13 Marzo 2026
Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha annunciato in una conferenza stampa: "Noi non abbiamo mai condotto raid sulla Turchia, sull'Azerbaijan o su Cipro, sono tutte operazioni false flag israeliane".
L’Iran ha respinto con decisione le accuse secondo cui avrebbe lanciato missili o condotto attacchi contro Turchia, Azerbaigian e Cipro, sostenendo invece che alcuni degli episodi segnalati potrebbero essere operazioni “sotto falsa bandiera” organizzate per incrinare i rapporti tra Teheran e i Paesi della regione.
A dichiararlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che ha ribadito che nessuna operazione militare di questo tipo è stata condotta dalle forze armate della Repubblica Islamica. Secondo il portavoce, il capo delle forze armate iraniane avrebbe già chiarito ufficialmente che nessun attacco è stato lanciato dall’Iran contro questi Paesi, smentendo le notizie diffuse negli ultimi giorni.
Il diplomatico ha inoltre ricordato che alcune autorità straniere avrebbero confermato l’assenza di incidenti. In particolare, nel caso di Cipro, anche fonti ufficiali britanniche avrebbero dichiarato che non si è verificato alcun attacco missilistico.
Teheran ha quindi messo in guardia da possibili operazioni di sabotaggio organizzate da Israele per attribuire la responsabilità all’Iran e creare tensioni tra gli Stati della regione. Il portavoce ha citato precedenti storici, come l’Operazione Susanna del 1954 in Egitto, un’operazione segreta condotta da Tel Aviv per sabotare obiettivi occidentali e attribuire la colpa ad altri attori.
Nel suo intervento, il rappresentante iraniano ha invitato i Paesi della regione a valutare con cautela le informazioni diffuse durante l’attuale fase di forte tensione geopolitica, sottolineando che accuse affrettate rischiano di danneggiare i rapporti tra Stati vicini.
Allo stesso tempo, l’Iran ha avvertito che qualsiasi azione militare contro il proprio territorio o contro la popolazione iraniana riceverà una risposta “legittima e conforme al diritto internazionale”.
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