02 Marzo 2026
Con l'uccisione della Guida Spirituale, nonché leader politico Ali Khamenei la società iraniana e, più in generale, quella musulmana, si è spaccata. La notizia della morte dell'Imam, diffusa prima da Netanyahu e Trump, quindi confermata dai media iraniani, è stata accolta con sentimenti contrastanti dal popolo. Da un lato, i manifestanti anti-governo hanno festeggiato per le strade della capitale Teheran e si sono affacciati alle finestre applaudendo per celebrare l'evento. Dall'altro, nostalgici e sostenitori della teocrazia hanno preso d'assalto, specie in Pakistan, i consolati e le sedi diplomatiche statunitensi.
Nella regione del Medio Oriente non è in corso solo un conflitto armato di ampia portata, che ora minaccia di coinvolgere anche Paesi membri dell'Unione Europea a fianco degli Alleati. Le tensioni serpeggiano nella stessa società iraniana e musulmana che si vede spaccata dal - momentaneo - vuoto di potere e di fede lasciato dall'ayatollah Khamenei. Le primissime proteste sono scoppiate la sera dello scorso sabato 28 Febbraio, giorno dell'aggressione israelo-statunitense a Teheran: nelle città di Karaj, Shiraz, Mashhad e nella stessa capitale iraniana dimostranti sono scesi in piazza colpiti - almeno a nord-est del Paese, secondo fonti locali - dalle forze di sicurezza che hanno sparato loro contro. Ma il grosso delle proteste, pro e contro il governo, sono scoppiate con l'ufficializzazione della morte di Khamenei.
Testimonianze di manifestazioni anti-Khamenei sono arrivate dalle città di Isfahan, Mamasani, Lepoi, Galehdar. A Teheran la gente si è affacciata alle finestre applaudendo alla caduta dell'Imam mentre altri dimostranti in strada, hanno sostituito le bandiere della Repubblica Islamica con quelle della monarchia, caratterizzate dal simbolo del Leone e de Sole. Altrove invece, soprattutto in Iraq e in Pakistan, dimostranti hanno marciato verso le sedi del potere statunitense. Centinaia di persone, soprattutto di credo sciita, hanno preso d'assalto il consolato Usa a Karachi (Pakistan), scontrandosi con la Polizia: almeno 22 i morti, mentre altre vittime si sono registrate a Gilgit-Baltistan (dieci), Skardu (sei) e Islamabad (sei). I numeri però non sono definitivi.
Altri manifestanti pro-Iran hanno preso d'assalto la Zona Verde irachena di Bagdad (sede dell'ambasciata Usa), altri ancora hanno protestato in Bahrein lanciando bombe molotov nel disordine generale.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia