26 Gennaio 2026
Due carabinieri del consolato italiano a Gerusalemme sono stati minacciati col fucile e fatti inginocchiare da un colono israeliano mentre si trovavano in Cisgiordania. L'episodio è avvenuto in una zona non militare nella giornata di ieri, a Ramallah. Fonti del governo italiano hanno reso noto l'accaduto, precisando che i due uomini "sono stati fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore e interrogati". Entrambi erano in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicino Ramallah, nel territorio della Autorità Nazionale Palestinese. Ma le minacce e le violenze dei coloni israeliani continuano a non fermarsi. Uno di loro si è avvicinato intimando di allontanarsi perché in zona militare. Ma era una bugia.
I due carabinieri sono quindi stati fatti inginocchiare e minacciati con un fucile. Entrambi erano forniti di passaporti, tesserini diplomatici e auto con targa diplomatica, e seguendo le regole di ingaggio ricevute hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali. Il colono ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato come i due si trovassero all'interno di un'area militare, e che quindi dovevano allontanarsi. Ma il Cogat (comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati) ha verificato e ha confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto. Fortunatamente i militari sono tornati al consolato sani e salvi, riferendo l'accaduto.
Dopo l'episodio il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled per chiedere chiarimenti e protestare sull'episodio che ha visto coinvolti due carabinieri in servizio presso il Consolato generale d'Italia a Gerusalemme.
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