02 Marzo 2026
"Allah Akbar, Allah Akbar. Tra i credenti ci sono uomini che hanno mantenuto fede al patto stretto con Allah": sono queste alcune delle parole pronunciate dal giornalista iraniano, conduttore di un notiziario alla TV di Stato, che poco prima di annunciare la morte della Guida Suprema Ali Khamenei per mano israeliana e statunitense, è scoppiato in lacrime commosso.
Ieri mattina, 1° Marzo, i media iraniani e la TV di Stato hanno confermato ciò che, in un primo momento e per vie ufficiose, avevano dichiarato tanto Benjamin Netanyahu quanto Donald Trump dal suo resort di Mar-a-Lago in Florida: la morte della Guida Suprema e Imam del popolo iraniano dal 1989, Ali Hosseini Khamenei. La diretta nazionale di un giornalista ripreso durante l'annuncio dell'assassinio di Khamenei ha presto fatto il giro del mondo: l'uomo non ce l'ha fatta a trattenere la disperazione ed è scoppiato a piangere sopraffatto dall'emozione e dal credo. In sottofondo si sentono altri colleghi dalla regia singhiozzare e piangere prima che il conduttore smetta di parlare al pubblico incapace di trattenere le emozioni.
"Sua eccellenza l'ayatollah Sayyid Ali Khamenei, sulla strada per il santuario della Repubblica Islamica dell'Iran, ha bevuto il calice del martirio ed è entrato nel Regno Celeste" ha annunciato il conduttore rivendicando la legittimità del leader politico-spirituale. Per la morte di Khamenei, il cui corpo sarebbe stato recuperato tra le macerie di un palazzo distrutto, l'Iran ha annunciato 40 giorni di lutto nazionale, una settimana di sospensione delle attività pubbliche e sette giorni di festeggiamenti in suo onore.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia