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Iran, CIA e Mossad preparano terreno per attacco Usa e Israele, "esplosioni in 10 città", Irgc: "Propaganda per alimentare proteste e terrore" - RETROSCENA

Boati ed esplosioni segnalati in numerose città iraniane: tra incidenti, esercitazioni e accuse di guerra psicologica, Teheran smentisce attacchi ma critica CIA e Mossad per una preparazione di fatto a un conflitto

02 Febbraio 2026

Iran, CIA e Mossad preparano terreno per attacco Usa e Israele, "esplosioni in 10 città", Irgc: "Propaganda per alimentare proteste e terrore" - RETROSCENA

In Iran, nella giornata di sabato 31 gennaio, sono state segnalate "diverse esplosioni", secondo fonti locali in "circa 10 città" sparse in tutto il Paese. L'esercito rivoluzionario iraniano (Irgc) ha voluto rassicurare la popolazione dicendo che non sarebbero stati raid americani, ma che, molto probabilmente, sarebbero state "prime azioni orchestrate dalla CIA e dal Mossad" per preparare il terreno per l'attacco a Teheran da parte di Stati Uniti e Israele. L'Irgc ha infatti dichiarato che quanto successo sabato 31 non sarebbe altro che "propaganda israelo-americana per alimentare le proteste nel Paese e il clima di terrore di un prossimo raid" in vista di un regime-change.

Iran, CIA e Mossad preparano terreno per attacco Usa e Israele, "esplosioni in 10 città", Irgc: "Propaganda per alimentare proteste e terrore" - RETROSCENA

Nella giornata di sabato 31 gennaio l’Iran è attraversato da una sequenza di esplosioni, incendi e boati segnalati in numerose città, alimentando un clima di forte tensione interna e regionale. Le informazioni restano frammentarie e spesso contraddittorie: alle segnalazioni di fonti locali e social media si affiancano le smentite ufficiali di Teheran, che parla di incidenti tecnici, esercitazioni militari e “guerra psicologicacondotta dall’esterno.

Secondo testimonianze diffuse online, missili o scie luminose sarebbero stati avvistati nei cieli di Teheran, Isfahan, Shiraz e Kerman, mentre alcune fonti riferiscono di esercitazioni in corso dell'Irgc. In parallelo, si sono moltiplicate le notizie di esplosioni o presunte tali in diverse aree del Paese.

Le località citate comprendono: Bandar Abbas (sud, Golfo Persico), dove un edificio residenziale sarebbe stato distrutto e sarebbero stati uditi due boati; Ahvaz (sud-ovest); Khorramshahr e Abadan; Qasr-e Shirin; Parand (provincia di Teheran); Dezful; Bushehr. Altre segnalazioni parlano di boati o incendi a Qom, Ardabil, Saveh, Karaj, Tabriz e in varie aree della provincia di Hormozgan. Sull’isola di Qeshm si riferisce di esplosioni in prossimità di strutture legate all’Irgc. A Shiraz, secondo informazioni non confermate, un’esplosione sarebbe stata collegata alla caduta di un jet di affiliazione sconosciuta.

In assenza di conferme indipendenti, non è chiaro se vi fossero obiettivi militari specifici. Alcune analisi ipotizzano sabotaggi a sistemi di difesa aerea, nodi di comunicazione o comando, ma Teheran respinge queste letture. L’Irgc ha negato danni alle proprie installazioni a Hormozgan e ha bollato come “menzognele voci sull’uccisione del comandante navale Alireza Tangsiri, definendole un’operazione psicologica.

Sul piano geopolitico, osservatori e commentatori parlano di una possibile strategia di pressione indiretta: secondo questa linea, azioni coperte attribuite a CIA e Mossad dall'Irgc mirerebbero ad alimentare paura e proteste interne, preparando il terreno a un’escalation militare statunitense o israeliana. Israele nega ogni coinvolgimento, mentre le autorità iraniane parlano di “propaganda tossica” e “guerra ibrida”.

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