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Festival Comunicazione Camogli, Profumo (Compagnia di San Paolo):"Scuola, serve un modello didattico che sia sempre ricerca'

"Il docente dovrebbe diventare sempre più un direttore d'orchestra, che qualche volta fa il solista ma molte più volte fa interagire soggetti diversi fra di loro". L'intervista a Il Giornale d'Italia

12 Settembre 2021

Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, è intervenuto al Festival della Comunicazione di Camogli partecipando al panel 'La comodity del sapere': una seconda Galassia Gutenberg'. Con Il Giornale d'Italia Profumo ha parlato di scuola, di futuro, di educazione e di giovani:

"Abbiamo una scuola 'influenzata' in questo momento, perché sono cambiate le situazioni a contorno. Ci siamo resi conto che fare scuola così come l'abbiamo fatta fino ad adesso non è  più sufficiente, e soprattutto che si può fare scuola anche fuori dalle aule scolastiche. La comunità educante deve andare oltre al perimetro della scuola"

"La Dad ha aumentato le disuguaglianze, in parte per elementi strutturali, dall'altra credo però credo ci sia un elemento che ha colpito tutti: nel passaggio alla didattica a distanza non si sono ridefiniti i processi. Abbiamo in fondo trasferito quello che facevamo a scuola: lezioni di un'ora non tenendo presente che la capacità di attenzione è diversa in presenza piuttosto che a distanza. Mi sembra che abbiamo perso alcune occasioni che potevamo avere, ma credo che ci sia ancora spazio per recuperare". 

"Credo che sia saltato un elemento che era centrale nel nostro modello: la scuola trasmissiva, cioè un soggetto che stava sulla cattedra e gli studenti dall'altra parte, in un'aula che era una sorta di fabbrica dell'educazione. Credo che gli spazi siano determinanti nella declinazione della nuova scuola, così come una didattica bidirezionale, in modo tale che tutto questo
porti ad avere una didattica che in fondo è sempre ricerca, dove il docente diventa un direttore d'orchestra, che qualche volta fa il solista ma molte più volte fa interagire soggetti diversi fra di loro. Questa penso sia la grande sfida che abbiamo davanti. Dobbiamo iniziare con il formare i docenti, perché questo è molto più difficile e non c'è più un libro di testo".

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