02 Febbraio 2026
Zelensky e Putin, Fonte: Facebook, @Gianluigi Paragone
La Russia risponde alla provocazione di Volodymyr Zelensky ribadendo che un eventuale incontro diretto con Vladimir Putin potrà avvenire esclusivamente a Mosca. Dal Cremlino, il portavoce Dmitrij Peskov conferma la disponibilità al dialogo ma esclude territori neutrali per il faccia a faccia tra i due leader. Sullo sfondo del conflitto ucraino interviene anche Dmitrij Medvedev, che rassicura: “Non siamo interessati a un conflitto globale”.
Il Cremlino continua a ribadire che eventuali colloqui diretti tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Vladimir Zelensky saranno possibili solo a Mosca. “Zelensky ha proposto contatti e Putin ha affermato che sono possibili a Mosca. Questa rimane la nostra posizione”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmtri Peskov, alla stampa che gli ha chiesto se un incontro tra i due presidenti potesse essere organizzato in territorio neutrale.
Peskov ha comunque sottolineato che la Russia non chiude la porta al dialogo. “Rimaniamo aperti ai negoziati. Si sta lavorando a livello di gruppi di lavoro. Accogliamo con favore questa iniziativa e siamo pronti a continuare questo lavoro nell'interesse del raggiungimento di un accordo in Ucraina”, ha aggiunto il portavoce, ribadendo una disponibilità che resta però ancorata alle condizioni fissate da Mosca.
Sul fronte politico-strategico è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitrij Medvedev, che in un’intervista alla Tass ha respinto le ipotesi di un’escalation globale. “Non siamo interessati a un conflitto globale. Non siamo pazzi! Chi ha bisogno di un conflitto globale?”. Medvedev ha inoltre precisato: “Né - ha sottolineato - eravamo interessati a avviare un'operazione militare speciale”.
L’ex presidente russo ha ribadito che Mosca avrebbe più volte avvertito l’Occidente e i Paesi della Nato, invitandoli a considerare gli interessi russi e a sedersi al tavolo delle trattative. Secondo Medvedev, scenari oggi ritenuti improbabili potrebbero invece rivelarsi vantaggiosi su scala globale. “Tra gli altri scenari improbabili, se insistete, l'Unione Europea potrebbe scusarsi con la Federazione Russa e chiederle di riprendere le esportazioni di gas e petrolio”, ha detto rispondendo a una domanda sull’evento più improbabile del 2026. “O che la Nato si sciolga in seguito all'uscita degli Stati Uniti. A proposito, entrambi gli scenari sarebbero utili al nostro pianeta”, ha aggiunto.
Infine, Medvedev ha commentato anche le ambizioni del presidente degli Stati Uniti Donald Donald Trump sulla Groenlandia, minimizzando il coinvolgimento russo. “Non parlerò molto della Groenlandia. Il nostro presidente ha affermato di recente che la questione non ci riguarda affatto. Quindi, lasciamo che gli Stati Uniti risolvano la questione con gli europei. Questa è una sfida piuttosto importante all'unità atlantica”, ha affermato il politico.
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