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"Attacco Usa a Iran imminente, leadership iraniana volata in Russia", negoziati su nucleare e missili di Teheran "insoddisfacenti" - RETROSCENA

Usa e alleati rafforzano le forze in Medio Oriente, Iran in allerta e negoziati in stallo. Attenzione sull’aereo spia RC-135W già visto prima di operazioni militari

30 Gennaio 2026

Iran, ultimatum di Trump a Khamenei: “Sedetevi al tavolo e negoziate, no armi nucleari, non fate accadere nuovo attacco, sarà molto peggiore”

Trump-Khamenei Fonte: X @SumitHansd

Sempre più segnali sul campo e fonti del deepstate vedono l'attacco statunitense all'Iran come un avvenimento non più incerto, anzi, "imminente". Continua lo schieramento di aerei e navi americane e alleate europee in tutto il Medio Oriente, mentre Teheran rimpolpa il suo arsenale balistico e la sorveglianza con droni sullo stretto di Hormuz, circondato da portaerei a stelle e strisce.

Secondo i radar di voli indipendenti, un aereo governativo iraniano sarebbe partito da Teheran la scorsa notte e sarebbe atterrato oggi a Mosca, alimentando i sospetti che la leadership del Paese, Ali Khamenei in primis, abbia già trovato rifugio in Russia, in vista dei raid Usa imminenti. Sul fronte delle negoziazioni fra le parti, i mediatori fanno sapere che non ci sono per ora "accordi fruttuosi né sul nucleare, né sui missili iraniani".

"Attacco Usa a Iran imminente, leadership iraniana volata in Russia", negoziati su nucleare e missili di Teheran "insoddisfacenti" - RETROSCENA

Nelle ultime ore si moltiplicano segnali di un rapido rafforzamento militare in Medio Oriente da parte degli Stati Uniti, di alcuni alleati europei e dell’Iran, mentre i tentativi di mediazione diplomatica risultano in stallo e diversi eventi ufficiali vengono cancellati. Al centro dell’attenzione c’è anche il ritorno in volo di un aereo spia statunitense già osservato prima di precedenti operazioni militari.

Secondo fonti di monitoraggio open source e analisti indipendenti, nuovi F-35A Lightning II dell’Us Air Force, appartenenti al 158th Fighter Wing della Vermont Air National Guard, sarebbero in trasferimento dagli Stati Uniti verso basi in Europa e Medio Oriente. Parallelamente, tracciamenti satellitari indicano la presenza di F-15 statunitensi, un Rafale francese e vari aerei cargo in una base negli Emirati Arabi Uniti. Washington avrebbe inoltre spostato sistemi di difesa aerea e rafforzato la componente navale, con gruppi di cacciatorpediniere e unità in grado di lanciare missili da crociera. Anche assetti di guerra elettronica — inclusi jet EA-18G Growler — risultano riposizionati verso l’area euro-mediorientale.

Particolare attenzione sta suscitando il dispiegamento di un RC-135W Rivet Joint, aereo spia per intelligence elettronica, decollato dal Nebraska e arrivato in Qatar dopo scali in Regno Unito e Germania. La piattaforma è progettata per intercettare comunicazioni e segnali radar a lungo raggio. Analisti notano che lo stesso velivolo era stato osservato in missioni vicino all’Iran prima di precedenti fasi di conflitto e nei cieli caraibici prima di operazioni statunitensi contro il Venezuela. Questo schema operativo viene letto da alcuni osservatori come possibile indicatore di preparazione avanzata.

Sul fronte opposto, l’Iran ha elevato il livello di allerta. Teheran ha diffuso avvisi di sicurezza marittima (NAVAREA) nello Stretto di Hormuz orientale, area cruciale per il traffico energetico globale. Autorità iraniane parlano apertamente di “preparazione allo stato di guerra”, pur lasciando formalmente aperto il canale negoziale con Washington. Il ministro degli Esteri Seyyed Abbas Araghchi ha dichiarato disponibilità a colloqui sul nucleare basati su rispetto reciproco, ma ha ribadito che programma missilistico e difesa nazionale non sono negoziabili.

I tentativi di mediazione di Qatar, Oman, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto non avrebbero finora prodotto risultati concreti. In parallelo, crescono i segnali di tensione diplomatica: visite ufficiali cancellate, riunioni di sicurezza straordinarie e contatti telefonici urgenti tra capitali regionali. In Iran si registrano inoltre prelievi di contante su larga scala e limiti informali agli sportelli, indice di timori interni su possibili choc finanziari o sanzionatori.

Israele, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, starebbe esercitando un forte pressing su Washington per un’azione contro l’Iran. Le opzioni discusse includerebbero due modelli: una campagna di bombardamenti su larga scala contro infrastrutture militari e Irgc, oppure attacchi mirati contro leadership e nodi strategici, combinati con operazioni cyber ed elettroniche. Tra gli scenari valutati dagli analisti figura anche un possibile tentativo iraniano di limitare o chiudere temporaneamente lo Stretto di Hormuz in caso di attacco.

Infine, i tracciati di volo mostrano un aereo governativo iraniano partito da Teheran verso Mosca. Non è noto chi fosse a bordo: le ipotesi spaziano da contatti politico-militari ad alto livello a coordinamenti su difesa aerea, forniture o garanzie diplomatiche, ma anche Ali Khamenei. Il viaggio rafforza la percezione di una fase di consultazioni strategiche tra Iran e Russia, ma anche di rifugio in caso di attacco, mentre la crisi entra in una fase potenzialmente decisiva.

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