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Energy Forum Cernobbio, al via la VIII edizione improntata sulla mobilità sostenibile. Il Ministro Giovannini: "Pnrr, puntiamo su intermodalità"

Grandi player riuniti in Villa Erba a Cernobbio in occasione dell'Energy Forum. Si discute sui vincoli che si contrappongono alla realizzazione della mobilità sostenibile: la carenza di infrastrutture adeguate, i processi autorizzativi per nuovi impianti e il supporto politico al cambiamento dei settori industriali

11 Marzo 2022

Energy Forum VIII, mobilità sostenibile. Arcioni: "Agelavolare in termini nomativi e di contributi"

Al via l'Energy Forum di Cernobbio. L'ottava edizione, "Transition Unchained", è incentrata sul tentativo di rimozione dei vincoli alla mobilità sostenibile. Alla luce del caro energia dovuto alla pandemia e al conflitto russo ucraino e della sempre più impellente esigenza di ridurre l'impatto ambientale, il tema della mobilità diventa cruciale in numerosi campi di applicazione.

Tre sono i temi che si contrappongono alla concretezza di progetti che richiedono cambiamenti epocali nella produzione di mezzi con propulsori eco friendly e nella generazione di energia pulita: la carenza di infrastrutture adeguate, i processi autorizzativi per nuovi impianti e il supporto politico al cambiamento dei settori industriali.

Hanno aperto il congresso Filippo Arcioni, Presidente di Villa Erba, la location scelta per l'evento, e Alessandro De Nicola, Presidente di The Adam Smith Society.

Il Ministro Enrico Giovannini: "PNRR, connetteremo tramite ferrovia undici porti, undici aeroporti e nove centri intermodali per favorire la mobilità sostenibile"

A seguire l'intervento del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini che ha posto l'accento sui provvedimenti previsti nel PNRR tesi in particolare all'integrazione modale e alla intermodalità.

In particolare l' accessibilità ai nodi e l'interconnessione tra le reti, il riequilibrio della domanda verso modalità di trasporto sostenibili e la promozione appunto dell’intermodalità saranno le linee guida per tracciare la mobilità del futuro.

Così Giovannini: "Abbiamo in programma, tramite il PNRR, di interconnettere per ferrovia undici porti, undici aeroporti e nove centri intermodali. Questo consentirà un salto nella logica dell’Intermodalita’. La stessa dinamica deve valere in altri settori. 

I conti vanno fatti non solo in termini di conto economico e PIL ma in termini complessivi. Dobbiamo tenere conto di quei 50/60mila morti all’anno per inquinamento. Le vetture elettriche hanno dei costi di ciclo di vita inferiori alle vetture a motore endotermico, anche se i costi di produzione sono più alti. Servono quindi analisi complete, che portino tutti a comprendere veramente quali sono i vantaggi. Non dobbiamo valutare solo elementi tecnologici ma anche comportamentali, il nostro modo di avvicinarci alle nuove tecnologie. Non abbiamo tempo da perdere, il mercato sta già facendo le sue scelte".

Energy Forum Cernobbio, Guggiari: “Caro energia, i più grandi player riuniti per tracciare nuove linee guida”

VIDEO-Energy Forum Cernobbio, Guggiari: “Caro energia, i più grandi player riuniti per tracciare nuove linee guida”

Enrico Guggiari, vicepresidente di The Adam Smith Society, ha sottolineato a Il Giornale d'Italia: 

“La nostra è l’ottava edizione dell’Energy Forum ed è certamente stata la più difficile da organizzare a causa di tutto quello che abbiamo intorno. Con le difficoltà che stiamo riscontrando in questo periodo con le fonti energetiche e con i prezzi saltati alle stelle, il tema della mobilità sostenibile è estremamente importante.

“Attraverso l’Energy Forum stiamo cercando di mettere insieme i player più importanti affinché si parlino e trovino soluzioni per affrontare questi problemi. La situazione oggi è difficile e quindi ci aspettiamo delle linee di comportamento al fine di arrivare a risparmiare e nello stesso momento a portare avanti una politica sostenibile”.

Filippo Arcioni, Presidente Villa Erba: "Rinnovabili e caro energia, servono provvedimenti normativi e riforma fiscale"

VIDEO- Filippo Arcioni, Presidente Villa Erba: "Rinnovabili e caro energia, servono provvedimenti normativi e riforma fiscale"

Filippo Arcioni, Presidente Villa Erba, a Il Giornale d'Italia:

"Da questa giornata emergeranno molti spunti soprattutto nell’ambito delle normative che dovranno favorire la transizione rinnovabile. La nostra società si sta attivando già da tempo per utilizzare l’energia rinnovabile, sono certa che dalla discussione di oggi emergeranno delle certezze sui nuovi provvedimenti normativi atti a favorire la transizione".

Sulla mancanza dei semiconduttori per la mobilità sostenibile Arcioni: “Oggi si parlerà soprattutto di mobilità ma credo che si andrà oltre. La sostenibilità non riguarda solo le grandi aziende ma anche le famiglie che soffrono molto questa situazione a causa della guerra”

“Servono dei provvedimenti chiari e urgenti e, non dobbiamo nascondercelo, un aiuto da un punto di vista finanziario e fiscale. Il nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito che l’Europa ci chiede la riforma fiscale e l’auspicio è che possa esserci una riforma a somma algebrica zero, soprattutto andando a scovare le forme importanti di invasione fiscale, incominciando ad esempio da quella immobiliare sul catasto”.

Energy Forum 2022, Lanzetta (Enel): “Per contrastare il caro energia il consumatore può acquistare energia a lungo termine”

VIDEO - Energy Forum VIII, Lanzetta (Enel): “Per contrastare il caro energia il consumatore può acquistare energia a lungo termine”

Nicola Lanzetta, Direttore Enel Italia afferma a Il Giornale d’Italia: “Il focus di questo incontro è su come si possa superare, a breve e a lungo termine, questa crisi energetica. Il tutto nasce dalla consapevolezza che stiamo riscontrato in questo periodo che come sistema Italia siamo troppo legati a forniture di energia che provengono dall’estero. Se pensiamo che oltre il 50% dell’energia elettrica che viene prodotta attraverso il gas e la grandissima parte di questo, oltre il 90%, lo importiamo, questo ci dà l’idea di come mai nel momento in cui, come sta succedendo ora, il gas aumenta anche la produzione di energia elettrica aumenta in maniera considerevole. Aggiungiamo poi che il gas in Italia viene utilizzato in maniera significativa anche per riscaldare case e uffici. “

“Il primo problema è come possiamo sostituire il gas e qui la soluzione è relativamente semplice, installare le rinnovabili, in Italia abbiamo know-how, capitali, tecnologie per poterlo fare. Addirittura già nel 2011-2012 noi installavamo impianti rinnovabili in una misura dieci volte superiore all’attuale. Questo è un conforto, siamo in grado di farlo, perché oggi invece non lo stiamo facendo perché si è complicata l’azione di permitting, di permessi, di autorizzazione, di burocrazia. Quindi la soluzione più immediata è quella di rendere più semplici l’installazione di fonti rinnovabili e già con questo avremmo dei vantaggi economici notevoli. Se noi oggi producessimo energia elettrica da rinnovabile non per il 40% ma per il 70% avremmo un risparmio sulla nostra bolletta del 35-40%. “

“Gli obiettivi di Enel Italia sono quelli di rendere la fornitura ai nostri clienti di energia elettrica sempre più da fonte rinnovabile. Nel 2025 noi cesseremo di produrre da carbone, noi ci poniamo l’obiettivo di aumentare la nostra quota di generazione della rinnovabile, che oggi è già superiore rispetto alla media nazionale. Siamo convinti che l’elettrificazione è una direzione già segnata, svilupperemo le nostre reti di distribuzione, quindi la possibilità di far transitare energia sulle reti, in maniera significativa. Oggi come Enel in Italia nei prossimi tre anni 15,5 miliardi di euro in questo e dà l’idea di come Enel voglia trasformare, a beneficio degli italiani, la modalità con cui utilizziamo l’energia”

“Per il caro energia quello che ogni consumatore può fare adesso è comprare energia a lungo termine. Un conto è comprare energia con prezzi eccessivamente alti come in questo momento, diverso è invece fare contratti al lungo termine dove il prezzo stesso viene spalmato su più anni.”

Iren Energia, Bergesio: "Siamo allineati con le necessità nazionali: raggiungeremo altri 2,2 GW di produzione di rinnovabili"

VIDEO - Iren Energia, Bergesio: "Siamo allineati con le necessità nazionali: raggiungeremo altri 2,2 GW di produzione di rinnovabili"

Giuseppe Bergesio, Amministratore Delegato di Iren Energia, ha affermato a Il Giornale d'Italia:

"Il focus del mio intervento è a proposito di ciò che evidenziano le difficoltà derivanti dal regolatorio e della sua applicazione nello sviluppo delle rinnovabili, che ci garantirebbero l’autosufficienza energetica. Il quadro regolatorio può essere semplificato - e in questo senso si sta muovendo le autorità nazionali e regolatorie -, ma nelle legislazioni attuali non è previsto un tempo minimo per le autorizzazioni. Ad esempio, per fare un campo fotovoltaico passano dai tre ai 5 anni di cui tre quarti dedicato al periodo autorizzatorio . L'applicazione più rapida delle legislazioni permetterebbe di avvicinarsi all’obiettivo dell'autosufficienza energetica. L'unico lato positivo di questa situazione molto drammatica è che può dare una spinta molto forte allo sviluppo delle rinnovabili".

"Il PNRR è uno strumento che può facilitare il raggiungimento di questi obiettivi, in particolare da parte dei enti e delle aziende focalizzate su una riforma strutturale, che deve integrare l’intera filiera industriale delle rinnovabili. Non basta agire solo sulla parte d'incentivazione dell'energia, ma costruire una filiera italiana, tale per cui la maggior parte del valore rimanga sull’Italia. Quando parlo di valore non mi riferisco solo a quelli economici, ma anche di opportunità sul posto del lavoro".

"In questo momento la strategia di Iren Energia è allineata con le necessità nazionali e ci siamo posti il raggiungimento di nuovi 2,2 GW di produzione di rinnovabili. Per noi si tratta di una sfida significativa: partiamo quasi da zero dal punto di vista del fotovoltaico eolico, ma abbiamo già fatto passo importanti. I fondi ci sono, potremmo ridurre i tempi come abbiamo già fatto, ma se ci fosse una legislazione più semplice, potremmo ulteriormente velocizzare il processo di alcuni anni".

Energy Forum VIII, Testa (Assoambiente): “Dai rifiuti un contributo importante per la produzione di biogas e la realizzazione di termocombustori”

VIDEO - Energy Forum VIII, Testa (Assoambiente): “Dai rifiuti un contributo importante per la produzione di biogas e la realizzazione di termocombustori” 

Chicco Testa, Presidente Assoambiente, a Il Giornale d'Italia:

“La prima sfida oggi e la più urgente è contenere i costi dell’energia ci sono settori economici che sono veramente e gravemente colpiti e c’è una pressione insostenibile sulle famiglie. Abbiamo costi dell’energia, costi delle materie prime e inflazione che erode i salari reali, quello che prima compravi prima a 1000 euro oggi costa 1100 euro. La seconda sfida è quella di ridurre la dipendenza dalla Russia, ci sono varie iniziative in corso e la terza è progettare un futuro più indipendente per esempio attraverso lo sviluppo delle rinnovabili, le quali devono contribuire ad una consistente riduzione dei costi”.

“Le fonti rinnovabili è un’opzione per l’indipendenza energetica, una parte dell’energia elettrica viene prodotta con gas e se invece la produciamo con il sole e il vento riduciamo il gas chiaramente. Il problema è che oggi per come è disegnato il mercato, nonostante le fonti rinnovabili abbiano costo più bassi, noi le paghiamo come se fossero prodotte con il gas, perché è questo che f il prezzo dell’elettricità, quindi bisogna riuscire a svincolare, andare verso contratti di lungo termine basati sul principio della giusta remunerazione del capitale investito e non attraverso il marginal price che oggi è il sistema con cui si fa il prezzo di tutta l’energia e quindi anche delle rinnovabili”.

“Noi come Assoambiente ci occupiamo di molte cose, tra queste i rifiuti, da questi può venire un contributo non eccessivo ma importante, sia per quanto riguarda la produzione di biogas, che si può ottenere dalla frazione umida dei rifiuti, sia attraverso la realizzazione di termocombustori che utilizzano quella frazione dei rifiuti che non può essere riciclata ma che può produrre energia elettrica e calore”.

Edison, Brianza: "Ridurre le emissioni mantenendo alta la competitività del nostro sistema industriale"

VIDEO - Edison, Brianza: "Ridurre le emissioni mantenendo alta la competitività del nostro sistema industriale"

Giuseppe Brianza, Executive Vice President servizi energetici e ambientali di Edison, a Il Giornale d'Italia:

"Il focus del mio intervento sarà sulla transizione energetica in Italia e i comportamenti dei clienti. Abbiamo parlato molto del Bonus 110 residenziale, oggi mi concentrerò sul mondo industriale e del terziario dell'amministrazione".

"Da qui al 2030 in Italia verranno investiti più o meno 60 miliardi di euro sulla transizione energetica. Metà di questo ammontare riguarda l’industria, 15 miliardi il terziario e gli altri 15 miliardi la pubblica amministrazione. Si tratta di una sfida molto importante, perché da una parte dobbiamo porci obiettivi e ambizioni in termini di riduzione delle emissioni, dall'altra dobbiamo mantenere alta la competitività del nostro sistema industriale. L'obiettivo è duplice: agire sia sull’energia, che sulla competitività". A proposito degli obiettivi che Edison vuole raggiungere per andare a combattere il caro-energia, Brianza afferma: "Edison sta facendo la sua parte e storicamente può beneficiare di un portafoglio di supply di gas molto diversificato e di un parco di generazione elettrica altamente produttivo. Stiamo allestendo una piattaforma che metta a disposizione tutti i servizi per accompagnare e accelerare il percorso dei i clienti industriali, del terziario e della pubblica amministrazione verso la transizione ecologica".

De Nicola, Adam Smith Society : "Transizione energetica, non è più il tempo di Greta Thumberg. In Italia bisogna riflettere su nucleare"

VIDEO-De Nicola, Adam Smith Society : "Transizione energetica, non è più il tempo di Greta Thumberg. In Italia bisogna riflettere su nucleare"

Alessandro De Nicola, Presidente Adam Smith Society Group, ha commentato a Il Giornale d'Italia

"Al tema della transizione energetica si è aggiunto quello del caro energia. Nessuno avrebbe potuto prevedere che questi due temi già così forti si sarebbero sovrapposti all’emergenza causata dalla guerra tra Russia e Ucraina. Questo convegno è quindi molto importante perché si uniscono importantissimi temi che riguardano proprio la vita dei cittadini: non è una cosa lontana ma di tutti i giorni. Ci dispiace per le circostanze provocate da questa attualità ma siamo anche contenti di riuscire ad approfondire questi temi in un momento come questo".

Su una repentina diversificazione delle fonti energetiche: “Non esistono risposte facili a domande difficili. La transizione energetica non succederà solo con le buone intenzioni, non è più il tempo di Greta Thumberg ma di riflettere seriamente su come produrre anche in Italia e togliere alcuni vincoli ideologici come quelli sul nucleare che deve essere visto con un occhio più attento alla realtà. Non dico che il nucleare sia privo di rischio, ma sono morte molte più persone nelle miniere di carbone. Bisogna avere occhio scientifico”, conclude.

Bortoni, Cesi: "Crisi energetica, capire chi può sostituire forniture gas russe. Favorire diversificazione"

VIDEO-Bortoni, Cesi: "Crisi energetica, capire chi può sostituire forniture gas russe. Favorire diversificazione"

Guido Bortoni, Presidente CESI, sulla crisi dei semiconduttori e la decisione dell’UE di non investire su questo settore, ha commentato a Il Giornale d'Italia:

“Chi può dire se sia stata una scelta improvvida o invece giusta perché ci sono un po' di problemi sui mercati internazionali. Io credo che in questo momento sul mercato delle materie prime, dei semiconduttori e soprattutto del gas occorre fare delle scelte ponderate. Vedremo gli effetti che verranno e si potrà giudicare dopo”.

“Credo che si possa diversificare il mercato energetico italiano. Le nostre istituzioni in pieno accordo con l’Europa stanno cercando di correre ai ripari per questa situazione inattesa e pesante. Spero si possa fare qualcosa. Credo che questo periodo sia utile per fare una diversificazione delle fonti e favorire la sicurezza di approvvigionamento”.

“Bisogna ripensare le forniture del gas per capire quali possono essere i paesi che possono aiutarci a sostituire le forniture russe. Se potessi dare un criterio per il futuro le forniture devono essere diversificate con una maggiore pluralità di paesi possibili, anche con la stessa taglia in modo da essere abbastanza sicuri che se una fonte va in crisi le altre tengono”.

Regione Lombardia, Cattaneo: "Fotovoltaico futuro energetico lombardo, ma irrealizzabile senza nuove leggi”

VIDEO - Regione Lombardia, Cattaneo: "Fotovoltaico futuro energetico lombardo, ma irrealizzabile senza nuove leggi”

Raffaele Cattaneo, Assessore all'ambiente e al clima Regione Lombardia, a Il Giornale d'Italia:

"Oggi ho illustrato il contenuto di una transizione energetica essenziale per la Lombardia: non possiamo pensare di continuare sulla strada della dipendenza energetica dalle fonti fossili, e in particolare dal gas. Ricordo che attualmente in Lombardia le fonti rinnovabili rappresentano circa il 15% dei consumi finali, quindi di quelli elettrici e termici che utilizziamo per scaldare le nostre case. L'85% di questa deriva dal gas, dal petrolio e dai suoi derivati. Dobbiamo cambiare questa impostazione, altrimenti, quando si creano situazioni imprevedibili su uno scenario internazionale - come sta accadendo questi giorni - i prezzi schizzano alle stelle e diventano insostenibili per famiglie e imprese".

"Per cambiare impostazione, però, abbiamo bisogno di realizzare degli impianti che oggi non abbiamo e che non è semplice mettere a terra. Il nostro programma regionale al 2030 Energia, Ambiente e Clima, che disegna la traiettoria di questa transizione energetica, dice che dobbiamo ridurre i consumi di 1/3 e contemporaneamente raddoppiare la produzione delle fonti rinnovabili. Ricordiamo, però, che le fonti rinnovabili di cui disponiamo in Lombardia non sono infinite: sfruttiamo da 150 anni l'idroelettrico, che non possiamo aumentare ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici. In Lombardia non abbiamo il vento e non abbiamo il mare: sostanzialmente, possiamo usare solo le biomasse - come stiamo già facendo - e il solare fotovoltaico".

"Dobbiamo realizzare impianti di solare fotovoltaico solo per un primo passo, che sono l’equivalente di 4500 ettari, ossia tre campi da calcio per ogni comune lombardo. La difficoltà che abbiamo oggi è quella di riuscire a mettere a terra concretamente questi progetti, quindi trovare gli spazi, ottenere le autorizzazioni e realizzare gli impianti in tempi ragionevolmente brevi. Questo è il vero nodo da risolvere per favorire concretamente la transizione energetica".

"I temi dell'ambiente e le regole della concorrenza sono in gran parte di competenza esclusiva dello Stato. L'energia è una competenza concorrente fra Stato e Regioni, ma quest'ultime possono fare le norme di dettaglio sulla base dei principi stabiliti dalle norme statali. Tutto ciò dimostra che senza un inquadramento normativo che semplifichi le procedure e renda davvero possibile la realizzazione di impianti, non è possibile ottenere il risultato sperato. Al tempo stesso, però, non possiamo programmare una trasformazione selvaggia del nostro territorio. Gli impianti fotovoltaici hanno un impatto paesaggistico molto importante, e credo che nessuno vorrebbe vederne uno in piazza del Duomo o nella zona più bella del paesaggio del lago di Como. La difficoltà che ha di fronte chi governa è quella di tenere in equilibrio esigenze diverse. Nonostante questo, dal punto di vista della velocizzazione e della semplificazione, si può fare molto di più di quello che stiamo facendo oggi".

A proposito del piano del governo sulle trivelle, Cattaneo afferma:

"Questo piano non riuscirà a risolvere i problemi energetici dell'Italia per una ragione che sta nei numeri: il nostro Paese consuma 70 miliardi di metri cubi all’anno di gas e la produzione nazionale e tre miliardi di metri cubi, quindi meno del 5%. Con le nuove trivellazioni possiamo pensare di portarla a 5%, alcuni pensano a 7%, ma anche in questo caso, riusciremmo a risolvere solo il 10% del problema".

"Purtroppo, il gas ha una dipendenza strutturale dall’estero e noi, oggi più che mai, dobbiamo trovare forniture che possano sostituire il gas proveniente dalla Russia e che a breve potremmo non avere più. Ciò non toglie che aumentare la produzione nazionale sia utile, e in questo caso dobbiamo sfondare alcune resistenze ideologiche e l’atteggiamento di chi ricerca sempre di lisciare il pelo dell’opinione pubblica. Bisogna avere la responsabilità di dire sì agli impianti che servono, anche quando hanno un impatto sul territorio che non tutti condividono. Nonostante questo, non possiamo pensare che arrivi una soluzione miracolistica, perché i numeri ci dicono che purtroppo non sarà così".

Arera, Poletti: "Priorità a famiglie e microimprese: aggiorneremo i prezzi di elettricità e gas per contrastare il caro bollette"

VIDEO - Arera, Poletti: "Priorità a famiglie e microimprese: aggiorneremo i prezzi di elettricità e gas per contrastare il caro bollette"

Clara Polettimembro di Arera, a Il Giornale d'Italia:

"Aggiorneremo i prezzi di elettricità e gas per famiglie e microimprese. Con l'arrivo della primavera ci si aspettava una riduzione dei prezzi, ma le incertezze di questi giorni hanno mantenuto molto alte le quotazioni nei mercati all’ingrosso e gli eventi dell'Ucraina hanno generato crisi nel mercato del gas che si riverbera su quello elettrico. La situazione attuale è critica e da guardare con attenzione".

"Non posso confermare la stima di Nomisma, perché se guardiamo i valori forward dei prezzi dati dall’emergenza Ucraina, vediamo una stima che cambia molto di giorno in giorno. Si tratta di una situazione estremamente volatile che i nostri mercati forse non hanno mai vissuto. In questo momento non sarebbe corretto fornire dei numeri, perché genererebbero solo più confusione. Posso solo confermare che la situazione è tesa".

Sulla proposta di chiudere i mercati, commenta:

"Non è chiaro cosa voglia dire chiudere i mercati, visto che le vendite sono già state fatte e i clienti hanno perfezionato i contratti in acquisto. Sicuramente sarà necessario fare qualcosa per contenere le bollette. Nel 2021 e nel primo trimestre 2022 il governo è già intervenuto, e penso che qualcosa sarà fatto anche al prossimo aggiornamento".

A proposito delle misure che il governo dovrebbe mettere in atto per aiutare famiglie e imprese a combattere il caro-bollette, Clara Poletti afferma:

"La priorità deve riguardare sempre le famiglie, che rappresentano i clienti più vulnerabili. Ricordo che esiste il Bonus Sociale per quelle in stato di bisogno e suggerisco a tutti di informarsi su quali sono le condizioni per potervi accedere. I soldi dati alle famiglie in bolletta sono stati aumentati per le famiglie vulnerabili in modo da compensare gli aumenti, grazie a soldi stanziati dal governo. Fortunatamente ad Aprile i consumi gas si riducono, perché c’è meno bisogno di riscaldamento, ma invito tutti a fare più attenzione in ottica di risparmio attraverso piccoli comportamenti quotidiani: spegnete le luci e riducete il riscaldamento quando potete, perché i prezzi sono veramente alti. Credo che l’azzeramento degli oneri generali e il finanziamento da altre fonti sia un'azione importante che il governo ha fatto e che andrebbe confermata".

A2A, Mazzoncini: "Dopo guerra Russia e Ucraina un altro mondo. Shock energetico, nucleare non è la soluzione"

VIDEO-A2A, Mazzoncini: "Dopo guerra Russia e Ucraina un altro mondo. Shock energetico, nucleare non è la soluzione”

Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A è intervenuto all'Energy Forum 2022 per sottolineare:

"Dopo la guerra in Ucraina ci troviamo in un nuovo mondo. Lo shock energetico è una cosa terribile, dobbiamo quindi decidere di andare in una direzione. Se dovessimo andare indietro dovremmo riaprire le centrali a carbone, ma non mi sembra il modo giusto. Andiamo sul nucleare? Nessuno parla del fatto che l'Italia ha risorse di uranio per andare avanti 30 anni. Allora ci mettiamo a investire miliardi in una soluzione ancora non definitiva?

L'Italia è un paese che ha più acqua e più sole rispetto ad altri paesi europei, per cui credo che la soluzione siano le rinnovabili. Ovviamente un modello di business molto diverso che richiede un modello di mercato diverso"

Sticchi Damiani, Aci: "Sostenibilità, il nostro parco circolante tra i più vecchi in Europa. Occorrono nuovi incentivi per la rottamazione"

 

VIDEO-Sticchi Damiani, Aci: "Sostenibilità, il nostro parco circolante tra i più vecchi in Europa. Occorrono nuovi incentivi per la rottamazione"

 “In questo momento stiamo valutando tutte le fonti di motorizzazione che abbiano il minore impatto ambientale.  Mentre guardiamo al futuro dovremmo ricordare il passato. Abbiamo proposto al Governo che è stata in buona parte recepita, ovvero di dare incentivi a chi è in possesso di una euro zero, 1, 2 e 4 e acquista un usato 5 o 6. Perché se non ci saranno incentivi sulla rottamazione non riusciremo a sostituire il nostro parco circolante, tra i più vecchi d’Europa”

Trenord, Piuri: "Considerare la mobilità sostenibile come un input, o problemi sembrano insormontabili"

VIDEO - Trenord, Piuri: "Considerare la mobilità sostenibile come un input, o problemi sembrano insormontabili"

Marco Piuri, Amministratore Delegato Trenord e FNM Group, in occasione dell'VIII edizione dell'Energy Forum a Cernobbio, ha affermato:

"Quando parliamo di trasporto pubblico teniamo conto che è un settore marginale da un punto di vista negativo per quanto riguarda sostenibilità ed emissioni.

Il tema della mobilità sostenibile va osservato da due punti di vista: quello delle fonti energetiche, e i modelli di mobilità e di offerta. Se prendiamo i dati del 2019, osserviamo che il 75% è della mobilità è stata quella di prossimità (spostamenti da 10-15 km) o privata.

La pandemia ha fatto vedere che esiste un enorme tema dei organizzazione della vita che non si è saputa affrontare in maniera adeguata.

O consideriamo la mobilità come un input oppure ci troveremo a fare i conti con problemi che sembrano insormontabili".

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