06 Marzo 2026
Minacciare il congelamento di miliardi di dollari e beni di asset iraniani detenuti presso gli Emirati Arabi Uniti come strumento di deterrenza e di minaccia affinché Teheran allenti la presa nel conflitto in corso nel Medio Oriente, originato da Israele e Stati Uniti. Sarebbe questa la valutazione attualmente in corso tra i funzionari emiratini: costringere il governo iraniano ad invertire il senso di marcia fiaccandone un'economia già provata dall'inflazione e dagli attuali costi della guerra.
A quanto risulta da indiscrezioni del deepstate, alcuni funzionari degli Emirati Arabi Uniti avrebbero avvertito privatamente l'Iran della possibilità di "tagliarla fuori" dall'accesso a valuta estera e a reti commerciali globali attraverso il congelamento delle sue proprietà pecuniarie - e non solo - depositate nel Paese del Golfo. Non è ancora chiaro però né se né quando, eventualmente, il governo emiratino agirà. La mossa si pone ad ulteriore misura trasversale con cui i Paesi del Golfo, attaccati dall'Iran dopo l'innesco del conflitto da parte di Washington e Tel Aviv, intendono "rispondere" a Teheran.
Teheran ha infatti colpito, con missili e droni, le basi Usa - oltre che in Bahrein e Qatar - negli Emirati Arabi Uniti, lanciando (secondo informazioni rilasciate dallo stesso Ministero della Difesa emiratino) oltre 500 droni e 160 missili balistici. Perciò ora Dubai potrebbe colpire le risorse iraniane, in particolare fondi collegati a società ombra e a reti finanziarie legate ai pasdaran.
Secondo gli analisti, gli Emirati hanno per anni giocato un ruolo centrale per gli attori iraniani intenzionati ad aggirare le sanzioni occidentali: dalla vendita di petrolio all'estero, Teheran avrebbe guadagnato soldi poi investiti in programmi di armamento. E il Paese emiratino rappresenterebbe inoltre il principale canale di comunicazione tra l'Iran e l'economia globale. Se la decisione di Dubai dovesse concretizzarsi, raccontano funzionari informati, i primi ad essere colpiti sarebbero i conti delle Guardie della Rivoluzione a cui - secondo quanto rilevato dal Dipartimento del Tesoro Usa - Teheran avrebbe destinato quote sostanziose di petrolio.
Ma questa è una delle possibilità in gioco per Dubai: viceversa, si pensa ad un sequestro di navi volto a bloccare le petroliere iraniane. Secondo gli esperti, nel caso di un congelamento di asset, si tratterebbe di approcci sanzionatori mirati, volti a non perdere completamente questo flusso di affari.
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