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Ucraina, piano in 3 fasi Usa, Kiev e Ue "per far rispettare cessate fuoco a Russia": avvertimento, attivazione Volenterosi e risposta simil-Nato

Tre fasi, 24 e 72 ore decisive e Usa pronti a intervenire: il piano occidentale sul cessate il fuoco in Ucraina visto da Mosca come una Nato mascherata

03 Febbraio 2026

Parigi, oggi vertice a 31 dei "volenterosi", sul tavolo la "guerra contro la Russia" ed i peacekeeping, Meloni: "Soldati a Kiev solo con l'Onu"

Zelensky, Macron e Starmer, fonte: imagoeconomica

L'Ucraina, insieme agli Stati Uniti e ad alcuni Paesi dell'Unione Europea, ha scritto un piano in 3 fasi "per far rispettare l'eventuale cessate al fuoco alla Russia". In caso di attacco da parte del Cremlino dopo una tregua, infatti, seguirebbero tre possibili scenari. In un primo momento, un avvertimento diplomatico formale a Mosca, entro 24 ore dalla presunta violazione. Poi, in caso del continuo dei combattimenti, l'attivazione della rete dei Volenterosi Ue. Come ultimo step, entro 72 ore dalla violazione, la risposta armata occidentale, molto simile all'art. 5 della Nato.

Ucraina, piano in 3 fasi Usa, Kiev e Ue "per far rispettare cessate fuoco a Russia": avvertimento, attivazione Volenterosi e risposta simil-Nato

Secondo quanto rivelato dal Financial Times, Ucraina, Stati Uniti e principali Paesi Europei avrebbero concordato un piano articolato per monitorare e far rispettare un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Un meccanismo presentato come "garanzia di sicurezza", ma che, nella sostanza, prevede una progressiva internazionalizzazione militare del conflitto e un coinvolgimento diretto di Washington in caso di escalation.

Il piano, discusso più volte tra dicembre e gennaio in incontri riservati, si fonda su tre fasi operative. La prima scatterebbe entro 24 ore da una presunta violazione del cessate il fuoco. In questa fase è previsto un avvertimento diplomatico a Mosca e, se ritenuto necessario, un intervento diretto delle forze armate ucraine per “ripristinare” la tregua. Un punto critico, poiché affida a Kiev l’iniziativa militare iniziale, lasciando ampi margini di ambiguità su cosa costituisca una violazione.

La seconda fase entrerebbe in vigore qualora i combattimenti proseguissero. A quel punto verrebbe attivata la cosiddetta coalizione dei Volenterosi, che comprende diversi Stati membri dell’Ue insieme a Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia. Queste forze avrebbero il compito di intervenire direttamente sul terreno, in aria e in mare, trasformando di fatto una tregua fragile in una missione militare multinazionale ai confini della Russia.

La terza e ultima fase, la più delicata, è riservata allo scenario di un attacco su larga scala. Trascorse 72 ore dalla prima violazione, il piano prevede una risposta militare coordinata sostenuta dall’Occidente, con il coinvolgimento diretto delle forze armate statunitensi. Gli Stati Uniti fornirebbero intelligence avanzata, logistica e capacità tecnologiche lungo l’intera linea del fronte, mentre le forze europee assicurerebbero le operazioni operative.

Dal punto di vista russo, il piano appare come una Nato de facto, applicata all’Ucraina senza un’adesione formale e senza le garanzie di equilibrio strategico previste dai trattati esistenti. Un meccanismo che, anziché ridurre il rischio di guerra, lo istituzionalizza, creando una soglia automatica che potrebbe portare rapidamente a uno scontro diretto tra potenze nucleari. In questo contesto, qualsiasi negoziato rischia di trasformarsi non in un compromesso, ma in un ultimatum.

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