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Plusvalenze, l'accusa chiede un anno di inibizione per Agnelli e 11 per De Laurentiis

Nel processo sportivo per le presunte valutazioni "gonfiate" di alcuni calciatori l'accusa chiede una pesante squalifica per i due dirigenti. Coinvolti altri nove club tra A e B

12 Aprile 2022

Plusvalenze, l'accusa chiede un anno di inibizione per  Agnelli e 11 per De Laurentiis

Il processo sportivo per presunte plusvalenze, compiute su tutte da Juventus e Napoli, è iniziato con l'accusa che chiede un anno di inibizione per Andrea Agnelli e 11 per Aurelio De Laurentiis. Sono i nomi più illustri coinvolti nel processo sportivo aperto dalla Procura federale ai danni di undici club, di cui cinque iscritte in serie A. I due presidenti sono accusati, insieme ad altri componenti delle società, di aver alterato, gonfiandole, le valutazioni di alcuni giocatori per incidere sui rispettivi bilanci. Tra i coinvolti anche Fabio Paratici - per il quale è stata chiesta la condanna più pesante a 16 mesi e 10 giorni - all'epoca dei fatti amministratore delegato della Juventus, e gran parte del consiglio di amministrazione bianconero, tra cui Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini

Plusvalenze, chiesta inibizione per Agnelli e De Laurentiis

Il processo è ancora nella fase iniziale, oggi è arrivata solo la richiesta dell'accusa, ma il procuratore Giuseppe Chiné ha usato la mano pesante, chiedendo al Tribunale federale di punire con un anno di squalifica il presidente della Juventus Agnelli e con 11 mesi e cinque giorni il presidente del Napoli De Laurentiis. Come scritto, sono coinvolti anche altri membri delle due società, tra cui Nedved, Cherubini e Arrivabene, tutti membri del cda per i quali è stata chiesta una pena di otto mesi

Situazione simile anche nel Napoli, dove sono coinvolti anche la moglie del presidente Jacqueline Marie Baudit, e i suoi due figli Edoardo e Valentina. Per tutti il procuratore Chiné ha chiesto l'inibizione per 6 mesi e 10 giorni. Non solo richieste di condanne "personali" ma anche nei confronti delle due società, per le quali è stata chiesta un'ammenda di 800mila euro per la Juventus e di 392mila per il Napoli.

Plusvalenze, chiesta inibizione per Agnelli e De Laurentiis

L'inchiesta riguarda una cinquantina di operazioni tra serie A e serie B tra il 2019 e il 2021. Nella massima serie, oltre a Napoli e Juventus, sono coinvolte anche Genoa, Sampdoria ed Empoli. E anche in questo caso sono coinvolti direttamente i presidenti attuali o al momento dei fatti contestati: per Massimo Ferrero, patron della Sampdoria, sono stati chiesti 12 mesi, per Enrico Preziosi, presidente del Genoa fino allo scorso settembre, sei mesi e 10 giorni e per Fabrizio Corsi, alla guida dell'Empoli, 11 mesi e 15 giorni.

Tra i cadetti coinvolti Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli, Chievo e Novara, con queste ultime due che nel frattempo sono fallite. Buone notizie soprattutto per emiliani e toscani, che in teoria rischiavano addirittura la retrocessione o l'esclusione dal campionato. Per loro, invece, l'accusa si è limitata alla richiesta di due ammende, rispettivamente di 338mila e 90mila euro. 

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