22 Gennaio 2026
Un video divenuto virale mostra l'auto di colono israeliano mentre cerca di impedire il passaggio di un'ambulanza della Mezzaluna rossa palestinese in autostrada, nei pressi di Gerusalemme Est. A bordo del mezzo di soccorso ci sarebbero state persone ferite.
Nelle strade di Gerusalemme Est occupata, anche un’ambulanza può diventare un bersaglio. È quanto emerge dall’ennesimo episodio in cui un colono israeliano ha bloccato il passaggio a un mezzo della Mezzaluna Rossa palestinese, impegnato nel trasporto di pazienti verso un ospedale. Secondi preziosi sottratti alle cure, in un contesto dove il tempo può fare la differenza tra la vita e la morte.
Secondo i testimoni, l’ambulanza procedeva con segnali luminosi e sonori attivi quando è stata costretta a fermarsi. Il colono, senza alcuna autorità, ha ostacolato il mezzo, rallentando e fermandosi con la sua auto in autostrada e zigzagando davanti al mezzo palestinese, ritardando l’arrivo dei pazienti in ospedale. Non si tratta di un caso isolato, ma di una pratica che organizzazioni umanitarie e Ong denunciano da anni: restrizioni arbitrarie, posti di blocco improvvisati e intimidazioni che colpiscono anche il personale medico palestinese.
Il diritto internazionale umanitario è chiaro: l’accesso alle cure mediche e la protezione dei soccorsi devono essere garantiti in ogni circostanza. Eppure, nei Territori palestinesi occupati, questo principio viene sistematicamente violato. Ambulanze fermate, perquisite o deviate sono parte di una quotidianità che trasforma l’emergenza sanitaria in un ulteriore strumento di controllo.
Per molti palestinesi, la negazione del soccorso non è un incidente, ma il riflesso di un sistema più ampio di disumanizzazione. In questa realtà, anche un paziente su una barella può essere percepito come un intralcio, non come una vita da salvare. Il blocco di un’ambulanza diventa così un simbolo potente: quello di un’occupazione che non si ferma nemmeno davanti all’urgenza umanitaria, e che continua a subordinare il diritto alla vita a una logica di dominio e impunità.
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