13 Marzo 2026
Israele si è nuovamente auto-assolto dalle accuse che lo stesso esercito israeliano aveva avanzato nei confronti di cinque soldati dell'Idf, che avrebbero abusato sessualmente di un detenuto palestinese nel carcere di massima sicurezza di Sde Teiman, il tutto testimoniato da un video.
L’esercito israeliano ha deciso di ritirare le accuse contro cinque riservisti accusati di aver abusato sessualmente di un detenuto palestinese nel centro di detenzione di Sde Teiman, uno dei siti più controversi legati alla detenzione di prigionieri provenienti da Gaza. La decisione è stata ordinata dal procuratore generale militare, il maggiore generale Itai Ofir, che ha disposto l’archiviazione del procedimento citando problemi procedurali e difficoltà legate alle prove.
Il caso risale al luglio 2024, quando un detenuto palestinese fu ricoverato in ospedale con gravi ferite: fratture alle costole, trauma toracico e una perforazione del retto che richiese un intervento chirurgico. Inizialmente le autorità israeliane avevano sostenuto che l’uomo fosse un combattente di Hamas, ma successivamente un documento militare trapelato avrebbe indicato che la vittima era in realtà un civile proveniente dalla Striscia di Gaza.
Secondo ricostruzioni emerse da indagini giornalistiche e dall’analisi delle telecamere di sorveglianza del centro di detenzione, il detenuto – che sarebbe stato bendato, ammanettato e immobilizzato – sarebbe stato aggredito e violentato da un gruppo di riservisti incaricati della sorveglianza dei prigionieri.
L’esercito israeliano ha tuttavia dichiarato che le prove video non dimostrerebbero abusi di gravità sufficiente per sostenere una condanna penale. Inoltre, secondo i militari, il fatto che la presunta vittima si trovi attualmente nella Striscia di Gaza avrebbe reso più difficile proseguire il procedimento giudiziario.
La decisione ha di fatto fatto crollare uno dei pochi casi giudiziari legati agli abusi denunciati nel centro di detenzione di Sde Teiman, struttura più volte descritta da organizzazioni per i diritti umani e da testimonianze di ex detenuti come un luogo segnato da violenze sistematiche, umiliazioni e maltrattamenti.
Critici e osservatori internazionali sottolineano che il ritiro delle accuse rafforza la percezione di impunità all’interno del sistema militare israeliano, dove spesso le indagini su presunti crimini commessi da soldati vengono condotte dalle stesse istituzioni militari e si concludono senza condanne.
Il caso ha suscitato ulteriori polemiche quando i soldati assolti sono stati invitati a partecipare a programmi televisivi israeliani, dove sono stati accolti da parte del pubblico come eroi.
Per molti analisti e attivisti per i diritti umani, l’archiviazione del caso rappresenta l’ennesimo episodio in cui Israele indaga su se stesso per poi assolversi, senza che le presunte vittime ottengano giustizia.
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