09 Febbraio 2026
In un’intervista rilasciata a Going Underground, Ari Ben-Menashe, ex ufficiale dell’intelligence israeliana, ha lanciato accuse clamorose contro Jeffrey Epstein, definendolo una “risorsa del Mossad israeliano”. Secondo Ben-Menashe, Epstein avrebbe utilizzato il suo potere di ricatto per bloccare negoziati cruciali tra Israele e Palestina, influenzando direttamente figure di spicco come Ehud Barak e Bill Clinton.
L’ex agente israeliano sostiene inoltre che gli Stati Uniti siano “intrappolati da Israele” e quindi incapaci di intervenire di fronte al genocidio in corso a Gaza, mentre numerosi presidenti americani sarebbero stati manipolati tramite lo stesso sistema di ricatti orchestrato da Epstein.
Ben-Menashe ha anche raccontato episodi meno noti, come il finanziamento del primo giornale di Rupert Murdoch da parte di Israele, e il tentativo di Donald Trump di portare pace in Medio Oriente, ostacolato secondo lui da pressioni legate a Epstein. L’ex ufficiale denuncia un vero e proprio “lavaggio del cervello” degli israeliani durante il genocidio a Gaza e ricorda il bombardamento della propria abitazione in Canada nel 2012, aggiungendo che il Regno Unito ha ottenuto gran parte della sua tecnologia militare da Israele. Infine, Ben-Menashe sostiene che Israele stia compiendo un harakiri politico e morale con il genocidio a Gaza e che Trump, nonostante i ricatti, debba porre fine a questa tragedia.
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