03 Marzo 2026
Baghaei , fonte: X @ Baghaei
L’Iran alza il livello dello scontro diplomatico e accusa apertamente Israele e Stati Uniti di voler trasformare il conflitto in una guerra regionale. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha denunciato quello che definisce un piano del regime sionista per estendere il fronte delle ostilità dopo i massacri compiuti in Palestina, Libano, Siria e Yemen, lanciando un duro monito anche all’Unione europea.
Baghaei ha ribadito che Teheran aveva previsto l’evoluzione dello scontro. "Abbiamo avvertito che la guerra sarebbe stata regionale", ha dichiarato, spiegando che già in precedenza era stato sottolineato come un eventuale attacco contro l’Iran non sarebbe rimasto circoscritto. "Il nostro comandante in capo martirizzato ha avvertito che questa guerra diventerà una guerra regionale". Secondo il portavoce, la responsabilità dell’allargamento del conflitto non ricade su Teheran. "Questo perché la regione viene utilizzata per attacchi militari, non perché l'Iran desideri renderla insicura. Rendere la regione insicura è un progetto del regime sionista e, sfortunatamente, anche gli Stati Uniti sono stati trascinati in questo progetto".
Baghaei ha insistito sul fatto che le forze armate iraniane stanno colpendo esclusivamente obiettivi militari. "Gli obiettivi che le nostre forze armate stanno colpendo sono obiettivi militari. Sono luoghi in cui si trovano basi militari americane". E ha avvertito che Israele potrebbe tentare di ampliare ulteriormente il conflitto. "In questa situazione torbida, il regime sionista cercherà certamente di sfruttare ed espandere la portata del fuoco e di creare sabotaggi nei paesi della regione per trasformare la guerra, che è una guerra del regime sionista e degli Stati Uniti contro l'Iran, in una guerra regionale". Menzogna dopo menzogna e inganno dopo inganno; questo è diventato il modello della diplomazia americana in quest'epoca". Baghaei ha respinto le accuse sul nucleare ricordando l’adesione iraniana al Trattato di non proliferazione e ha contestato le recenti dichiarazioni occidentali. "Non abbiamo iniziato questa guerra e questa aggressione militare non è stata una nostra scelta; la nostra scelta è stata la diplomazia".
Il diplomatico ha poi richiamato il mese sacro del Ramadan, sostenendo che il conflitto si inserisce nella scia dei massacri compiuti nella Palestina occupata, in Libano, Siria e Yemen. "Devono stare attenti che, nel mese sacro del Ramadan, la guerra che questo regime sta conducendo, in continuazione dei massacri compiuti nella Palestina occupata, in Libano, Siria e Yemen, non trascini con sé altri".
Quest'ultima affermazione rientra nella dichiarazione riguardo le posizioni di Germania, Francia e Gran Bretagna e su possibili "azioni difensive" contro missili iraniani nelle basi del Golfo. "L'Iran lo considera un atto di guerra e una complicità con gli aggressori", ha avvertito Baghaei, accusando gli europei di adottare approcci "contraddittori" e invitandoli ad abbandonare quella che definisce indifferenza. Secondo Teheran, il modo per fermare il conflitto è fermare chi lo avrebbe iniziato, mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avrebbe il dovere di intervenire prima che l’incendio si allarghi ulteriormente.
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