03 Marzo 2026
C'è conflitto interno in Libano dopo che ieri, 2 Marzo, il gruppo paramilitare sciita filo-iraniano di Hezbollah è ufficialmente entrato nel conflitto in risposta alle continue violazioni israeliane e come reazione all'assassinio dell'ayatollah Ali Khamenei. Il governo libanese ha annunciato la messa al bando dell'organizzazione definita "terroristica" e ha affermato che penserà l'esercito a fare rispettare la decisione attraverso il disarmo dei paramilitari. Lapidaria la risposta dell'organizzazione: "Decisione filo-israeliana".
La guerra ingiustificata scatenata da Israele e Stati Uniti contro l'Iran si sta gradualmente espandendo in tutta la regione mediorientale, innescando pericolosi effetti domino in tutti i Paesi vicini, coinvolti direttamente e indirettamente nel conflitto. In Libano, questa mattina invaso dall'esercito israeliano come parte del piano di realizzazione del "Greater Israel", è scoppiata una nuova escalation tra il governo ufficiale ed Hezbollah. Già ieri il primo ministro libanese Nawaf Salam ha affermato che l'organizzazione paramilitare sarà bandita e che tutte le sue attività militari saranno vietate. Oggi, 3 Marzo, la conferma da parte del presidente libanese Joseph Aoun è arrivata: la decisione di messa al bando di Hezbollah è diventata "definitiva" ed è stata comunicata ai governi di Stati Uniti, Francia, Egitto, Arabia Saudita e Qatar.
Tale decisione, ha assicurato Aoun, verrà applicata dall'esercito "in tutte le regioni del Libano" con l'obiettivo - dichiarato - di garantire il controllo esclusivo di tutte le armi da parte dello Stato. La mossa del governo libanese, definito da Hezbollah "filo-israeliano e contrario al diritto internazionale", è significativa in un momento in cui non solo è in corso la guerra in Medio Oriente, ma alla luce delle evidenti aspirazioni di espansione israeliane a sud del Libano. Oggi concretizzatesi con l'ingresso delle truppe via terra oltre confine libanese col pretesto della "sicurezza israeliana" e col diversivo del conflitto.
Per Beirut invece l'intervento di Hezbollah in guerra è alla base della destabilizzazione dei rapporti tra Libano-Israele e la scelta di entrare nel conflitto o no spetta solo allo Stato. Quindi: da un lato, per l'esecutivo libanese, le iniziative autonome di Hezbollah costituiscono uno scavalcamento della volontà governativa; dall'altro, per i paramilitari filo-iraniani le ostilità contro Tel Aviv sono giustificate: "" ha fatto sapere Mahmoud Qamati, membro del Consiglio politico di Hezbollah.
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