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Stati Generali della Green Economy 2021: vincere la sfida della neutralità climatica per un'economia competitiva e decarbonizzata

Crisi climatica, energia e rinnovabili, economia circolare e mobilità elettrica. Dagli Stati Generali della Green economy la tabella di marcia che l'Italia deve seguire per diventare locomotiva green e trainare gli altri paesi verso la neutralità climatica entro il 2030

Di Carola Desimio

27 Ottobre 2021

Stati Generali della Green Economy 2021: vincere la sfida della neutralità climatica per un'economia competitiva e decarbonizzata

Partono gli Stati Generali della Green Economy, l’evento in Fiera a Rimini organizzato dal Consiglio Nazionale della Green Economy, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e la Commissione europea. Obiettivo della due giorni è individuare obiettivi precisi di sostenibilità, stabilire la roadmap che guiderà l’Italia nel suo percorso di transizione. Il piano europeo di Green Deal, le risorse del PNRR e le opportunità di innovazione e investimento che ne conseguono, rappresentano il trampolino di lancio per un paese che, all'interno dello spazio europeo, punta a diventare la locomotiva della green economy. Vincere la sfida climatica è fondamentale, l'Italia ha un urgente bisogno di una legge nazionale per la protezione del clima.

“Vincendo la sfida della neutralità climatica con un’economia decarbonizzata e competitiva, capace di generare maggior occupazione e un miglior benessere, si costringerà così anche la Cina e gli altri paesi ritardatari, ad inseguire”. Così ha dichiarato Edo Ronchi, membro del Consiglio nazionale della green economy. “Ritengo giusto sollecitare la Cina, che è una superpotenza economica, alla Cop 26 affinché prenda maggiori impegni reali per l’attuazione dell’Accordo di Parigi, respingendo il suo tentativo di nascondersi dietro ai Paesi in via di sviluppo, per mascherare il suo disimpegno. Non si può però consegnare alla Cina l’esito della Cop 26, anche perché con la conferma di un massiccio l’uso del carbone, rifiutando impegni di riduzione delle proprie gigantesche emissioni di gas serra fino al 2029 e rinviando il suo percorso di decarbonizzazione, la Cina ha già deciso. Il successo della Cop 26 dipende dal consolidamento dell’alleanza dei Paesi che si tanno impegnando per la neutralità climatica, guidati dall’Europa e dagli Stati Uniti: l’alleanza di coloro che, non senza difficoltà, stanno facendo della neutralità climatica una leva di Green Deal, per superare la recessione causata dal Covid”.

 

Stati Generali della Green Economy 2021, Peraboni (Italian Exhibition Group): “Occorre che il processo di transizione ecologica non sia a discapito dei livelli occupazionali”

VIDEO - Stati Generali della Green Economy 2021, Peraboni (Italian Exhibition Group): “Occorre che il processo di transizione ecologica non sia a discapito dei livelli occupazionali”

“Una cosa fondamentale è che questa di cui parliamo oggi non è assolutamente una sfida per il nostro Paese, - afferma a Il Giornale d’Italia Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Italian Exhibition Group - questa è una sfida che viene o affrontata a livello globale e il nostro compito è di farlo almeno a livello europeo, oppure è una sfida che è destinata a perdersi. L’altra cosa che è emersa e per molti versi l’inaspettata eccellenza che l’Italia vanta in questo settore, siamo i campioni d’Europa per quanto riguarda l’efficienza nello sfruttamento delle materie prime, siamo molto avanti con il riciclo della materia prima, abbiamo infatti anticipato di 15 anni i risultati che l’Europa si era prefissata per il riciclo di carta e cartoni. Quindi sicuramente buona base di partenza per il nostro Paese, molto da fare e non sarà sufficiente uno sforzo solamente nazionale.”

E sulla possibilità che l’Italia sia la locomotiva della transizione in Europa Peraboni risponde: “Lo è già in larga parte, per capire vi riporto un dato che forse può aiutare ad esplicarlo, noi per ogni kilo di risorsa utilizzata siamo in grado di produrre 3,7 euro di Pil che è un record europeo ed è quasi il doppio della media europea quindi sicuramente abbiamo molto da dire in questo campo.”

“Tra le sfide principali che l’Europa deve affrontare credo ci sia la coniugazione tra la transizione ecologica e la sostenibilità sociale ed economica, il fatto che essere green, essere sostenibili non sia in contrapposizione con un’economia sana di mercato è ormai un dato acquisito, occorre ora che il complesso processo di transizione non sia a discapito dei livelli occupazionali e che avvenga nel modo più armonico possibile.”

Stati Generali della Green Economy 2021, Mazzoncini (A2A): “Il mondo dei rifiuti e dell’energia devono lavorare insieme per arrivare alla neutralità carbonica 2050”

VIDEO - Stati Generali della Green Economy 2021, Mazzoncini (A2A): “Il mondo dei rifiuti e dell’energia devono lavorare insieme arrivare alla neutralità carbonica 2050”

“Oggi parliamo come A2A dell’economia circolare quindi della nostra gamba dell’economia circolare – dichiara a Il Giornale d’Italia Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A- perché riteniamo che ci sia un importante dibattito da portare avanti sull’accoppiamento del mondo dei rifiuti e il mondo dell’energia. Quindi oggi cerco di parlare del fatto che se vogliamo avere un mondo decarbonizzato nel 2050 non possiamo occuparci solo di elettrone, che è una cosa di cui A2A si occupa ovviamente con la transizione energetica con le rinnovabili ma anche di molecola green. La molecola green sarà l’idrogeno e il biometano, quindi la produzione di biocombustibili che arriva proprio dagli scarti alimentari, dalla zootecnia, dall’agroalimentare che è una filiera molto importante che in Italia è sviluppata ancora troppo poco, è una di quelle grandi opportunità ancora sprecate. Quindi oggi cerchiamo di parlare come il mondo dei rifiuti e il mondo dell’energia devono lavorare insieme per riuscire ad avere un mondo più circolare e arrivare alla neutralità carbonica nel 2050.”

“L’Europa, lo stiamo vedendo nel dibattito di COP26, è certamente oggi nel mondo la locomotiva sui temi della transizione e l’Italia sta facendo la sua parte in maniera molto decisa. Siamo molto avanti sia sulle rinnovabili sia sul tema dell’economia circolare, siamo un paese industriale pur non avendo nessuna materia prima, siamo il decimo-undicesimo paese al mondo per produzione di acciaio avendo lo 0,002% di risorse ferrose e nella carta è uguale, quindi vuol dire che abbiamo sviluppato una capacità di economia circolare del riciclo o avere le materie prima da riciclo in maniera molto migliore rispetto ad altri paesi. Quindi la risposta è sì direi che l’Europa e l’Italia oggi hanno un ruolo di leadership importante e speriamo di essere seguiti dai grandi paesi come la Cina.”

“Oggi dal punto di vista tecnologico sappiamo come arrivare alla neutralità carbonica perché abbiamo tutte le tecnologie per le rinnovabili disponibili e abbiamo anche quelle per l’economia circolare. Abbiamo un grosso problema autorizzativo in Italia e in tutta Europa, quindi dobbiamo vincere alcune diffidenze, le sindromi di NIMBY famose, la diffidenza classica di qualunque cittadino quando viene realizzato un impianto o infrastruttura di qualunque natura vicino casa sua. In Italia poi succede in maniera particolare come se avessimo un’allergia alle infrastrutture, mentre queste sono quelle oggi ci servono. Basta pensare a cosa è successo per l’alta velocità, le battaglie dei No-Tav, quando non c’è nulla di più sostenibile ce andare in treno invece che in auto.”

 

Stati Generali della Green Economy 2021, Tamburi (Enel): “Bisogna spiegare ai cittadini che elettrificare i consumi conviene, costerà meno e sarà più sicuro”

VIDEO - Stati Generali della Green Economy 2021, Tamburi (Enel): “Bisogna spiegare agli italiani e ai cittadini mondo che elettrificare i consumi conviene, costerà meno e sarà più sicuro”

“Gli obiettivi sono molto sfidanti, incrementati e resi più complessi e difficili con un tempo residuo se consideriamo il 2030, - dichiara Carlo Tamburi, Amministratore Delegato e Presidente di Enel Italia S.p.A. durante gli Stati Generali della Green Economy 202 - gli obiettivi si raggiungono sicuramente attraverso l’elettrificazione dei consumi che sarà uno dei due punti chiave fondamentali dal punto di vista delle famiglie e delle imprese. I consumi e l’efficienza energetica sicuramente sono un caposaldo, però il grosso delle emissioni si ridurrà con una visione più complessiva del sistema degli attori protagonisti del mondo energetico italiano e principalmente con la penetrazione di rinnovabili e la crescita di produzione elettrica da fonti rinnovabili che dovrebbe poi portare benefici virtuosi s aspetti economici.”

“Dal punto di vista della parte finale della filiera ci sono due aspetti per facilitare e accelerare l’elettrificazione dei consumi: il primo aspetto fondamentale è che deve essere fatta una grande campagna di informazione e consapevolizzazione con i clienti finali. Questo aspetto dell’utilizzo dell’energia elettrica è conveniente, perché oltre ad essere un elemento che riduce le emissioni, ma questo potrebbe essere visto dai singoli come un problema non personale, pensando che sarà il Governo, le istituzioni a preoccuparsi delle emissioni. Il singolo è abituato a ragionare fisiologicamente guardando ai propri stili di vita e alle proprie tasche, questo è un grande aspetto, bisogna spiegare agli italiani e ai cittadini d’Europa e del mondo che elettrificare i consumi conviene perché costerà nel tempo meno, renderà un servizio al sistema Paese ed è più sicuro.”

Stati Generali della Green Economy 2021, Leonessi (Confindustria): "L'Italia è prima a livello europeo"

VIDEO - Stati Generali della Green Economy 2021, Leonessi (Confindustria): "L'Italia è prima a livello europeo"

Lucia Leonessi, Direttore Generale Confindustria Cisambiente a Il Giornale d'Italia: "Confindustria Cisambiente ha ormai compiuto cinque anni. Siamo nati infatti cinque anni fa all’interno di Confindustria con un gruppo di pochi grandi industriali, oggi siamo quasi un migliaio, abbiamo una realtà composita che va dalla raccolta ambientale e l’igiene classica allo smaltimento, alle discariche e alla produzione di energia. Abbiamo una pluralità di attività, di aziende, di tipologie di associati che si occupa di ambiente con attenzione sia ai mezzi quanto ai prodotti.

Emerge quindi chiaramente la vocazione di Cisambiente di ispirarsi alla sostenibilità del percorso che fanno i nostri associati. Per fare questo abbiamo recentemente pensato di partire da un invito a fare bilanci sostenibili. Il bilancio è la prima regola su cui l’azienda basa la propria attività per cui con un bilancio sostenibile diventa chiaro l’intenzione dell’azienda di pensare e ragionare in maniera sostenibile.

"La sostenibilità oggi è essenziale ed è importante che sia pratica, concreta. Per questo abbiamo anche un gruppo di giovani che costruiscono la sostenibilità di un futuro che sembra difficile ma se fatto con intelligenza può rivelarsi bello, semplice e luminoso. L’Italia ha colto bene le sfide di oggi riuscendo a centrarle. A livello europeo siamo tra i Paesi migliori, forse il migliore anche rispetto alla grande Germania che sembrava essere, nell’ambito della sfida ambientale, essere al primo posto. Dunque dobbiamo raccogliere questa sfida con fiducia, abbiamo la tecnologia, le menti e i lavoratori migliori. Oggi l’industriale italiano è il miglior combattente per la sfida della transizione ecologica che partirà dall’Italia”.

Stati Generali della Green Economy 2021, Bosetti (Terna): “Per la transizione ecologica l’Europa deve creare cooperazione e connessione tra i paesi”

VIDEO-Stati Generali della Green Economy 2021, Bosetti (Terna): “Per la transizione ecologica l’Europa deve creare cooperazione e connessione tra i paesi”

“Per la decarbonizzazione del Paese è essenziale decarbonizzare la produzione elettrica e elettrificare i consumi, - afferma a Il Giornale d’Italia Valentina Bosetti, Presidente di Terna - quindi rendere elettrico tutto quello che è trasporto ad esempio o altri usi finali. Per fare questo decarbonizzare la produzione elettrica, abbiamo deciso di andare verso le rinnovabili che pongono un’importante sfida, sono distribuite e intermittenti. Quindi non sono più le grandi centrali tradizionali termoelettriche ma invece sono distribuite sul territorio e soprattutto producono con zero costi variabili, cioè non utilizzano un carburante che costa, ma producono quando c’è il sole e il vento. Questa intermittenza e distribuzione richiede di investire in una rete sia nella parte software che la rende più intelligente e digitalizzata per gestire i dati sulla produzione, sia nella parte hardware e quindi un sistema che porti elettricità là dove viene prodotta ai consumatori finali. Questi investimenti molto importanti per Terna comportano l’implementazione di dorsali che connettano Sud e Nord Italia sia in modo sotterraneo che con dei cavi sottomarini che si connettono alle isole.”
“Terna for green è un’idea bellissima che rende tutte le persone partecipi di ciò che sta succedendo. Terna deve gestire tutti questi dati relativi a produzione e consumi e l’idea è quella di mostrare in tempo reale quali sono le emissioni associate alla produzione elettrica e quali sono le riduzioni di emissioni quando entrano in gioco le rinnovabili. Questo permette a ognuno di noi quando e come le rinnovabili ci aiutano e di vedere bene questa distribuzione sul territorio che rende assolutamente necessaria la presenza di una connessione sempre più forte e integrata.”
“Il tema per la transizione ecologica adesso è quello della cooperazione, del lavorare insieme, non si può risolvere questo problema in modo indipendente. Anche il sistema elettrico europeo è molto connesso, non possiamo pensare di andare in una direzione mentre un altro paese va in un’altra, siamo tutti interconnessi. La grande sfida dell’Europa è riuscire a creare quel livello di cooperazione e connessione tra i paesi che tradizionalmente l’Europa dovrebbe rappresentare come simbolo per risolvere questo problema insieme.”

Stati Generali della Green Economy 2021, Armani (Iren): “PNRR sblocca il Paese per quanto riguarda la filiera che porta dalla necessità al progetto”

VIDEO-Stati Generali della Green Economy 2021, Armani (Iren): “PNRR sblocca il Paese per quanto riguarda la filiera che porta dalla necessità al progetto”

L’amministratore delegato di IREN Gianni Vittorio Armani: “Stiamo investendo in impianti che abbiano il trattamento del rifiuto come convenzione di materiale, non solo come utilizzo energetico o come oggetto da mettere da parte e da stoccare in maniera meno visibile possibile”
“Sono i piani e i progetti che sono la risorsa critica per mettere a terra il PNRR. Effettivamente sono tantissime risorse che arrivano per l’Italia e il 40% è indirizzato su circolarità e transizione energetica, non erano le risorse che mancavano, ma la capacità del paese di mettere a terra investimenti. Il fatto che non si spendano i soldi dello stato, che sono risorse di tutti, può vivere nell’alibi di far risparmiare a tutti spese inutili, non spendere i soldi che ti dà qualcun altro ha tutt’altro aspetto. L’esercizio del PNRR ci aiuta a sbloccare il paese dal punto di vista della filiera che porta dalla necessità al progetto, all’autorizzazione. Abbiamo tantissimi progetti potenzialmente eleggibili da PNRR, ovviamente stiamo guardando come la PA si organizza per mettere in piedi tutto il sistema di bandi che è sostanza, visto che abbiamo solo fino alla metà del 2026 per fare gli investimenti.
Stiamo investendo in impianti che abbiano il trattamento del rifiuto come convenzione di materiale, non solo come utilizzo energetico o come oggetto da mettere da parte e da stoccare in maniera meno visibile possibile. Questo tipo di azione dovrebbe anche mobilitare la filiera di idrogeno e accelerare la transizione energetica. Il teleriscaldamento è una risorsa che nei nostri territori è molto efficiente e dà grandissima sostenibilità ambientale nel tema del riscaldamento e della gestione del calore.
Il tema della depurazione è un tema importante, questo è un paese che ha tantissime infrazioni europee per la mancanza di capacità di depurazione e avere un piano indirizzato su questo tipo di investimenti può essere un acceleratore per recuperare questo gap accumulato negli anni”, conclude.

Stati Generali della Green Economy 2021, Lorenzo Radice (FS italiane): "L' AV raggiungerà 9 milioni di persone con gli investimenti del PNRR"

Lorenzo Radice, Responsabile Sostenibilità Gruppo FS italiane, ha affermato a Il Giornale d'Italia: "Digitalizzare il settore della mobilità vuol dire rendere le soluzioni di mobilità più efficienti e attrattive e connetterle meglio con le tecnologie digitali che sono destinate a impattare profondamente sul futuro della mobilità, con strumenti come intelligenza artificiale, cloud, big data che faranno da traino alle nuove tendenze del settore. Il Gruppo, ad esempio, sta usando le IoT per la manutenzione predittiva dei treni e dell’infrastruttura fisica, impiega droni per il monitoraggio dell’infrastruttura e per migliorare la sicurezza dei propri asset. Forse però il ruolo principale in questo percorso di digitalizzazione di FS ce l’hanno le attività volte a creare un’offerta sempre più personalizzata e digitalizzata, attenta alle esigenze dei clienti per guidarli in tutto lo spostamento door to door, attraverso l’uso di app dedicate. Il processo di digitalizzazione è facilitato dal costante contatto con il mondo delle start up e delle innovazioni tecnologiche.


"Il Gruppo FS Italiane ad oggi ha una grande opportunità, dal momento che ci sono 28 miliardi di progetti, nell'ambito della Missione 3 del PNRR di cui circa 25 dedicati ad investimenti sull'infrastruttura ferroviaria nazionale: con questi investimenti l’AV raggiungerà 9 milioni di persone di cui 6 nel Mezzogiorno grazie alle linee Napoli – Bari e Salerno – Reggio che permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza. Sempre nel PNRR è previsto un finanziamento di 700 milioni per rinnovare 54 hub e stazioni al Sud".

"Possiamo dire che la rete ferroviaria avrà una gemella in versione digitale, dotata di droni e sistemi 5G che ci consentiranno di gestire i fenomeni estremi legati ai cambiamenti climatici, di manutenere in modo predittivo i guasti, di dialogare con la rete europea. Avremo sistemi di gestione di dati capaci di cogliere le traiettorie delle persone e delle merci per dialogare con gli altri mezzi di trasporto e con altri gestori e accelerare lo shift modale che consentirà una riduzione delle esternalità negative del settore, quali congestione, inquinamento, incidentalità e emissioni di CO2".

 

Stati Generali della Green economy: crisi climatica, energia e rinnovabili, economia circolare e mobilità elettrica. A che punto è l'Italia?

Calano le emissioni di gas serra nel 2020, ma non basta, la crisi climatica continua a peggiorare.
Le emissioni di gas serra sono diminuite di circa il 9,8% nel 2020, a causa della pandemia, ma nel 2021 hanno riprese a crescere, si stima del 6%, non rispettando così il senso del Green Deal che vuole una ripresa senza aumento di emissioni. Se l’Italia recepisse il nuovo target europeo di riduzione del 55% al 2030, dovrebbe tagliare le proprie emissioni entro i prossimi 10 anni del 26,2, riducendole del 2,6% all’anno nei prossimi 10 anni. Nel 2020 gli eventi estremi connessi ai cambiamenti climatici in Italia sono stati quasi 1.300, nel 2011 non raggiungevano i 400.

Energia e Rinnovabili, solo 800MW di nuovi impianti di rinnovabili elettriche
Nel 2020 in Italia il consumo da fonti rinnovabili è stato di 21,5 Mtep , 0,4 Mtep in meno del 2019 . Nel 2020 le rinnovabili termiche si sono fermate a 10,1 Mtep, meno del 2008, le rinnovabili nei trasporti sono state 1,3 Mtep, lo stesso valore del 2019 e più basso di quello del 2012. Nel 2020 le rinnovabili elettriche sono cresciute solo di 1 TWh (+1%) e sono stati installati solo 800 MW di nuovi impianti Per raggiungere il target europeo si dovrebbero installare almeno a 6.000 MW annui per i prossimi 10 anni. Nel 2020 i consumi primari di energia in Italia si sarebbero ridotti del 9,2% rispetto all’anno precedente: un calo in linea con quello del Pil (-8,9%), a conferma che la contrazione dei consumi di energia è stata causata dalla crisi generata dalla pandemia.

La sfida delle green city
Si stima che nelle città si producano due terzi delle emissioni globali di gas serra: nessun percorso di decarbonizzazione può prescindere da un loro pieno coinvolgimento. La sfida della neutralità climatica è un impegno decisivo per il futuro delle città, ma anche una occasione di riqualificazione ecologica. In vista della Cop26 di Glasgow, per promuovere un nuovo protagonismo delle città per il clima e sostenere un rinnovamento del Patto dei Sindaci aggiornato ai target al 2030 e al 2050, lo scorso 8 luglio è stata presentata dal Green City Network “La Carta delle città verso la neutralità climatica” che ha già ricevuto le adesioni di oltre 45 città italiane.

Continuano le buone performance dell’Italia nell’economia circolare
L’Italia nel 2020 si classifica 1° fra i cinque principali Paesi europei per produttività delle risorse (misurata in euro di Pil per kg di risorse consumate), con 3,7 €/kg, davanti a Francia, Germania, Spagna e Polonia. Nel 2019 l’Italia ha riciclato 14 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 51% dei rifiuti prodotti, seconda in Europa dopo la Germania. Per il tasso di utilizzo circolare dei materiali (CMU) che misura il grado di impiego dei materiali riciclati all’interno dell’economia in relazione all’uso complessivo di materie prime, l’Italia si colloca al 2° posto dopo la Francia.

Cambia il mercato dell’auto più ibride ed elettriche
Nel 2020 in Italia la vendita di nuove auto è calata del 28%, rispetto al 2019, anche se la riduzione sembra rientrare nel 2021. Pare costante ormai la discesa delle vendite delle auto diesel – dal 53% del 2017, fino al 33% del 2020 e anche a benzina: dal 44% del totale immatricolato del 2019 al 38% dell’ultimo anno. Si avvantaggiano le alimentazioni alternative – Gpl/metano, ibrido, elettrico (full electric e plug-in) – che nel 2020 rappresentano quasi il 30% del nuovo immatricolato. Il traino all’ascesa delle alimentazioni alternative è dato dalla penetrazione delle alimentazioni ibride, che segnano il sorpasso sulle alimentazioni Gp-metano. Le auto elettriche sono triplicate in un anno, dalle 17 mila unità del 2019 alle 60 mila circa del 2020, dallo 0,9% al 4,3% del mercato. L’ Italia però è ancora molto lontana dal target di 6 milioni di auto elettriche al 2030

Cresce il biologico, DOP e IGP non calano le emissioni di gas serra
L’agricoltura italiana anche nel 2020, nonostante una lieve contrazione, ha confermato il suo primato europeo. Continua a crescere il settore biologico, a inizio 2020 interessava circa 2 milioni di ettari, circa il 15% della Sau, + 78,9 % rispetto al 2010. Secondo la strategia “Farm to fork ” nel 2030 l’ agricoltura biologica deve interessare almeno il 25% della superficie agricola Ue. L’Italia è leader in Europa per numero di prodotti DOP, IGP, STG. Nell’ultimo decennio la distribuzione di fertilizzanti è diminuita leggermente (-1,3 %), quella di prodotti fitosanitari si è ridotta in modo più consistente (- 6,5 %), ma le emissioni di gas serra del settore agricolo nel decennio non sono diminuite.

Non cessano gli allarmi per il capitale naturale
L’Italia è il Paese europeo che preleva la maggiore quantità di acqua dolce per uso potabile da corpi idrici superficiali o sotterranei e si colloca al secondo posto per valori di prelievo pro-capite. Il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale con velocità elevate. Nel 2020, le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 56,7 km2, in media, oltre 15 ettari al giorno, due metri quadrati di suolo ogni secondo. L’Italia non ha raggiunto l’obiettivo di un soddisfacente stato di conservazione di habitat e specie stabiliti dalle Direttive Habitat e Uccelli ed è lontana dal target di qualità «buono» per i corpi idrici della Direttiva quadro sulle acque: siamo al 40%.

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