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Angelini (Sensemakers): "In Italia il consumo televisivo supera del 60% quello anglosassone e del 20% quello dei Paesi europei vicini"

Il Giornale d'Italia ha intervistato Fabrizio Angelini, Amministratore Delegato Sensemakers: "L’80% delle famiglie italiane è abbonato allo streaming; la progressiva saturazione del mercato spinge verso modelli advertising-supported e verso contenuti più diversificati, inclusi live e intrattenimento"

10 Febbraio 2026

Fabrizio Angelini, Amministratore Delegato Sensemakers, in occasione dell'Annuario 2025 della Televisione Italiana realizzato da CeRTA, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia.

Cosa ci dicono i dati dell'Annuario 2025 sull'evoluzione reale dei comportamenti di visione?

"Il trend si conferma quello degli ultimi anni: la televisione in Italia è un unicum perché continua a tenere in termini di audience televisive. Oggi i consumi televisivi in Italia sono il 60% più alti di quelli dei paesi anglosassoni, e il 20% più alti dei paesi europei a noi più vicini. Una componente di fruizione, che riguarda soprattutto le generazioni più anziane, si sta progressivamente spostando sul digital; non solo sul consumo Second Screen, ma anche Smart TV. Molte persone anziane si sono spostate sulla Connected TV, spinte magari dai processi di Switch Over, dal rischio di poter perdere la sintonizzazione sui canali lineari. Oggi queste generazioni, che hanno sempre utilizzato la tv lineare in maniera molto massiva, cominciano a fare fruizioni alternative, tra gli streamers e altre tipologie di utilizzo".

Come stanno cambiando le strategie dei servizi streaming?

"Si stanno totalmente riposizionando sulla componente Advertising. L'80% delle famiglie italiane, che ha una connessione broadband, ha almeno un abbonamento ai servizi di streaming. Questo un mercato si va progressivamente saturando: si stanno spostando su offerte supportate dall'advertising che riteniamo le porterà a investire su tipologie di contenuti diversi, non soltanto quelli tradizionali scripted (serie tv o film), ma eventi live e intrattenimento. Collideranno sempre di più con l'offerta a palinsesto degli streamcaster nazionali.

Le leve che continuano a portare le persone davanti alla televisione lineare sono soprattutto gli eventi live. Da cosa sta accadendo in questi giorni con le Olimpiadi a quello che accadrà tra qualche settimana con Sanremo. C'è un po' di affaticamento rispetto al consumo dei servizi streamers, perché ci sono troppi contenuti, la navigazione è difficile; notiamo che sta diminuendo la percezione di qualità dei servizi streamers. Il tempo speso per la selezione dei contenuti sta aumentando, ma è innegabile che la capacità di profilazione di questi servizi, l'ampiezza delle library portino invece le persone a passare da una fruizione a palinsesto a una funzione video on demand".

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