03 Febbraio 2026
Bill Clinton e la moglie Hillary hanno infine accettato di testimoniare davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera nell'inchiesta sul caso Epstein dopo che la stessa aveva minacciato di avviare la procedura necessaria per ritenerli colpevoli di oltraggio.
Il dietrofront dei coniugi Clinton, chiamati a testimoniare nell'ambito delle indagini sull'ex finanziere Jeffrey Epstein accusato di abusi sessuali e traffico di minorenni in complicità con la compagna Ghislaine Maxwell, è arrivato. Il 42esimo Presidente Usa Bill Clinton e la moglie, ex Segretario di Stato, Hillary hanno scelto di testimoniare nonostante, lo scorso 14 Gennaio, avessero rifiutato di farlo inviando a James Comer, presidente della Commissione, una lettera nella quale respingevano la convocazione definendola non valida e legalmente inapplicabile.
Il dietrofront dei Clinton non arriva casualmente, ma a pochi giorni di distanza dal voto della Camera circa la colpevolezza degli stessi di oltraggio al Congresso per il prolungato rifiuto di ottemperare alle citazioni in giudizio. L'accusa di oltraggio al Congresso avrebbe infatti comportato una multa fino a 100.000 dollari e una pena detentiva fino a 12 mesi. La decisione dei Clinton arriva inoltre dopo settimane di crescenti tensioni: secondo quanto riportato da fonti informate, la nuova decisione di Bill e Hillary servirebbe, oltre che a prevenire un più grosso scandalo nei loro confronti, a dimostrare la loro eventuale estraneità ai fatti. L'assenza cioè di legami con Epstein, nonostante foto e documenti testimoniano la vicinanza tra l'ex Presidente Clinton e l'ex finanziere pedofilo.
Secondo i repubblicani del Congresso, guidati da James Comer, la testimonianza dei Clinton è fondamentale per fare luce sulla fitta rete di rapporti personali creata da Epstein con personalità politiche influenti. "Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito - ha chiarito Comer ai giornalisti, - Abbiamo solo delle domande ed è per questo che è stata approvata la richiesta di testimonianza". Da parte Clinton però, nonostante la messa a disposizione nella procedura di testimonianza, rimane la convinzione secondo cui l'indagine sarebbe pesantemente influenzata da fattori politici. "I Clinton si sono offerti di testimoniare pienamente su ogni singola richiesta del presidente Comer e dei repubblicani" ha fatto sapere Robert Garcìa membro del Comitato di Sorveglianza.
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