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Afghanistan, le donne non possono tornare a lavoro: "State a casa"

Risparmiate solo le posizioni dove mancano lavoratori uomini

20 Settembre 2021

Afghanistan, le donne non possono tornare a lavoro: "State a casa"

Fonte: lapresse.it

A partire da questa settimana, in Afghanistan, le donne non possono tornare a lavoro. L'invito è chiaro: "State a casa". "Ci pensano gli uomini". Solo le donne che non possono essere sostituite da uomini possono presentarsi sul posto di lavoro, le altre si trovano in un limbo di incertezza senza tutele.

L'allarme è stato lanciato dal sindaco ad interim di Kabul, capitale dell'Afghanistan, che ha parlato con uno dei reporter della testata AlArabiya. Secondo quanto denunciato da Hamdullah Namony, entrato in carica lo scorso 24 agosto, i talebani hanno chiesto alle dipendenti comunali di rimanere a casa, sostituendole o assegnando i compiti principali ai colleghi maschi. Solo laddove non è stato possibile trovare un rimpiazzo immediato, è stato permesso alle donne di continuare a svolgere il proprio lavoro.

Lavoratrici qualificate nel mirino

Dopo la stretta sulle studentesse universitarie, ora arriva la batosta per le lavoratrici del settore pubblico. L'attuale sindaco di Kabul ha evidenziato che tra le donne lasciate a casa ci sono tante lavoratrici qualificate, che però sotto il regime dei talebani difficilmente riusciranno a trovare un nuovo lavoro nel proprio settore. questo, ovviamente, non esclude anche tutte le donne che fino all'arrivo degli studenti barbuti si occupavano delle pulizie e del mantenimento delle strutture. Tra le donne sospese dal lavoro figurano le dipendenti nei dipartimenti di progettazione e ingegneria, ma anche le inservienti dei bagni pubblici che si occupano dei servizi igienici femminili.

I commenti rilasciati da Namony alla stampa sono un altro segno che i talebani stanno imponendo la loro dura interpretazione della religione islamica, comprese quelle restrizioni alle donne che impediscono loro di partecipare alla vita pubblica. Ciò avviene nonostante le loro iniziali promesse di tolleranza e inclusione. Nel loro precedente governo negli anni '90, i talebani avevano bandito completamente le ragazze e le donne dalle scuole e dal lavoro.

Il sindaco afferma che non è stata ancora presa una decisione finale sulle dipendenti donne nei dipartimenti comunali di Kabul ma che, nel frattempo, i talebani avrebbero congelato i loro stipendi. Prima dell'occupazione delle istituzioni afghane da parte dei talebani, poco meno di un terzo dei circa 3 mila dipendenti comunali erano donne.

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