26 Gennaio 2026
The spread of SARS-CoV-2 in Spain: Hygiene habits, sociodemographic profile, mobility patterns and comorbidities, fonte: Environmental Research
Uno studio spagnolo uscito nel novembre del 2020, "The spread of SARS-CoV-2 in Spain: Hygiene habits, sociodemographic profile, mobility patterns and comorbidities", ha seminato il panico in tutta Europa: tutti i giornali hanno riportato la notizia che fare una passeggiata con il proprio cane aumentasse il "rischio del contagio da Covid del 78%". Una follia, riconosciuta anche allora dalla Lega Italiana per gli Animali: "Un'assurdità infondata".
Nel novembre del 2020, nel pieno della "pandemia" da Covid, numerosi giornali italiani e internazionali rilanciarono titoli allarmistici: “La passeggiata con il cane aumenta il rischio di contagio del 78%”. Un’affermazione che fece rapidamente il giro dei media, generando confusione, paura e persino il timore di abbandoni di animali domestici.
Alla base di quelle notizie c’era uno studio condotto in Spagna dall’Università di Granada e dalla Scuola andalusa di sanità pubblica, pubblicato sulla rivista Environmental Research. La ricerca, basata su un sondaggio di 2.086 persone, rilevava una correlazione statistica tra il possesso di un cane e una maggiore incidenza di positività al Covid. Da qui, una semplificazione mediatica estrema: portare a spasso il cane “faceva ammalare”.
Ma quella conclusione, a distanza di tempo, appare non solo fuorviante, ma scientificamente fragile. Lo studio non dimostrava alcun nesso causale diretto tra cane e contagio. Gli stessi autori ammettevano che "non è chiaro se il virus possa essere trasmesso dagli animali all’uomo" e che il possibile aumento del rischio fosse legato a fattori indiretti: maggiore esposizione all’esterno, contatto con superfici, comportamenti umani poco attenti all’igiene.
In altre parole, non era il cane il problema, ma le persone. Un punto fondamentale che, però, finì spesso sepolto sotto titoli sensazionalistici. Nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato che i cani possano trasmettere il Covid agli esseri umani. Organizzazioni veterinarie, istituti di sanità e associazioni animaliste lo chiarirono già allora, parlando apertamente di “rischio zero” se si rispettano le normali regole igieniche.
Non a caso, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane intervenne per smontare l’allarme, definendolo pericoloso e potenzialmente dannoso. Lavarsi le mani dopo aver toccato l’animale, evitare contatti ravvicinati con altre persone: precauzioni valide sempre, "pandemia" o no.
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