01 Marzo 2026
Il ministro della Difesa Āl Maktūm ha denunciato attacchi contro installazioni militari strategiche, indicando come obiettivi una base in Kuwait e una struttura francese. Le dichiarazioni arrivano mentre il conflitto legato all’Iran si allarga, tra operazioni militari, attacchi a infrastrutture energetiche e crescenti rischi per la sicurezza marittima nel Golfo Persico.
Il ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti Āl Maktūm ha riferito che sarebbero state colpite la base militare kuwaitiana "Al-Salam" e la struttura francese "Camp de la Paix", inserendo gli episodi nel quadro della più ampia crisi regionale legata al conflitto con l’Iran. Le tensioni si sono intensificate dopo gli attacchi contro Teheran condotti da Israele e dagli Stati Uniti, eventi che hanno portato alla morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei e dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, provocando una dura reazione da parte di Teheran.
Nel contesto dell’escalation, un drone iraniano Shahed-136 avrebbe preso di mira una piattaforma petrolifera emiratina nel Golfo Persico, mentre un altro velivolo senza pilota avrebbe colpito una torre a Dubai senza però esplodere. Secondo alcune ricostruzioni, l’obiettivo dell’attacco poteva essere una base navale francese nell’area. Ad Abu Dhabi, è stata attaccata anche l'ambasciata israeliana.
Parallelamente, un attacco iraniano avrebbe colpito una petroliera a circa 17 miglia nautiche dalla costa degli Emirati nello stretto di Hormuz. Secondo fonti del settore marittimo, almeno tre petroliere sono state danneggiate al largo delle coste del Golfo dopo le operazioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran, aumentando il rischio per il traffico commerciale e per le navi mercantili nella regione. I rischi per la navigazione commerciale sono cresciuti rapidamente nelle ultime ore. Dati sul traffico marittimo indicano che oltre 200 imbarcazioni, tra petroliere e navi per il trasporto di gas liquefatto, hanno gettato l’ancora nelle acque intorno allo stretto di Hormuz.
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