Lunedì, 09 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Board of Peace Gaza, Trump convoca prima riunione a Washington il 19 febbraio: "Evento per raccogliere fondi per ricostruzione"

La prima riunione del Board of Peace il 19 febbraio a Washington mira alla raccolta fondi per Gaza e all’avanzamento del cessate il fuoco, ma suscita scetticismo internazionale

09 Febbraio 2026

Insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca: cambierà poco, vincerà comunque l'ordine dominante

Donald Trump

Il presidente statunitense Donald Trump, nonché capo del Board of Peace per la gestione di Gaza, ha annunciato che la prima riunione del comitato si terrà il 19 febbraio a Washington. Un meeting che non sarà finalizzato a monitorare il "cessate il fuoco", ma che punta a raccogliere fondi per la ricostruzione della Striscia. Il business posto nuovamente prima della vita dei palestinesi, la realizzazione dell'occupazione e militarizzazione israeliana su mandato Usa.

Board of Peace Gaza, Trump convoca prima riunione a Washington il 19 febbraio: "Evento per raccogliere fondi per ricostruzione"

La Casa Bianca ha programmato la prima riunione dei leader del cosiddetto Board of Peace per il 19 febbraio a Washington, un evento che sarà anche una conferenza per raccogliere fondi per la ricostruzione di Gaza dopo due anni di genocidio.

L’incontro, che dovrebbe tenersi presso l’U.S. Institute of Peace, farà parte degli sforzi dell’amministrazione per avanzare l’implementazione della seconda fase dell’accordo di "cessate il fuoco" raggiunto nell’ottobre 2025 tra Israele e Hamas. È stato riferito che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente Usa il 18 febbraio, il giorno precedente alla riunione del Board.

Il Board of Peace, lanciato ufficialmente a gennaio e attualmente composto da 27 membri, è presieduto dal presidente Donald Trump in carica “a vita”, secondo i firmatari della carta costitutiva dell’organismo presentata al Davos World Economic Forum. La sua creazione è stata formalmente benedetta dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la Risoluzione 2803 del 17 novembre 2025, che ne ha autorizzato l’operato come struttura di “amministrazione transitoria” per coordinare gli sforzi di governo temporaneo, ricostruzione e supervisione del cessate il fuoco in Gaza e consentire la possibile istituzione di una Forza internazionale di stabilizzazione (Isf).

Tuttavia, l’iniziativa è circondata da critiche e scetticismo. Molti paesi occidentali – inclusi alcuni alleati tradizionali degli Stati Uniti – hanno declinato l’invito a partecipare, mettendo in dubbio la legittimità e l’efficacia di un meccanismo guidato da Washington e che alcuni osservatori definiscono poco trasparente o potenzialmente concorrente con le strutture dell’Onu.

Un altro punto di tensione riguarda l’assenza di rappresentanza palestinese nel Board, un elemento che numerosi critici definiscono una lacuna significativa in una piattaforma che dovrebbe coordinare il futuro della Striscia di Gaza.

L’obiettivo dichiarato dell’incontro è duplice: mobilitare sostegno internazionale e risorse economiche per la ricostruzione di Gaza e rilanciare il processo di "cessate il fuoco", recentemente messo in discussione da continui scontri e violazioni del fragile accordo da parte israeliana. Guardando oltre, è chiaro però come la riunione del 19 febbraio sia solamente il primissimo tassello per un mandato americano sulla Striscia, che porterà a una militarizzazione e occupazione totale israeliana.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x