Domenica, 01 Marzo 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Iran, nuova leadership costituita da Ayatollah Arafi, Pezeshkian e capo della giustizia Ejei, Trump: "Vogliono parlare con me e accetterò"

La formazione di un organo ad interim è stabilito dall’articolo 111 della Costituzione iraniana e deve essere costituito da: il presidente della Repubblica, il capo della magistratura e un giurista religioso scelto tra i membri del Consiglio dei Guardiani

01 Marzo 2026

Iran, nuova leadership costituita da Ayatollah Arafi, Pezeshkian e capo della giustizia Ejei, Trump: "Vogliono parlare con me e accetterò"

Ayatollah Arafi, Pezeshkian e capo della giustizia Ejei

La morte della Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, apre una nuova fase politica per la Repubblica islamica con la formazione di una leadership temporanea composta da Alireza Arafi, dal presidente Masoud Pezeshkian e dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei. Il nuovo assetto di potere, pensato per guidare il Paese nella fase di transizione, si accompagna a segnali di possibile apertura diplomatica verso gli Stati Uniti, con Donald Trump che afferma "Vogliono parlare con me e accetterò". La nascita del triumvirato e le dichiarazioni del presidente americano segnano un momento cruciale negli equilibri geopolitici della regione.

Iran, nuova leadership costituita da Ayatollah Arafi, Pezeshkian e capo della giustizia Ejei, Trump: "Vogliono parlare con me e accetterò"

Dopo la morte di Ali Khamenei, confermata dalle autorità iraniane, il potere è passato a un consiglio direttivo temporaneo incaricato di guidare il Paese fino alla nomina di una nuova Guida suprema. Il meccanismo è previsto dall’articolo 111 della Costituzione iraniana, che stabilisce la formazione di un organo ad interim composto dal presidente della Repubblica, dal capo della magistratura e da un giurista religioso scelto tra i membri del Consiglio dei Guardiani. A ricoprire il ruolo religioso chiave è stato designato l’ayatollah Alireza Arafi, figura di spicco delle istituzioni teologiche iraniane e membro dell’élite religiosa del Paese. Il nuovo assetto di potere configura di fatto un triumvirato incaricato di esercitare le funzioni precedentemente detenute dalla Guida suprema fino alla scelta del successore da parte dell’Assemblea degli Esperti.

La creazione del consiglio temporaneo è stata confermata dal capo del Consiglio supremo di sicurezza Ali Larijani, indicato da diverse ricostruzioni come possibile candidato alla successione definitiva. Secondo quanto dichiarato, il processo di formazione dell’organo di governo transitorio è stato avviato immediatamente per garantire continuità istituzionale in una fase considerata particolarmente delicata per la Repubblica islamica.

Ali Khamenei era al potere dal 1989 ed è stato uno dei leader più longevi della scena internazionale. La sua scomparsa ha attivato un sistema di successione pensato per preservare la stabilità del Nizam e assicurare la continuità del sistema politico iraniano.

Il profilo dell’ayatollah Arafi

Originario della città di Yazd e formatosi nella città santa sciita di Qom nella quale ha svolto il ruolo di guida della preghiera, Alireza Arafi ha costruito la propria carriera all’interno delle istituzioni religiose iraniane, ricoprendo incarichi di rilievo e ottenendo nel tempo la fiducia della leadership politica e religiosa del Paese. Considerato profondamente radicato nella dottrina della Repubblica islamica, Arafi è noto anche per il sostegno all’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale per la diffusione dell’ideologia religiosa sciita su scala globale. La sua nomina rappresenta, secondo gli apparati iraniani, una scelta di continuità e stabilità in un momento di forte tensione interna e internazionale.

L’apertura diplomatica annunciata da Trump

Parallelamente alla riorganizzazione del potere a Teheran, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato la disponibilità a un confronto diretto con la nuova leadership iraniana. Il presidente americano ha affermato "Vogliono parlare, e io ho accettato di parlare, quindi parlerò con loro", sottolineando che un accordo sarebbe stato possibile già in passato e criticando i tempi delle precedenti trattative.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

x