03 Febbraio 2026
Israel Defence Force; Fonte: Picryl
In Cisgiordania opera dal 2023 una milizia paramilitare israeliana, formata interamente da coloni. I suoi gruppi si fanno chiamare "unità Hagmar" e sono finanziate da Tel Aviv. Nei territori palestinesi occupati, queste dettano la linea delle azioni contro gli abitanti, sostenute dall'Idf.
In Cisgiordania sta prendendo forma una nuova e inquietante architettura della sicurezza. Le cosiddette unità Hagmar – reparti armati composti esclusivamente da coloni israeliani – operano come milizie di fatto sostenute dallo Stato, sfumando il confine tra forza militare ufficiale e violenza vigilante nei Territori palestinesi occupati.
Le unità Hagmar sono state istituite nell’ottobre 2023, nel momento in cui una parte significativa dell’esercito israeliano veniva ri-dispiegata verso Gaza. Formalmente finanziate dal governo, queste formazioni agiscono però con ampia autonomia operativa. Ex riservisti israeliani raccontano che i membri di Hagmar arrivano spesso per primi nei luoghi di tensione, assumendo il controllo della situazione prima delle truppe regolari.
Secondo le testimonianze raccolte, i coloni armati partecipano a raid contro villaggi palestinesi, vandalizzando abitazioni, distruggendo coltivazioni e prendendo di mira il bestiame. In diversi casi, si sarebbero verificati anche assalti fisici ai civili, mentre i soldati dell’esercito israeliano presenti avrebbero seguito le indicazioni dei coloni o sarebbero rimasti a guardare. Un ribaltamento di fatto della catena di comando.
Un elemento particolarmente allarmante riguarda la composizione di queste unità: tra i membri figurano individui con precedenti condanne per reati violenti, oggi armati di fucili d’assalto e investiti di un’autorità de facto sul terreno. Organizzazioni per i diritti umani e agenzie delle Nazioni Unite avvertono che questo sistema ha trasformato parte del movimento dei coloni in vigilantes legittimati dallo Stato, privi però dei vincoli giuridici che regolano l’azione militare.
Le conseguenze sul terreno sono state immediate. Dal 7 ottobre 2023, 29 comunità palestinesi sono state costrette allo sfollamento, quasi una al mese, a fronte di "sole" quattro evacuazioni forzate registrate nell’anno precedente. Secondo osservatori internazionali, il rischio per i palestinesi non proviene più in via prevalente dalle operazioni militari formali, ma dalla violenza sistematica dei coloni armati.
In questo contesto, ai palestinesi viene negata una protezione effettiva, mentre la distinzione tra Stato e gruppi paramilitari si dissolve. Per l’Onu e le Ong, il modello Hagmar rappresenta una pericolosa normalizzazione della violenza dei coloni, con effetti destabilizzanti di lungo periodo per l’intera regione.
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