come vediamo per esempio negli ultimi mesi con il dibattito online sui vaccini. Credo però che la stragrande maggioranza dei casi ci siamo resi conto che questo cambiamento tecnologico in realtà ci cambia la vita".

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Decollanz (IBM): " Tecnologia e capitale umano, serve alleanza pubblico privato"

Maurizio Decollanz, chief communication officer IBM Italia, ha messo in evidenza: "L'innovazione tecnologica offre tante opportunità ma ci mette anche davanti ad alcuni rischi. Da una parte può aiutarci a rendere più sostenibile il mondo che abitiamo, così come la ripresa economica, che timidamente iniziamo a vedere, ma d'altro canto offre anche dei rischi come l'aumento delle disuguaglianze. Molto importante in tutto questo la formazione. Il paese e le azienda devono investire sul capitale umano, abbiamo bisogno di persone adeguatamente formate per essere protagoniste del proprio tempo. Basti pensare a un dato su tutti: ci sono 150 mila posti di lavoro che non riescono ad essere coperti per mancanza di competenze professionali adeguate. E' un lusso che non possiamo permetterci. IBM ha avviato una serie di programmi che da una parte offrono dei moduli di apprendimento su alcune delle tecnologie più importanti di questo periodo storico, come l'intelligenza artificiale, la block chain, l'internet of things, la cyber security, ma ha anche affiancato alcune Università, come il Politecnico di Bari, per avviare un percorso che porti a conseguire il titolo di esperto digitale. Di questo abbiamo bisogno: un'alleanza tra pubblico e privato per avere un capitale umano adeguatamente preparato".

Ottimismo o realismo: cosa è meglio per l’economia? Oscar Farinetti, Evelina Christillin, Carlo Cottarelli, Federico Fubini al Festival della Comunicazione di Camogli

Una questione di percezione, di comunicazione, ma anche di sostanza: per la ripresa post-Covid la differenza tra ottimismo e realismo può essere cruciale, ma lo è pure per le scelte di politica economica di lungo corso, e altrettanto per il mondo dell’imprenditoria. Quale strategia adottare, dunque?

VIDEO-Festival della Comunicazione di Camogli, Farinetti: "Siamo condannati a vendere bellezza al mondo"

"Realismo e ottimismo non sono opposti. Si può essere realisti e ottimisti. Se dicessi 'la situazione è drammatica, c'è un calo di sentimenti enorme' (realismo), tuttavia credo che ci possa essere la situazione per risolvere il problema (ottimismo), debbo confessare che gli italiani non riusciranno a cogliere questa opportunità (pessimismo). Molto difficile discernere tra questi tre approcci, il segreto credo sia averli tutti e tre e usarli in dose moderate" , queste le parole a Il Giornale d'Italia di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, in occasione del Festival della Comunicazione di Camogli.

"La soluzione è cambiare i sentimenti. Le regole non servono più, ne abbiamo già troppe. Dobbiamo passare dalla sfiducia alla fiducia, dalla paura al coraggio, dal pensare in piccolo al pensare in grande. C'è un sacco di gente che va in giro a fare sovranismi dicendo di essere orgogliosi di essere italiani come se avessero fatto loro il Colosseo, Venezia ecc...Noi dobbiamo rimboccarci le mani e ripartire, coscienti, riconoscenti di essere italiani e metterci una grande energia cambiando i sentimenti".

"Essere italiani significa essere consci di della capacità creativa che abbiamo, la biodiversità che c'è nella terra si è trasferita nei nostri cuori e nelle nostre teste. In Italia ci sono cinque milioni di imprese. Dobbiamo essere capaci però di lavorare insieme. Dobbiamo passare da 50 milioni di turisti stranieri a 100 milioni, da 40 miliardi di esportazioni di eccellenze agroalimentari a 100 miliardi. Se poi si fa lo stesso percorso nella Moda e nella Manifattura ce la faremo. Siamo condannati a vendere bellezza al mondo".

Sul Green Pass: "Non ha senso non averlo, lasciamo libera la coscienza dei singoli se vaccinarsi o no, poi però mettiamo il green pass obbligatorio per tutti quelli che vogliono andare in luoghi frequentati. Il tema è che bisognerebbe obbligarlo come si obbliga il casco sul motorino. Ma qui c'è in ballo la salute di tutte. Consideriamo un atto di bene pubblico vaccinarsi? Se la risposta è si, ebbene, dobbiamo farlo".

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Christillin: "Per ripartire serve un'ottimismo consapevole"

Eveline Christillin, Presidente del Museo Egizio di Torino a Il Giornale d'Italia ha sottolineato: "Blaise Pascal diceva che il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, oppure Marx 'temperare l'ottimismo della volontà con il pessimismo della ragione'. Pessimismo no, ma fare i passi più lunghi della gamba nemmeno. Con il Museo Egizio siamo stati chiusi quattro volte, ripartiti cinque. Quando ci hanno riaperto l'ultima volta anziché tentare di sopravvivere abbiamo aperto nuove sale. C'era l'ottimismo di rilanciare, e la consapevolezza di poterlo fare con delle sostenibili basi".
"La bellezza del nostro Museo è di contestualizzare, di creare connessioni che consentono allo spettatore di capire meglio. Le mostre antologiche servono a questo. Penso davvero che il tema della Conoscenza sia fondamentale specialmente per chi come noi cerca di spiegare da dove si arriva e dove si cerca di andare. Con Christian Greco durante il lockdown abbiamo scritto anche un libro su questo pubblicato da Einaudi intitolato 'Le memorie del futuro', quindi in qualche modo se non siamo a conoscenza delle memorie non si può immaginare quello che succederà"

Festival della Comunicazione Camogli, Carlo Cottarelli: "Prossimo presidente della Repubblica? Spero in una donna!"

VIDEO-Festival della Comunicazione Camogli, Carlo Cottarelli: "Prossimo presidente della Repubblica? Spero in una donna!"

Dal palco del Festival Carlo Cottarelli ha ribadito l'auspicio di vedere presto una donna nel ruolo di Presidente della Repubblica. Al Giornale d'Italia ha poi aggiunto: "Non dico che bisogna mettere la quota, però sarebbe ora. Abbiamo sempre avuto presidenti uomini e non è che non ci sono donne valide che possono avere questo compito istituzionale. Credo che sarebbe un segnale bello per il Paese. Inoltre credo che il Governo Draghi stia facendo un ottimo lavoro, sarebbe utile che questo governo restasse fino al 2023". Sul PNRR e sulle sfide per la ripartenza Cottarelli: "Ci sono molte cose da fare, abbiamo un piano quinquennale e dobbiamo realizzarlo. Non tutto è perfetto, anche io ho fatto delle critiche ma nel complesso si sta andando nella direzione giusta.

"Le tre sfide principali sono: la giustizia, serve avere processi corti altrimenti le imprese non vengono a investire abbastanza in Italia. La burocrazia, la riforma Brunetta va bene, ma ci sono ancora cose che potrebbero essere migliorate. Investimenti pubblici, ma facciamoli bene perché questi soldi non ce li daranno un'altra volta".

Festival Comunicazione Camogli 2021, Donadoni a Il Giornale d'Italia: "Camogli, luogo di confronto, di dialogo e di cultura"

VIDEO - Festival Comunicazione Camogli- Donadoni , Sindaco di S. Margherita Ligure : "Camogli, luogo di confronto, di dialogo e di cultura"

Paolo Donadoni, Sindaco di Santa Margherita Ligure ai microfoni de Il Giornale d'Italia: “Il Festival di Camogli è ormai un appuntamento consolidato che costituisce un’occasione importante per confrontarsi ogni anno su un tema differente. Quello di quest’anno, molto stimolante, è il tema della conoscenza affrontata da molteplici punti di vista. È il presidio culturale del Golfo del Tigullio. Viene al termine di due settimane in cui il nostro territorio è stato luogo di grandi riflessioni internazionali con il G20 dedicato all’empowerment femminile toccando anche la questione afghana e introducendo al tema più ampio delle pari opportunità. Subito dopo abbiamo avuto un convegno in memoria di Lele Luzzati in occasione del suo centenario per festeggiare insieme il ripristino del Parco del Flauto Magico di Santa Margherita. Quindi tanti eventi culturali che caratterizzano il nostro territorio non solo come luogo di svago e divertimento ma anche come luogo di confronto, di dialogo e di cultura".

Il Sindaco continua toccando la tematica del Ponte di Genova e quella relativa a vaccini e green pass: "Riguardo il Ponte di Genova ci sono stati alcuni cantieri in Liguria che hanno dimostrato grande capacità organizzativa inconsueta per la tradizione italiana riuscendo ad ultimare il progetto in poco tempo. Un altro esempio virtuoso è sicuramente anche il porto di Santa Margherita Ligure, uno dei pochi cantieri che ha continuato l’attività durante il lockdown. Credo che queste siano state realizzabili in così poco tempo anche grazie alla possibilità di aver potuto usufruire dei criteri della protezione civile e quindi una grande accelerazione dei meccanismi di approvazione. Meccanismo che credo vada esportato anche al di là dei casi eccezionali sotto protezione civile.

Santa Margherita Ligure conta circa 9000 abitanti che diventano 40 mila in estate. Questa escursione stagionale influisce molto su quella che è la tematica vaccini e green pass. Penso che la soluzione debba essere di visione generale. O il vaccino è un vaccino che si ritiene efficace nei confronti di una pandemia internazionale e quindi deve diventare obbligatorio; oppure se così non fosse non approvo dei meccanismi di obbligatorietà indiretta come accade negli ambiti scolastici e lavorativi. Credo ci voglia una posizione di assunzione di responsabilità e di chiarezza da parte dello Stato se è o non è obbligatorio. Se però non è obbligatorio non si possono obbligare i cittadini in situazioni di necessità”.

Festival Comunicazione Camogli, Olivi (BMW): "Prendi la targa, un progetto per raccontare il territorio"

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Olivi (BMW): "Prendi la targa, un progetto per raccontare il territorio"

" E' un piacere essere qui il quarto anno consecutivo come partner del Festival, ogni anno abbiamo cercato di portare un contributo in termini di contenuto. Quest'anno il contenuto è un percorso, un viaggio, iniziato con il progetto 'Prendi la targa' , nato insieme a Giorgio Terruzzi", ha spiegato Roberto Olivi, direttore delle Relazioni Istituzionali e Comunicazione, di BMW Italia.

"Il progetto nasce dalla voglia di raccontare il territorio e viaggiare con la mente lì dove non si poteva viaggiare con il fisico. Terruzzi ci ha proposto questo viaggio alla scoperta di storie italiane ma infondo anche di se stessi. Questa mattina abbiamo raccontato questo progetto, nato inizialmente con 20 storie e 20 podcast , che è diventato un libro con 40 storie, quindi un progetto che ne ha generato uno più grande".

"Il tema dello storytelling guida il mondo della comunicazione negli ultimi anni, quindi il fatto che ci sia un tema letterario racconta anche l'evoluzione del modo delle aziende di raccontarsi. Credo che la pandemia abbia spinto molto il tema della digitalizzazione e la volontà di utilizzare anche nuovi canali. A maggior ragione è bello come il progetto 'Prendi la targa' sia nato in digitale per poi dar vita a un libro fisico".

Festival Comunicazione Camogli, Profumo (Compagnia di San Paolo):"Scuola, serve un modello didattico che sia sempre ricerca'

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Profumo (Compagnia di San Paolo):"Scuola, serve un modello didattico che sia sempre ricerca'

Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, è intervenuto al Festival della Comunicazione di Camogli partecipando al panel 'La comodity del sapere': una seconda Galassia Gutenberg'. Con Il Giornale d'Italia Profumo ha parlato di scuola, di futuro, di educazione e di giovani:

"Abbiamo una scuola 'influenzata' in questo momento, perché sono cambiate le situazioni a contorno. Ci siamo resi conto che fare scuola così come l'abbiamo fatta fino ad adesso non è  più sufficiente, e soprattutto che si può fare scuola anche fuori dalle aule scolastiche. La comunità educante deve andare oltre al perimetro della scuola"

"La Dad ha aumentato le disuguaglianze, in parte per elementi strutturali, dall'altra credo però credo ci sia un elemento che ha colpito tutti: nel passaggio alla didattica a distanza non si sono ridefiniti i processi. Abbiamo in fondo trasferito quello che facevamo a scuola: lezioni di un'ora non tenendo presente che la capacità di attenzione è diversa in presenza piuttosto che a distanza. Mi sembra che abbiamo perso alcune occasioni che potevamo avere, ma credo che ci sia ancora spazio per recuperare". 

"Credo che sia saltato un elemento che era centrale nel nostro modello: la scuola trasmissiva, cioè un soggetto che stava sulla cattedra e gli studenti dall'altra parte, in un'aula che era una sorta di fabbrica dell'educazione. Credo che gli spazi siano determinanti nella declinazione della nuova scuola, così come una didattica bidirezionale, in modo tale che tutto questo
porti ad avere una didattica che in fondo è sempre ricerca, dove il docente diventa un direttore d'orchestra, che qualche volta fa il solista ma molte più volte fa interagire soggetti diversi fra di loro. Questa penso sia la grande sfida che abbiamo davanti. Dobbiamo iniziare con il formare i docenti, perché questo è molto più difficile e non c'è più un libro di testo".

Festival Comunicazione Camogli, Ferraris (FS Italiane): "Mobilità sostenibile, attenzione ai territori, alle persone, alla connettività"

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Ferraris (FS Italiane): "Mobilità sostenibile, attenzione ai territori, alle persone, alla connettività"

Luigi Ferraris, AD di FS Italiane, è intervenuto al Festival della Comunicazione di Camogli in occasione dell'incontro 'Ripresa e sostenibilità: è possibile'. A Il Giornale d'Italia ha messo in evidenza:

“Essere sostenibili  significa utilizzare il treno che come sappiamo è un mezzo di trasporto di per sé verde perché mosso da energia elettrica e che consente quindi di raggiungere diversi luoghi senza aumentare le emissioni. Mobilità sostenibile significa però anche attenzione ai territori, attenzione alle persone, connettività”.

“Questo vuol dire che dobbiamo creare sempre di più le condizioni affinché il viaggio avvenga con un livello di connessione non solo fisica ma anche virtuale. In questo senso dobbiamo promuovere e sviluppare sempre di più la diffusione del WiFi a bordo dei nostri treni, in maniera tale che ci sia la possibilità per chi viaggia di essere continuamente connesso con  il resto del mondo”.

“Il PNRR prevede almeno 30 miliardi per il Gruppo Ferrovie. Una prima direttrice riguarda l'alta velocità, quindi connessione nord-sud e soprattutto connessione est-ovest per  poter raggiungere l'altra parte dell'Italia che si affaccia sull'adriatico rispetto alla tirrenica. Questo  è sicuramente un vantaggio di maggiore vicinanza e inclusione tra i vari territori. Quindi il primo filone sono le arterie della mobilità ferroviaria". 

“Poi abbiamo gli Intercity che sono un secondo livello di connessione rapida, non tanto quanto l'alta velocità ma sicuramente molto più fluido dei treni regionali, che consente l'utilizzo di linee esistenti e di potenziare un'offerta direi di velocità di medio livello ma sicuramente molto utilizzabile nei nostri paesi o nelle nostre città non raggiungibili dall’alta velocità”

“Infine dobbiamo potenziare la flotta dei regionali, cosa che stiamo facendo a tutti i livelli. Siamo in Liguria, una delle regioni che vedrà più investimenti dal punto di vista della flotta e della modifica dell'infrastruttura. Arriveranno qui complessivamente 15 miliardi di euro, il 50% dei quali sarà dedicato all’alta velocità e al collegamento Genova- Milano”.

“Il viaggiatore del futuro sarà un viaggiatore connesso. Immaginiamo uno giovane studente che va all’Università. Dobbiamo fare in modo che il trasporto sia fluido, rapido, confortevole ma anche dotato di quella strumentazione necessaria per  far sì che i viaggiatori siano connessi”.

Festival Comunicazione Camogli, Galateri di Genola: "Sostenibilità, una sfida possibile"

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Galateri di Genola: "Sostenibilità, una sfida possibile"

Gabriele Galateri di Genola, Presidente di Assicurazioni Generali, è intervenuto al Festival in occasione del panel 'Riprese e sostenibilità, è possibile?. 

Galateri di Genola al Giornale d'Italia ha sottolineato: "La sostenibilità è uno dei binari, insieme alla digitalizzazione, indicati dall'Unione europea per rilanciare il paese. L'Italia sta facendo parecchio ma deve fare molto di più e le imprese sono convinte che sia la strada giusta. Stiamo tutti investendo in riduzioni delle emissioni, in investimenti green, per parte nostra anche in bot assicurativi green".

"Il mondo delle assicurazioni si dirigerà quindi verso prodotti sostenibili utilizzando largamente la parte tecnologica che è lo strumento per rispondere al meglio ai bisogni dei clienti che guardano soprattutto alla salute, al benessere, alla sicurezza e alla gestione del risparmio".

"Il PNRR è una grandissima occasione per il paese, credo che ci siano tanti obiettivi assolutamente indispensabili, partendo dalle infrastrutture, dall'educazione, all'amministrazione pubblica. Mi sembra che il governo stia lavorando nella direzione giusta e come azienda daremo il massimo del contributo".

Festival Comunicazione Camogli, Baravalle (Lavazza): "Sostenibilità, creare una rete europea" 

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Baravalle (Lavazza): "Sostenibilità, creare una rete europea"

Antonio Baravalle, ad di Lavazza, è intervenuto al Festival della Comunicazione di Camogli, in occasione della tavola rotonda "Ripresa e sostenibilità, è possibile?". Al Giornale d'Italia ha sottolineato: "Il concetto di sostenibilità è completamente intrinseco nella strategia di ogni azienda ed è fondamentale perché abbiamo un dovere enorme nei confronti delle nuove generazioni. La sostenibilità deve passare dall’essere un costo ad essere un’opportunità di trasformazione"

"Ogni azienda ha la responsabilità di fare il suo, ma è talmente immenso il tema della sostenibilità che c’è bisogno davvero di una rete nazionale ed europea".

"In questo periodo difficile abbiamo affrontato la pandemia puntando sulla flessibilità, che è diventato il cardine della capacità di resistere di ogni azienda perché ogni giorno cambiano le possibilità, le normative. Bisogna adattarsi ogni giorno a quello che cambia. Ci riteniamo fortunati perché abbiamo chiuso l’anno con una perdita esigua (- 5% di fatturato), ma quest’anno è un anno di ripresa dove pensiamo di recuperare questa lacuna".

Festival Comunicazione Camogli, Sessa (Iren): " Sostenibilità, serve concretezza"

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Sessa (Iren): " Sostenibilità, serve concretezza"

Lorenzo Sessa, Head of Marketing, Communication and Innovative products di Iren, è intervenuto al Festival della Comunicazione di Camogli in occasione della tavola rotonda 'Mercati e consumatori dopo la pandemia: il trionfo di sostenibilità e resilienza?'. A Il Giornale d'Italia ha evidenziato:

“Come Iren abbiamo osservato nell’ultimo anno e mezzo una dimostrazione di resilienza da parte dei clienti e sicuramente una concreta attenzione verso i temi della sostenibilità che cerchiamo di stimolare in tutti i modi con un’offerta sempre più ricca di opportunità, a cominciare dalla garanzia della provenienza dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Abbiamo inoltre una gamma di offerta molto ampia con l’efficientamento energetico della casa e l’e-mobility”.

“Vediamo degli indicatori molti positivi in un percorso ancora lungo da fare che ci vede impegnati a tutti i livelli, perché sappiamo perfettamente che i clienti oggi sono attenti, interessati ma giustamente cercano concretezza”.

Sul PNRR: “Nella declinazione mercato ci sono tanti incentivi fondamentali per noi, nell’ambito per esempio dell’efficientamento. Gli incentivi che il governo e i comuni mettono in campo sono tutti strumenti nevralgici che ci permettono di collegare la nostra offerta con la domanda”.

Festival Comunicazione Camogli, Colazione con l'autore: Sofia Bignamini

VIDEO-Festival Comunicazione Camogli, Colazione con l'autore: Sofia Bignamini 

Per seguire il solco tracciato da Massimo Cacciari diremmo che la Conoscenza deve partire dal corpo. Eppure il tema della percezione del corpo è più tortuoso e implicante quando si tratta di un corpo femminile, luogo del desiderio, del possesso, anelito di perfezione ma anche luogo del limite, della fragilità. Ne abbiamo parlato con Sofia Bignamini, autrice del libro 'Quando nasce una donna'.

"Affronto questo tema interrogando tante altre donne di età, mondi e contesti diversi, chiedendo a loro che tipo di relazione hanno saputo costruire con il loro corpo che è per noi sempre stato croce e delizia. In nome del corpo siamo state abusate, ma spesso è stato anche fonte di potere perché dentro ad una cultura dominata dagli uomini abbiamo spesso cercato di utilizzare"

"Credo che l’obiettivo fondamentale per una donna nella relazione con il proprio corpo sia potersene appropriare in quanto luogo di esistenza e affermazione della propria identità, tollerando i limiti e le imperfezioni perché quelle sono anche ciò che ci rende diverse e uniche. Credo inoltre che per favorire il gap femminile nel mondo del lavoro si debba partire dal riconoscere le differenze e dal valorizzarle. Bisogna riconoscere che la donna può fornire un valore aggiunto e in nome di queste differenze, che vanno rispettare reciprocamente, si potrebbe costruire una società nella quale tutti possano davvero cooperare".

Il Festival della Comunicazione si conclude infine sulle note di Vinicio Capossela, vincitore del Premio Comunicazione 2021. In uno dei suoi brani l’artista canta: “Signora Luna che mi accompagni per tutto il mondo puoi tu spiegarmi dov'è la strada che porta a me? Forse nel sole, forse nell'ombra così per esser, ombra nel sole, luce nell'ombra, sempre per me”.

Da questo articolato dialogo sul tema intrinsecamente umano della Conoscenza emerge forse proprio questo. Conoscere è anche svelare un limite, amare il mistero che non possiamo conoscere: la nostra strada, che “si fa andando’, sostiene Machado, sotto la luna che ci illumina sempre un pò a metà, un pò contraddittoria.

 [Scarica qui il programma completo]

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