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B20 Italia, Dompé (Dompè Farmaceutici): " Salute prerequisito dell’economia"

"Bisogna avere la stessa intensità di lotta alle malattie per altri capitoli che sono ugualmente gravi e per certi aspetti anche più del Covid, e che non abbiamo ancora affrontato a livello globale". L'intervista a Il Giornale d'Italia

07 Ottobre 2021

 “Sulla salute stiamo vivendo una tragedia insieme a un presupposto di rinascimento. Il dramma di vivere una grande pandemia e la capacità del mondo di collaborare per arrivare in 10 mesi a dare fattivamente i vaccini ai pazienti. È stato un lavoro straordinario che ha due segnali. Una che la salute è il prerequisito dell’economia: non è una spesa ma un investimento”. Così Sergio Dompé, Chair della Task Force Health & Life Sciences, costituita all’interno del B20 e AD della Dompè Farmaceutici.

“Dobbiamo lavorare insieme ai governi affinché la collaborazione emergenziali diventi normalità per ottenere due cose: l’accesso all’innovazione che ha fatto la differenza. Bisogna avere la stessa intensità di lotta alle malattie per altri capitoli che sono ugualmente gravi e per certi aspetti anche più del Covid, e che non abbiamo ancora affrontato a livello globale.”

“Se noi riuscissimo a scaricare questa capacità di ricerca insieme con i sistemi regolatori e i governi potremmo davvero fare molto di più. Le aziende hanno dimostrato di saper lavorare bene e in fretta .Tre sono le raccomandazioni al Governo: fare in modo che la salute diventi un elemento essenziale della strategia e l’accesso all’innovazione sia il suo modello. Fare in modo poi che da una sanità quantitativa si vada una sanità che misuri la qualità complessiva e infine la sostenibilità del sistema. Chiederemo anche più fondi. “  

“Sulla transizione green abbiamo tre progetti sul covid che rappresentano un importante sostegno a quelle che sono le attività internazionali su questo tema. Credo che il green sia imperativo, qualsiasi attività industriale deve riuscire a consumare meno energia, meno acqua, riuscire a inquinare di meno e non avere inquinanti. Grazie al fatto che l’industria farmaceutica è un’industria concettuale e non pesante siamo già messi meglio rispetto al resto del mondo.”

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