12 Marzo 2026
La prima settimana degli attacchi militari ordinati dal presidente Donald Trump contro l’Iran sarebbe costata ai contribuenti statunitensi oltre 6 miliardi di dollari, secondo fonti del Pentagono citate dal New York Times, costando agli statunitensi circa 1 miliardo di dollari al giorno. Altre stime indicano cifre ancora più alte e, se il conflitto dovesse protrarsi, il costo complessivo potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi di dollari. Fonti governative riportate da Politico affermano invece che alcune stime interne parlano di fino a 2 miliardi di dollari al giorno.
Le armi rappresentano finora la voce di spesa più significativa. Il think tank Center for Strategic and International Studies (CSIS), riportato da Forbes, stima che 3,1 miliardi di dollari siano stati spesi in armamenti nelle prime 100 ore di guerra, con un ritmo di circa 758 milioni di dollari al giorno.
Tra i sistemi utilizzati figurano: missili Tomahawk, con un costo stimato tra 2 e 3,6 milioni di dollari ciascuno; droni “kamikaze” monouso, utilizzati per attacchi mirati e distrutti durante l’operazione: secondo alcune stime ne sarebbero stati impiegati almeno 100, con un costo di circa 35.000 dollari l’uno; intercettori antimissili balistici Thaad, che costano circa 12,8 milioni di dollari ciascuno; droni MQ-9 Reaper, dal valore di circa 30 milioni di dollari l’uno: kit di guida Jdam, utilizzati per trasformare bombe convenzionali in ordigni guidati, dal costo di circa 80.000 dollari.
Oltre alle armi, anche le operazioni quotidiane e il mantenimento dei soldati hanno un costo elevato. Il Csis stima che nelle prime 100 ore le attività militari abbiano richiesto 196,3 milioni di dollari. Le operazioni aeree sono le più onerose, con circa 30 milioni di dollari al giorno, seguite da quelle navali con circa 15 milioni, mentre le operazioni terrestri costano circa 1,6 milioni al giorno.
La presenza di due portaerei nella regione rappresenta una delle voci più costose. Già nel 2013 il Center for a New American Security stimava 6,5 milioni di dollari al giorno per ciascuna unità; oggi la cifra è probabilmente più alta. Bloomberg ha calcolato che la portaerei USS Gerald Ford può arrivare a costare circa 11,4 milioni di dollari al giorno quando è dispiegata in missione.
Anche i bombardieri strategici incidono sul bilancio: secondo il New York Times, i B-2 utilizzati negli attacchi costano tra 130.000 e 150.000 dollari per ogni ora di volo. E se gli Stati Uniti decidessero di inviare truppe di terra, i costi aumenterebbero drasticamente.
Nel corso delle operazioni l’esercito ha inoltre perso vari mezzi, tra cui tre caccia F-15 Strike Eagle, abbattuti in un incidente di fuoco amico in Kuwait il 1° marzo, e circa 11 droni MQ-9 Reaper, con perdite complessive che superano i 600 milioni di dollari.
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