06 Marzo 2026
Venerdì 6 Marzo, settimo giorno di guerra in Medio Oriente: "più di 500 obiettivi in tutto il Libano" di Hezbollah e circa 70 combattenti del gruppo paramilitare libanese uccisi. Sono queste le rivendicazioni fatte oggi dall'esercito israeliano sul Libano dopo che, quattro giorni fa, il gruppo sciita filo-iraniano di Hezbollah si univa al conflitto in risposta alle continue aggressioni di Israele.
Oggi, per tutto il giorno i bombardamenti a sud del Libano sono proseguiti ininterrottamente: il punto maggiormente preso d'assalto dall'esercito israeliano è stato Dahieh, zona sud della capitale libanese dove vivono circa 700mila persone e da cui Tel Aviv ha dato ordine di evacuazione di massa. Tra i residenti è scoppiato il panico: quasi mezzo milione di residenti - costretti forzatamente all'esodo dalla "periferia" su ordine dell'Idf - si sono messi in fuga risalendo verso Nord. Da lunedì scorso, 2 Marzo, oltre 26 sono state le ondate di attacchi israeliani contro tutta l'area, considerata da Tel Aviv la roccaforte di Hezbollah e del suo centro di comando.
Gli obiettivi israeliani su Dahieh sono chiari, palesati dallo stesso ministro israeliano delle finanze Bezalel Smotrich: la zona "assomiglierà a Khan Younis". Intanto l'Agenzia di Stampa Nazionale comunica che a sud del Libano una postazione della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite (Unifil) è stata presa di mira nella città di al-Qaouzah, col conseguente ferimento di "diversi membri delle forze ghanesi". Non è però ancora stata resa nota l'origine dell'attacco. Sarebbero almeno 217 i morti e 798 i feriti in questa parte del Libano, mentre Tel Aviv rivendica di aver colpito obiettivi di Hezbollah (tra cui le basi della forza navale, del consiglio esecutivo e della divisione finanziaria dell'organizzazione) e intercettato un quartier generale dei Pasdaran nel Paese dei Cedri.
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