19 Febbraio 2026
Il conflitto fra Iran e Stati Uniti, che secondo indiscrezioni ufficiali si sta facendo sempre più imminente, potrebbe raggiungere dimensioni regionali ben più vaste di quelle sviluppatesi, lo scorso Giugno, con la guerra dei 12 giorni. L'Iran starebbe infatti facendo pressioni sui suoi alleati islamici mediorientali affinché prendano parte ad una potenziale guerra contro Israele: è quanto emerge da alcune indiscrezioni secondo cui il regime di Teheran si starebbe rivolgendo soprattutto al gruppo libanese di Hezbollah.
Secondo quanto riferito da un rapporto strettamente confidenziale e da indiscrezioni anonime, Teheran starebbe chiedendo agli alleati della regione un sostegno per condurre il potenziale conflitto contro le forze congiunte di Stati Uniti ed Israele. In particolare, il regime iraniano starebbe premendo sull'organizzazione paramilitare antisionista di Hezbollah affinché conduca, insieme a Teheran, controffensive contro Tel Aviv. Notizie che sembrerebbero essere avvallate dalle preoccupazioni che circolano negli ambienti politici israeliani, dove di ora in ora viene "monitorata attentamente la situazione" a da cui sono stati trasmessi "avvertimenti molto chiari a Hezbollah secondo i quali se decidesse di intervenire, il colpo da Tel Aviv potrebbe essere molto doloroso".
Non solo infatti Israele ha innalzato il livello di allerta e rafforzato la preparazione bellica in vista di un massiccio attacco contro il regime degli ayatollah, ma sembra che l'Idf si stia preparando a "colpire in modo significativo" le infrastrutture di Hezbollah in Libano, contro cui continuano i bombardamenti nel Paese. Queste indiscrezioni rafforzano, una volta ancora, i sospetti più che fondati secondo cui il conflitto per il regime-change voluto da Donald Trump e Israele potrebbe arrivare a innescare reazioni a catena negli Stati limitrofi: dal Libano alla Siria, dallo Yemen a - verosimilmente - Gaza (Hamas) e l'Iraq. E proprio in quest'ultimo Paese il gruppo di Kata'ib Hezbollah ha promesso una "guerra totale" qualora gli alleati occidentali dovessero decidersi di attaccare l'"Asse di resistenza islamico". Israele ha dunque mobilitato massicciamente l'esercito, pronto per contraccolpi non solo in Libano ma anche in Yemen, contro gli Houthi.
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