28 Febbraio 2026
Mohammad Pakpour, il Comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, potrebbe essere morto ucciso durante i violenti bombardamenti reciproci che Israele, Stati Uniti ed Iran stanno in queste ore proseguendo. È quanto comunicato da fonti israeliane citate da Channel 12: una notizia che, se ulteriormente confermata, andrebbe ad aggiungersi a quella del possibile decesso di un altro alto funzionario iraniano. Ovvero di Ali Shamkhani, "braccio destro di Khamenei" e funzionario responsabile del programma nucleare.
Dopo l'avvio, questa mattina 28 Febbraio, dell'operazione congiunta tra Israele e Stati Uniti contro Teheran - operazione ribattezzata da Netanyahu "Roar of the Lion" e dal Dipartimento della Guerra Usa "Operation Epic Fury" -, il conflitto è dilagato nei Paesi vicini e, nelle prossime ore, buona parte del Medio Oriente potrebbe esserne coinvolto. "Schiacciante" - così come l'avevano predetta - è la risposta di Teheran (tuttora in corso): attacchi missilistici sono stati lanciati inizialmente a nord di Israele, arrivando però anche ad Haifa e Gerusalemme. Subito è scattato il codice rosso generale dopo quella che Teheran ha ribattezzato la sua Operazione "Truth Promise 4".
L'Iran ha condotto numerose offensive contro le basi militari statunitensi della regione, soprattutto quelle dei Paesi del Golfo; mentre l'Idf ha mobilitato altri 70mila riservisti. Usa e Israele stanno continuando a contrattaccare, mentre il conflitto si sta espandendo a macchia d'olio. Dopo gli Houthi, ora anche gli alleati filo-iraniani di Kata'ib Hezbollah hanno dichiarato di essere pronti ad attaccare le basi Usa. Gli Emirati Arabi Uniti accusano l'Iran di raid su Abu Dhabi, a seguito dei quali un cittadino asiatico sembrerebbe essere morto. Per quella che è stata definita una "violazione della sovranità" sono pronti ad intervenire nel conflitto: Emirati Arabi, Qatar e Kuwait. "L'attacco costituisce una violazione della sovranità e dello spazio aereo del Paese, nonché del diritto internazionale e della Carta ONU. Confermiamo il nostro pieno diritto di difenderci. La nostra difesa ha respinto con successo l'aggressione" fanno sapere da Kuwait City.
Le potenze statunitense ed israeliana hanno giustificato l'attacco come "necessario" ad "estirpare" l'Iran in quanto "minaccia della sicurezza di Usa e Israele". Benjamin Netanyahu è intervenuto ringraziando Trump e tornando a sobillare il popolo iraniano: "È il vostro momento". Il complesso dell'ayatollah Khamenei è stato devastato, tuttavia la posizione della Guida Suprema è attualmente sconosciuta.
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