18 Gennaio 2026
Netanyahu e Trump, fonte: imagoeconomica
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato i membri del Board of Peace per Gaza: l'ex premier inglese Tony Blair, il segretario di Stato Usa Marco Rubio, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, il ceo di Apollo Management Marc Rowan, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Robert Gabriel. Secondo il tycoon si tratterebbe di un gruppo "composto da leader con esperienza in diplomazia, sviluppo, infrastrutture e strategia economica". Trump avrebbe
Trump ha annunciato i membri del cosiddetto Board of Peace, l'ente che dovrebbe guidare il governo tecnico palestinese nella ricostruzione della Striscia. Secondo una nota della Casa Bianca "ogni membro del consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il rafforzamento delle capacità di governance, le relazioni regionali, la ricostruzione, l’attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali".
Il ruolo di Alto Rappresentate per Gaza sarà Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro. Mladenov fungerà da collegamento sul campo tra il Board of Peace e il comitato tecnico di 15 palestinesi.
La formazione rientra nella fase due del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, entrato in vigore lo scorso ottobre ma rimasto fragile e segnato da continue violazioni da parte dello Stato ebraico.
Il gruppo annunciato da Trump non è piaciuto a Netanyahu: "L'annuncio sulla composizione del comitato direttivo di Gaza non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica", ha detto. Dopodiché ha affidato al suo ministro degli Esteri il compito di parlarne con il segretario di Stato Marco Rubio.
Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, il primo ministro israeliano era perfettamente a conoscenza dei nomi scelti da Trump e la sua presa di posizione è solo un'operazione per "motivi di immagine". Trump lo ha poi invitato a farne parte.
Oltre a estendere l'invito a Netanyahu, il tycoon avrebbe invitato a far parte del Consiglio ben 60 Paesi, tra cui Turchia, Egitto, Argentina, Indonesia, Italia, Marocco, Gran Bretagna, Germania, Canada e Australia.
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