06 Marzo 2026
Militari Usa Fonte: X @defense_civil25
Le prime 100 ore dei raid statunitensi contro l’Iran sono già costate a Washington 3,7 miliardi di dollari. È quanto emerge da un’analisi del Center for Strategic and International Studies, che stima una spesa media di circa 890 milioni di dollari al giorno. Tra le principali voci di costo figurano le operazioni della flotta aerea, pari a circa 125 milioni di dollari nelle prime ore di campagna. La componente più pesante resta però quella delle munizioni, che da sola raggiunge circa 3,1 miliardi di dollari.
L'operazione militare in Iran potrebbe avere ripercussioni pesanti sul bilancio statunitense. Secondo un'analisi del Center for Strategic and International Studies, soltanto le prime 100 ore della campagna militare statunitense contro Teheran sono costate agli Usa 3,7 miliardi di dollari, ovvero più di 890 milioni di dollari al giorno. Solo una piccola parte di questa cifra è già prevista nel bilancio del Pentagono: circa 196 milioni di dollari di costi operativi, mentre oltre 3,5 miliardi non sono attualmente coperti e potrebbero richiedere nuovi stanziamenti del Congresso.
Le stime si basano sulle poche informazioni diffuse dal dipartimento della Difesa, che a differenza di precedenti campagne in Medio Oriente ha fornito aggiornamenti molto limitati. I costi sono suddivisi in tre categorie principali: operazioni militari, munizioni utilizzate e perdite di equipaggiamento.
Le operazioni aeree rappresentano la voce di spesa principale delle attività quotidiane. Secondo il Csis, oltre 200 caccia stanno partecipando alla campagna, tra velivoli stealth come F-35 e F-22 e aerei come F-15, F-16 e A-10, oltre ai caccia imbarcati sulle portaerei. Solo l’impiego degli aerei basati a terra è costato circa 125,2 milioni di dollari nelle prime 100 ore, con una spesa aggiuntiva di circa 30 milioni al giorno.
Anche la presenza navale è significativa: 2 portaerei, 14 cacciatorpediniere e tre navi per il combattimento costiero operano tra Golfo Persico, Mar Arabico e Mediterraneo orientale. Il funzionamento della flotta nelle prime 100 ore è costato 64,5 milioni di dollari, con un incremento stimato di circa 15,4 milioni per ogni giorno di operazioni.
La voce di spesa più pesante resta però quella delle munizioni, che da sola vale circa 3,1 miliardi di dollari. In meno di quattro giorni gli Stati Uniti hanno usato oltre 2mila ordigni, tra missili da crociera Tomahawk, missili aria-terra e bombe guidate. I primi attacchi hanno utilizzato soprattutto armamenti a lungo raggio molto costosi, ma con l’indebolimento delle difese aeree iraniane gli Stati Uniti stanno progressivamente passando a munizioni più economiche, come le bombe JDAM.
Una parte importante delle spese deriva anche dalla difesa contro missili e droni iraniani. Secondo il Pentagono, Teheran ha lanciato circa 500 missili balistici e 2mila droni. Il costo degli intercettori utilizzati nelle prime 100 ore è stimato intorno agli 1,7 miliardi di dollari, anche se una parte consistente dello sforzo difensivo è stata sostenuta da alleati regionali come Qatar, Bahrain, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
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