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Caso Epstein, ex agente CIA Kiriakou rivela: "Ex finanziere era un agente del Mossad, spia israeliana incaricata di ricattare i potenti" - VIDEO

Parlando al podcast 'The Diary of a CEO', il giornalista John Kiriakou denuncia come Epstein fosse stato reclutato da Israele come un "agente di accesso": attraverso ricchezze, isola, jet privati, orge sessuali, l'ex finanziere raccoglieva informazioni sulle élite come arma di ricatto

04 Febbraio 2026

Jeffrey Epstein, l'ex finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e accusato di abusi sessualitraffico internazionale di minorenni, non era un "criminale solitario" ma un "agente di accessodel Mossad. "Era una spia, sono molto fiducioso in questa valutazione": a dichiararlo apertamente è l'ex agente della CIA John Kiriakou tornando a dare la sua interpretazione sulla vera identità di Epstein dopo che già lo scorso Giugno 2025 era intervenuto, a Piers Morgan Uncensored, a seguito delle affermazioni del Dipartimento di Giustizia Usa secondo cui l'ex finanziere non si era suicidato.

Caso Epstein, ex agente CIA Kiriakou rivela: "Ex finanziere era un agente del Mossad, spia israeliana incaricata di ricattare i potenti" - VIDEO

John Kiriakou, giornalista ed ex agente dei servizi segreti statunitense, è intervenuto durante una recente intervista al podcast The Diary Of a Ceo sostenendo che, secondo lui, Epstein non agiva in autonomia ma operava come quello che le agenzie di intelligence chiamano "agente di accesso", usando cioè influenzafamaricchezza per avvicinarsi ai potenti e raccogliere informazioni compromettenti. Non una spia qualunque, prosegue Kiriakou, bensì mandata dagli israeliani. "Se tu sei un ex servizio di intelligence e vuoi informazioni segrete su un ex Presidente, sul CEO della compagnia più grande del mondo, su un membro della famiglia reale britannica, non ti serve ingaggiare un Bill Clinton o Bill Gates, o il Principe Andrew. (...) Tu ingaggi chi ha "regolare accesso" a loro, e questa persona farà sentire queste persone a loro agio, apprezzate, e gli dai un sacco di soldi affinché abbia una casa su un'isola, o addirittura l'intera isola, e magari ci porta ragazze giovani (...)" afferma Kiriakou.

L'isola, dunque, così come i soldi, il giro internazionale di ragazze minorenni, e persino le telecamere nascoste ovunque - il bagno incluso - sarebbero servite a formare una "trappola" per compromettere persone di alto rango o individui che ricoprivano ruoli importanti e strategici. Il ruolo di Epstein, procede Kiriakou, era dunque quello di gestire un'operazione di ricatto internazionale rivolta alle élite. Ipotesi che spiegherebbe le circostanze misteriose della morte di Epstein, più verosimilmente legate all'omicidio che non al suicidio. "Solo gli israeliani e i russi usano l'estorsione come motivazione" di ricatto. Epstein dunque rientrava, secondo l'ex agente CIA, in uno schema di arruolamento e reclutamento volto a compromettere la posizione di personaggi potenti.

È curioso, a tal proposito, osservare come proprio in una email datata 2018 tra Epstein e l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak, l'ex finanziere parlasse dei suoi legami con il Mossad, negandoli. "Dovresti chiarire che non lavoro per il Mossad :)" scriveva Epstein. "Tu o io?" - "Io non lo faccio :)" rispondeva Epstein.

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