03 Marzo 2026
Un gruppo molto numeroso di manifestanti iracheni pro-Iran hanno assaltato nella notte fra domenica 1 e lunedì 2 marzo la Green Zone nella capitale Baghdad, l'area in cui si trovano le sedi diplomatiche e governative della nazione e non solo. I riottosi hanno preso di mira l'ambasciata statunitense, gridando: "Morte ai sionisti e agli yankee".
Nuova ondata di tensione a Baghdad, dove nella notte tra l'1 e il 2 marzo si sono verificati violenti scontri tra forze di sicurezza irachene e manifestanti filo-iraniani nei pressi della cosiddetta “Green Zone”, il quartiere fortificato che ospita sedi governative e rappresentanze diplomatiche, tra cui l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad.
Secondo testimoni e corrispondenti sul posto, centinaia di persone si sono radunate ai cancelli dell’area protetta, tentando di superare le barriere di sicurezza. Le autorità irachene hanno risposto dispiegando ingenti forze di polizia e unità antisommossa. In alcuni punti si sarebbero uditi spari e sarebbero stati utilizzati mezzi di dispersione, inclusi dispositivi elettrici, per respingere i manifestanti.
La mobilitazione sarebbe stata alimentata da appelli circolati nelle ultime ore su Telegram, con inviti a marciare verso la Green Zone per protestare contro le recenti tensioni regionali e contro la presenza statunitense nel Paese. La situazione resta fluida e ad alta tensione, mentre le autorità temono un possibile assalto coordinato contro il perimetro dell’area diplomatica.
La Green Zone rappresenta il cuore politico e istituzionale dell’Iraq post-2003 e in passato è già stata teatro di proteste e tentativi di irruzione. Al momento non è chiaro il bilancio ufficiale di eventuali feriti o arresti. Le forze di sicurezza mantengono il controllo degli accessi principali, ma la pressione della folla continua.
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