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ICE utilizza strumento ‘Elite’ di Palantir per scovare immigrati, Monica Maggioni a ‘In Mezz'ora’: “Società della sorveglianza, la Democrazia è decaduta“- VIDEO

Viene sfruttando l’incrocio massivo di dati sanitari e digitali per aggirare di fatto la normativa sulle intercettazioni e sul controllo giudiziario

03 Febbraio 2026

Negli Stati Uniti l’agenzia federale ICE utilizza lo strumento Elite sviluppato da Palantir per individuare e localizzare immigrati irregolari attraverso l’incrocio massivo di dati sanitari, digitali e di geolocalizzazione, aggirando di fatto le norme sulle intercettazioni e sul controllo giudiziario. Una sorveglianza capillare che consente operazioni mirate casa per casa e che, come denunciato da Monica Maggioni a In Mezz’ora su Rai 3, risponde a una precisa strategia di potere “vogliono il controllo sulle persone”, con effetti profondi su democrazia, libertà e privacy.

ICE utilizza strumento ‘Elite’ di Palantir per scovare immigrati, Monica Maggioni a ‘In Mezz'ora’ su Rai 3: “Vogliono il controllo sulle persone“- VIDEO

Nel suo racconto, Monica Maggioni ha messo subito in chiaro la portata del fenomeno, spiegando che “non è una cosa casuale, non è episodica e non è un piccolo strumento di controllo”, ma parte di un gigantesco progetto, con dietro un sacco di soldi”. Un sistema che non si limita a individuare immigrati irregolari ma che estende il monitoraggio anche a chi protesta o documenta le operazioni dell’ICE. Al centro di questo apparato c’è l’uso combinato di riconoscimento facciale, tracciamento dei cellulari e lettura automatica delle targhe. Come ha raccontato la conduttrice, “c’è la telecamera di un agente, l’immagine del volto viene catturata, trasformata in un profilo digitale e archiviata”, dati che “non spariscono ma restano nei database”. Un meccanismo che consente migliaia di scansioni rapide attraverso app mobili in dotazione agli agenti.

Durante il servizio viene mostrato anche un episodio emblematico, quando una persona chiede spiegazioni agli agenti e si sente rispondere sei un terrorista domestico”. Un passaggio che Maggioni commenta così questa scena l’abbiamo già vista, ed è inquietante rivederla oggi applicata a cittadini e attivisti. Secondo la giornalista, “capisci che non stanno solo cercando immigrati senza documenti, stanno tracciando chi protesta”. La chiave di volta è la convergenza delle banche dati. “Tutti i database stanno arrivando insieme”, spiega Maggioni, “non solo immagini e riconoscimenti facciali, ma anche dati sanitari, fiscali, amministrativi e digitali”. È qui che entra in gioco Elite, uno strumento che consentirebbe di sapere dove andare a colpo sicuro” e di individuare quartieri definiti “ricchi di obiettivi. Secondo quanto illustrato in trasmissione, “un funzionario dell’ICE disegna un cerchio su una mappa e compaiono degli spilli, ognuno è una persona”, con nome, indirizzo, fotografia e “un punteggio di affidabilità dell’indirizzo”. Informazioni che, viene sottolineato, “possono provenire anche dal Dipartimento della Salute”, trasformando dati nati per finalità mediche in strumenti operativi di polizia.

Maggioni insiste sul punto centrale “è tutto apparentemente legale, ma è proprio nell’incrocio dei dati che privacy, libertà e democrazia scompaiono dalla scena in un secondo”. Un sistema che porta a quella che definisce “una forma di giustizia predittiva”, dove “qualcuno decide se sei potenzialmente colpevole o semplicemente da controllare”. Il quadro che emerge è quello di una sorveglianza privata sempre più potente. C’è un’enorme volontà di controllo del nostro destino”, afferma Maggioni, “al punto da far sembrare la politica quasi superata e la Democrazia decaduta”. E avverte “messe in fila tutte queste cose fanno davvero paura”.

Palantir viene descritta come uno degli attori centrali di questo modello, una società che “incarna la sorveglianza algoritmica contemporanea” e che oggi ha nell’anti-immigrazione solo uno dei suoi obiettivi. Un sistema che, conclude la conduttrice, “riguarda tutti, non solo gli immigrati, perché ridefinisce gli spazi di libertà che dobbiamo difendere.

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