02 Marzo 2026
"Trump ha gettato la regione nel caos con le sue "fantasie deliranti" e ora teme ulteriori vittime fra le truppe americane. Con le sue azioni deliranti, ha trasformato il suo slogan autoprodotto 'America First' in 'Israel First' e ha sacrificato i soldati americani per le ambizioni assetate di potere di Israele": così il capo della sicurezza iraniano Ali Larijani in una dichiarazione di commento all'aggressione congiunta Usa-Israele iniziata lo scorso sabato 28 Febbraio. Aggiungendo: "Non negozieremo con gli Stati Uniti".
La guerra in Medio Oriente, scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu con l'alibi dello smantellamento del nucleare iraniano ma finalizzata al rovesciamento di governo e al controllo delle risorse petrolifere della regione, sta sempre più allargandosi. Dopo l'ingresso nel conflitto a fianco degli iraniani da parte degli alleati yemeniti (Houthi) ed iracheni (Kata'ib Hezbollah), ora ad aggiungersi sono gli stessi paramilitari sciiti libanesi di Hezbollah. Si tratta del primo ingresso in aperta ostilità contro Israele dal Novembre 2024, quando fu accordato un cessate il fuoco poi mai rispettato da Tel Aviv. Nella notte Hezbollah ha lanciato missili, razzi e droni oltre confine, raggiungendo Haifa. Israele ha dichiarato di aver intercettato un proiettile, mentre altri sarebbero caduti in campo aperto; poi la controffensiva israeliana contro Beirut, che ha provocato almeno 31 morti e 149 feriti.
Ora però le provocazioni terroristiche israeliane si fanno più spinte: l'offensiva dell'Idf contro Hezbollah - fa sapere una fonte della sicurezza israeliana al notiziario Al-Hadath - "sarà ampia e completa e potrebbe includere un'invasione [via terra, ndr]". "Non ci sarà alcuna immunità per nessun politico o figura militare di Hezbollah, e nemmeno per i suoi sostenitori" è stato aggiunto, mentre si apprende che tra i prossimi obiettivi militari israeliani vi è proprio il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem (precedentemente dato per morto, ma la notizia è stata smentita).
L'interventismo di Hezbollah a fianco dell'Iran, motivato come atto di ritorsione alle "ripetute aggressioni israeliane" e all'omicidio dell'Imam Ali Khamenei, è stato duramente condannato dallo stesso premier libanese Nawaf Salam che ha definito "irresponsabile" il lancio di razzi oltre confine. Anche il presidente libanese Joseph Aoun ha visto nelle risposte di Hezbollah una mossa che va "contro tutti gli sforzi e i passi intrapresi dallo Stato libanese per tenere il Libano al di fuori dei pericolosi scontri militari in corso nella regione".
Intanto però le violenze israeliano-statunitensi continuano: durante la notte sono proseguiti i bombardamenti su Teheran, Abadan e Ahvaz, mentre Trump al New York Times ha rivelato l'intenzione dell'esercito Usa di proseguire l'assalto illegittimo per altre "quattro o cinque settimane" garantendo che "non sarà difficile" per loro e per Israele "tenere testa" agli avversari. Intanto il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è intervenuto per condannare il colonialismo Usa-israeliano: "La nazione iraniana si sta difendendo. Le forze armate iraniane non hanno avviato l'aggressione". Quindi, smentendo le ultime dichiarazioni di Trump nelle quali
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