Giovedì, 19 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Iran, Usa schierano più grande flotta aerea in Medio Oriente da Iraq 2003, Trump pronto ad attacco previsto sabato - VIDEO

Funzionari americani ritengono che l’attuale dispositivo militare consentirebbe a Washington non soltanto un’operazione chirurgica, ma persino una campagna aerea della durata di settimane, con l’obiettivo di ridimensionare in modo significativo le capacità militari iraniane

19 Febbraio 2026

Gli Stati Uniti stanno ammassando in Medio Oriente la più grande presenza aerea dai tempi dell’invasione dell’Iraq nel 2003, alimentando i timori di un’escalation militare con l’Iran. Secondo fonti vicine al dossier, il dispositivo sarebbe già operativo e pronto a intervenire. Donald Trump non avrebbe ancora preso una decisione definitiva, ma starebbe valutando diverse opzioni. Tra queste, raid su siti nucleari e missilistici iraniani. L’ipotesi di un attacco già nel fine settimana, in particolare sabato, viene considerata concreta da ambienti militari statunitensi.

Iran, Usa schierano più grande flotta aerea in Medio Oriente da Iraq 2003, Trump pronto ad attacco previsto sabato

Gli Stati Uniti avrebbero concentrato nell’area la più imponente forza aerea dai tempi della guerra in Iraq del 2003, un dispiegamento che secondo osservatori internazionali rappresenta un segnale inequivocabile nei confronti di Teheran.

Al centro delle valutazioni ci sarebbe il presidente Donald Trump, che non avrebbe ancora assunto una decisione definitiva sull’eventuale attacco, ma starebbe esaminando un ampio ventaglio di opzioni strategiche. Tra queste figurerebbero raid mirati contro infrastrutture nucleari e siti missilistici iraniani, fino a possibili azioni dirette contro la leadership della Repubblica islamica.

Secondo alcune fonti, le forze statunitensi schierate nell’area sarebbero pronte a colpire l’Iran anche sabato, qualora arrivasse l’ordine della Casa Bianca. Funzionari americani ritengono che l’attuale dispositivo militare consentirebbe a Washington non soltanto un’operazione chirurgica, ma persino una campagna aerea della durata di settimane, con l’obiettivo di ridimensionare in modo significativo le capacità militari iraniane.

Da parte sua, Teheran punterebbe sulla leva diplomatica per guadagnare tempo e scongiurare un attacco imminente. L’ipotesi di riaprire o intensificare i negoziati sarebbe vista come uno strumento per ritardare eventuali operazioni militari. Tuttavia, secondo alcuni funzionari citati da fonti statunitensi, vi sarebbe il timore che Trump possa perdere la pazienza di fronte a quello che Washington considera un continuo gioco al rinvio.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

x