12 Marzo 2026
Aereo (foto da Pixabay)
L’escalation del conflitto in Iran sta producendo effetti rilevanti sul turismo in tutto il Medio Oriente. Secondo una stima del World Travel & Tourism Council (Wttc) riportata dal Financial Times, il settore dei viaggi e del turismo nel Medio Oriente sta perdendo almeno 600 milioni di dollari al giorno in mancati introiti derivanti dalla spesa dei visitatori internazionali. La stima si basa sulle previsioni di crescita per il 2026 elaborate prima dell’inizio dell'attacco israelo-statunitense.
Le cancellazioni dei voli, la chiusura di diversi spazi aerei e l’incertezza tra i potenziali viaggiatori stanno infatti colpendo direttamente l’economia turistica dell’area. Oltre al calo delle nuove prenotazioni, molti turisti hanno annullato viaggi già programmati. I dati della società di analisi AirDna indicano che, nella sola Dubai, più di 80mila prenotazioni di affitti a breve termine sono state cancellate nella settimana conclusa il 6 marzo. Prima dello scoppio della guerra, il Wttc stimava che nel 2026 i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari nel Medio Oriente.
Il Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo — che rappresenta il settore privato dell’industria turistica, includendo compagnie aeree, catene alberghiere, operatori crocieristici e tour operator — sottolinea che qualsiasi interruzione del traffico aereo o della connettività regionale incide immediatamente sulla domanda. La regione, infatti, ha un ruolo chiave nei flussi globali: rappresenta il 5% degli arrivi turistici internazionali e circa il 14% del traffico mondiale di transito. Quando la mobilità viene limitata, l’impatto si estende rapidamente a tutta la filiera del turismo, dagli aeroporti alle compagnie aeree, dagli hotel alle società di autonoleggio e crociere.
A essere colpiti sono soprattutto i principali hub aeroportuali regionali — tra cui Dubai, Abu Dhabi, Doha e Bahrein — che normalmente gestiscono circa 526mila passeggeri al giorno. Con l’aggravarsi della crisi molti scali hanno registrato chiusure temporanee o forti interruzioni operative, con ripercussioni sulla connettività regionale e globale.
Secondo il fornitore di dati Cirium, cinque giorni di cancellazioni dei voli nella regione hanno lasciato a terra circa 4 milioni di viaggiatori la scorsa settimana.
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