02 Marzo 2026
Terzo giorno di conflitto in Medio Oriente, dove i bombardamenti reciproci tra gli aggressori Usa ed Israele, e il Paese aggredito Iran stanno espandendosi progressivamente sulla regione del Golfo. A Kuwait City, nella mattinata di oggi 2 Marzo, una densa nube di fumo è stata ripresa dai videoreporter di AFP News salire dall'ambasciata statunitense. Sul posto sono accorsi Vigili del Fuoco e ambulanze. Nel Kuwait, Paese che lo scorso sabato 28 Febbraio si riservava il diritto di entrare nel conflitto dopo la "sovranità violata" dai mezzi iraniani, sono stati intercettati e neutralizzati droni soprattutto nei pressi dei quartieri Rumaithiya e Salwa.
La sede diplomatica statunitense nella capitale kuwaitiana ha avvertito i cittadini a non recarsi presso le sue strutture: "C’è una continua minaccia di attacchi missilistici e con droni sul Kuwait. Non venite in ambasciata. Riparatevi nella vostra residenza al piano più basso disponibile e lontano dalle finestre. Non uscite" è l'avvertimento lanciato ai civili. Il conflitto regionale, iniziato da Washington e Tel Aviv in nome di una "operazione preventiva" poi ribattezzata "Epic Fury" dagli Usa e "Roar of the Lion" da Israele, si sta espandendo nella regione ora che si sono attivati gli alleati iraniani di Hezbollah (prima volta dall'accordo di cessate il fuoco di Novembre 2024), Kata'ib Hezbollah e gli Houthi. L'attacco congiunto israeliano-statunitense rappresenta un atto di "aggressione" mentre, così come ha dichiarato il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, l'uccisione di Khamenei corrisponde ad una "dichiarazione di guerra a tutti i musulmani": "vendicarne la morte è un diritto e anche un dovere legittimo".
A Teheran anche un cittadino cinese è morto in seguito ai bombardamenti: a dichiararlo è il ministero degli Esteri di Cina che ieri commentava la guerra in corso invitando ad un cessate il fuoco e al ritorno della diplomazia. Diplomazia che - interrotta improvvisamente da Washington e Tel Aviv lo scorso sabato - Trump ieri prometteva di "riprendere" su "richiesta" iraniana: "Vogliono parlare, e io ho accettato di parlare, quindi parlerò con loro". Ma oggi la netta smentita di Teheran è arrivata: nessun colloquio con chi ha "compromesso" gli ultimi colloqui indiretti sul nucleare, "l'Iran non negozierà con gli Stati Uniti" ha informato il capo della sicurezza Ali Larijani.
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