22 Gennaio 2026
Donald Trump, Ariel Lightstone e Josh Gruenbaum, fonti: Wikipedia, White House
Il presidente statunitense Donald Trump non ha solamente nominato i membri fondatori del Board of Peace che gestirà la ricostruzione di Gaza, ma anche i "consiglieri senior" che dovranno dare consulenze sulla vita quotidiana nella Striscia. Per ora, il tycoon ha assegnato il posto a due figure molto controverse, entrambe legate a posizioni sioniste: Ariel Lightstone e Josh Gruenbaum.
Il Board of Peace, l’iniziativa internazionale voluta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sta sollevando intense controversie globali proprio mentre viene lanciato tra cerimonie ufficiali e critiche sui suoi orientamenti politici. Presentato come un organismo volto a “promuovere stabilità, ripristinare una governabilità affidabile e garantire una pace duratura nelle aree di conflitto”, è stato approvato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ma rischia di porsi come alternativa parallela o addirittura concorrente alle strutture multilaterali esistenti.
L’adesione di Israele, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che ha accettato l’invito di Trump a sedere nel Board, ha innescato critiche e sospetti sul reale orientamento dell’organismo, soprattutto tra osservatori palestinesi, che non sono stati chiamati in nessun ruolo, e nelle diplomazie arabe.
Al centro dei dubbi vi sono anche le nomine dei due "consiglieri senior"incaricati di guidare la strategia quotidiana e le operazioni del Board: Aryeh Lightstone e Josh Gruenbaum.
Aryeh Lightstone è un consulente politico e imprenditore statunitense noto per il suo ruolo nel mondo dei conservatori pro-Israele negli Stati Uniti. In passato ha servito come consigliere dell’ambasciatore statunitense in Israele e oggi guida l’Abraham Accord Peace Institute, un think tank legato agli Accordi di Abramo e alle iniziative di normalizzazione regionale. All’interno del Board of Peace, a lui è stato affidato un ruolo di supervisione operativa, con il compito di tradurre il mandato dell’organismo in piani concreti di governance, diplomazia e mobilitazione di risorse. Il suo profilo, fortemente connesso alle politiche pro-Israele e alla prima amministrazione Trump, lo colloca come figura chiave della gestione quotidiana.
Josh Gruenbaum è un funzionario ebreo con un passato nel settore finanziario e nell’amministrazione pubblica statunitense. Prima della nomina al Board of Peace ha ricoperto incarichi legati alla Federal Acquisition Service, e il suo lavoro è stato descritto come orientato alla gestione di strategie economiche e operative complesse. Nel nuovo organismo, Gruenbaum condivide con Lightstone la responsabilità di applicare concretamente le priorità politiche e diplomatiche decise dall’esecutivo, una scelta che riflette la forte impronta personale e politica di Trump nella struttura decisionale.
Critici internazionali denunciano che la composizione e il controllo operativo del Board — dominato da figure legate all’entourage di Trump, con pesanti legami con Israele e i suoi sostenitori — potrebbe trasformare un progetto di pace in uno strumento di influenza geopolitica. In questo quadro, la stessa denominazione di Board of Peace viene messa in discussione da chi teme che il fenomeno riflette un’agenda filo-israeliana, contribuendo a polarizzare ulteriormente processi diplomatici già fragili.
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