22 Gennaio 2026
Il Dottor Giuseppe Calarco, direttore sanitario di Medices Health Clinic, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione dell'inaugurazione della clinica aperta a Milano e fondata dalla Dottoressa Barbara Funaro insieme allo stesso Giuseppe Calarco e all'ingegnere Corrado Negri, Presidente.
Medices, che inaugura sta sera, come si posiziona nel mondo delle cliniche private?
Non ha una grande differenza rispetto a tutto quello che già esiste sul territorio milanese, che è sicuramente già molto ricco. Noi abbiamo cambiato un pochino gli schemi. Intanto siamo un ambulatorio chirurgico con un'area dedicata al pianeta donna con un aspetto radiologico qualificato, con mammografia, MOC, ecografia e tutto ciò che è considerato profilattico per la donna. In più abbiamo aggiunto una parte secondo me molto molto interessante nel rispetto di mens sana in corpore sano. Abbiamo voluto integrare le discipline mediche con la parte psicologica. Abbiamo la fortuna di avere in sede un grande psicologo che è la dottoressa Funaro, che è madre dell'aspetto della sessuologia e soprattutto di tutte le patologie connesse. E anche criminologa. Mi piaceva molto questo aspetto perché sono convinto del fatto che si possa stare molto bene se si è in equilibrio anche psichico. E questo secondo me è un delta differenziale rispetto alle altre strutture esistenti. Abbiamo avuto anche la fortuna di diventare centro prelievo e questo è un altro valore aggiunto per la struttura e siamo totalmente dedicati a quello che è un aspetto di cura e di presa in carico del paziente, cioè vorremmo essere comunque capaci di accogliere il paziente, seguirlo e poterlo seguire in proiezione anche per un'eventuale chirurgia o per aspetti diagnostici ulteriori.
Perché secondo lei il rapporto medico paziente è cambiato negli anni?
Il rapporto è certamente cambiato perché c'è una grande attenzione anche per quello che è la comunicazione del paziente. Fino a pochi anni fa non si parlava neanche di programmazione Neuro-Linguistica, cosa che oggi è obbligatoria nel corso di formazione dei medici, soprattutto in quelli che hanno a che fare col mondo oncologico. E quindi ci vuole una preparazione specifica anche per affrontare queste tematiche, che sono tematiche molto particolari. Quindi sicuramente negli anni è cambiato l'approccio. Il vantaggio è che oggi abbiamo una diagnostica talmente tanto raffinata che ci consente comunque di prendere il paziente in una fase precoce della malattia e quindi tutte le malattie che vengono diagnosticate tempestivamente nel 92% dei casi possono essere guarite in modo radicale. Il problema è quando si arriva tardi a una diagnosi e questo non vale solo per il mondo oncologico, che comunque rappresenta la terza causa di morte in Italia. Ricordiamoci che la prima causa di morte in Italia è sempre la patologia cardiovascolare, la seconda è quella diabetologi, comunque endocrinologica, se vogliamo essere precisi. La terza è quella oncologica. Questo significa che comunque passi avanti ne sono stati fatti anche in virtù del fatto che la vita media è decisamente aumentata negli ultimi 50 anni di storia.
Vede una differenza tra paziente maschio e paziente femmina?
La grandissima differenza è che la donna è molto virtuosa e molto brava e si sottopone ai controlli anche quando le vengono mandati gli avvisi da Regione Lombardia, che è una regione pazzesca da questo punto di vista. Sono bravissimi nel fare prevenzione, mandano alla donna l'invidioso a fare la mammografia, mandano alla donna il pozzetto per la ricerca del sangue occulto fecale, quindi due patologie estremamente importanti vengono comunicate alla donna che deve fare dei controlli. La donna lo fa. l'uomo prende il pozzetto e la ricerca del sangue occulto fecale e lo butta via e fa finta di niente. Tutti gli uomini, tutti gli uomini che superano la 5ª decade di vita hanno un problema prostatico (che è fisiologico), non è necessariamente una condizione patologica ma comunque fanno finta di niente e invece quel controllo potrebbe aiutare a risolvere un problema di ipertrofia. Noi qui abbiamo dei grandi urologi che fortunatamente siamo riusciti a coinvolgerne alcuni di alto spessore, ma hanno difficoltà a reclutare il paziente in fase iniziale. Arrivano sempre tardivamente. L'uomo non si sottopone a controllo. Per quanto riguarda il 'terzo genere' (non saprei come definirlo senza offendere nessuno) è un qualcosa che ha una sua logica completamente diversa, perché quelli che ho avuto io come pazienti sono quasi al femminile, quindi fanno i controlli. La cosa che mi lascia sbalordito oggi è che tantissimi uomini ricorrono a trattamenti come il trapianto del capello, trattamento col PRP, chi decide di fare la punturina col muggiano per dimagrire, chi cura il suo aspetto esteriore. Dell'aspetto interiore non gliene frega niente. La parte omosessuale al maschile, invece, è molto più attenta. Perché ricorrono a terapie ma prima chiedono consiglio allo specialista ed è una cosa che secondo me andrebbe fatta invece di default, se solo avessimo cura di noi stessi. Questa è una valutazione del tutto personale. E poi, ribadisco ancora una volta, è molto bello pensare di avere uno stato di salute legato anche allo stato della salute psichica, perché se stai bene con te stesso affronti anche il problema malattie.
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