03 Marzo 2026
Base colpita in Bahrein e Trump, fonte: X @middleastmonitor
Sono molti i punti strategici che l’Iran ha colpito durante la notte nel quarto giorno di conflitto che vede Stati Uniti e Israele contrapposti a Teheran. Dall’ambasciata Usa a Riad alla base militare americana in Bahrein, passando per obiettivi in Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Iraq, la nuova ondata di droni e missili ha preso di mira sedi diplomatiche, installazioni militari e infrastrutture sensibili. Colpiti anche siti a Erbil e negli Emirati, mentre in Libano e nel Golan si registrano operazioni contro basi israeliane. Intanto il presidente americano Donald Trump rivendica scorte illimitate e rilancia la linea dura, assicurando che gli Stati Uniti sono pronti a sostenere un conflitto prolungato.
La notte è stata segnata da una massiccia offensiva iraniana con droni Shahed-136 e missili diretti contro diversi Paesi del Golfo. Il ministero della Difesa saudita ha confermato che l’ambasciata americana a Riad è stata colpita da due droni, causando un incendio e danni materiali. Altri otto velivoli senza pilota sono stati intercettati nei pressi della capitale saudita e della città di al-Kharj. Secondo quanto annunciato dalla Guardia rivoluzionaria iraniana, una nuova ondata di attacchi ha preso di mira una base militare statunitense in Bahrein. In un comunicato diffuso dall’agenzia Fars si legge che "20 droni e tre missili hanno colpito gli obiettivi, distruggendo l'edificio di comando principale e le caserme della base aerea statunitense e incendiando i depositi di carburante". Teheran parla di base distrutta.
Impatti sono stati segnalati anche presso la base militare Usa di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Attacchi con droni hanno inoltre colpito postazioni del Partito per la Libertà del Kurdistan tra Erbil e Sulaymaniyah. La pioggia di missili e droni ha interessato anche Doha, Kuwait City, Abu Dhabi, Dubai e Manama. Negli Emirati Arabi Uniti due data center e una struttura in Bahrein di Amazon Web Services hanno subito danni a causa di raid con droni iraniani, con conseguenti disservizi cloud in diverse aree del Medio Oriente.
Sul fronte israeliano, nella notte raid aerei hanno colpito il quartiere di Haret Hreik, nella periferia sud di Beirut. In mattinata Hezbollah ha annunciato due operazioni, tra cui il lancio di uno sciame di droni contro la base aerea di Ramat David nel nord di Israele e una raffica di razzi contro la base di Naffah, quartier generale della 210ª divisione nel Golan siriano occupato.
Gli Stati Uniti hanno risposto affermando di aver distrutto i centri di comando dei pasdaran. Il Comando Centrale americano ha dichiarato che "le forze statunitensi hanno distrutto le strutture di comando e controllo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, le capacità di difesa aerea iraniane, le basi di lancio di missili e droni e gli aeroporti militari durante operazioni prolungate".
Il presidente Donald Trump ha rilanciato con parole nette. "Le scorte di munizioni degli Stati Uniti non sono mai state così elevate o migliori. Abbiamo una scorta praticamente illimitata", ha scritto, aggiungendo che "le guerre possono essere combattute per sempre, e con grande successo, usando solo queste scorte". Poi l’avvertimento, "Presto scoprirete quale sarà la ritorsione".
È il quarto giorno di una crisi che si allarga a macchia d’olio in tutto il Medio Oriente, con l’invio di rinforzi militari americani nell’area e almeno 15 aerei cisterna diretti verso la regione.
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