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Variante Omicron, il Giappone si barrica di nuovo: dal 30 novembre frontiere chiuse per gli stranieri

Lo ha deciso il Premier Fumio Kishida: da martedì 30 novembre il Giappone non farà entrare sul proprio territorio gli stranieri

29 Novembre 2021

Aeroporto

Aeroporto (fonte lapresse.it)

Da martedì 30 novembre tutte le isole di cui si compone il Giappone non faranno entrare sul proprio territorio gli stranieri, colpa della paura per la variante Omicron. Lo ha deciso il nuovo Premier Fumio Kishida, subentrato da poco meno di due mesi a Shinzo Abe. La decisione appare in controtendenza con le riaperture e gli allentamenti delle restrizioni decisi nelle ultime settimane che avevano riportato nel paese viaggiatori per affari, studenti e turisti. "Di fronte a un possibile peggioramento della situazione, abbiamo deciso di vietare nuovi ingressi da tutti i Paesi del mondo come misura preventiva" ha affermato il Primo Ministro.

La situazione Omicron in Giappone e la chiusura agli stranieri

"Di fronte a un possibile peggioramento della situazione, abbiamo deciso di vietare nuovi ingressi da tutti i Paesi del mondo come misura preventiva", ha affermato il Primo Ministro. Il Governo guidato da Kishida aveva annunciato nella giornata di venerdì 26 l’estensione a dieci giorni della quarantena in hotel per chiunque arrivasse da Sudafrica, Botswana, Eswatini, Lesotho, Namibia e Zimbabwe. Misura estesa poi anche per i visitatori provenienti da Malawi, Mozambico e Zambia. 

Il caso giapponese: il Covid "estinto" senza l'aiuto di vaccini

In Giappone intanto crollano i contagi da Covid 19 e c'è la sensazione che il virus si stia estinguendo da solo. Non solo i contagi, anche i decessi sembrerebbero crollati drasticamente e, da ottobre, il Covid non monopolizza più i dibattiti pubblici. Gli scienziati non hanno spiegazioni, ma solo qualche teoria. Il vaccino qui è stato preso dall'80% della popolazione, ma per lo più solamente in prima dose. Ma non sembrerebbe avere nulla a che vedere con la causa della sua remissione. L'ipotesi più quotata al momento sarebbe quella secondo cui la variante Delta avrebbe accumulato troppe mutazioni a carico della proteina nsp14. Il suo malfunzionamento avrebbe determinato successivamente l’autodistruzione dell’agente virale. Secondo i ricercatori giapponesi non è da escludere che una simile evoluzione possa naturalmente accadere anche in altri paesi del mondo.

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