03 Febbraio 2026
Almeno 50 civili uccisi di cui 33 bambini: era stato questo, lo scorso 5 Dicembre 2025 il terribile bilancio di vittime seguito all'attacco disumano con droni sferrato dalle RSF (le Forze paramilitari di Rapido Supporto) contro la città di Kalogi, nel Kordofan meridionale. Quell'attacco contro i civili coinvolse anche un asilo, secondo quanto riportato dalla Sudan Doctors Network e dalla BBC, che si trasformò in un luogo di morte.
A distanza di quasi due mesi dal bombardamento con droni sulla struttura per l'infanzia, è possibile visionare alcune delle foto che testimoniano il massacro che vi fu a Kalogi. Le immagini scioccanti, inviate al Giornale d'Italia direttamente dall'Ambasciatore del Sudan in Italia Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altoamy, testimoniano la strage compiuta dall'esercito paramilitare guidato da Mohamed Hamdan Dagalo (Hemeti) sull'asilo. Corpi di donne, uomini e bambini disseminati a terra. Corpi rimasti incastrati nelle strutture dell'edificio, maciullati e mutilati. Le foto sono la prova concreta di quello che accadde a Kalogi venerdì 5 Dicembre scorso: un primo raid centrò l'edificio scolastico pieno di bambini, un secondo bombardamento interessò invece un'equipe medica in viaggio verso l'asilo per prestare soccorso.
L'attacco alla struttura educativa rappresenta l'ennesima atrocità compiuta dalle RSF in una guerra civile che, dal 15 aprile 2023 contrappone l'esercito sudanese (SAF) ai paramilitari, intenzionati alla totale conquista del Kordofan. Atrocità che le RSF hanno compiuto sistematicamente contro i civili, tra rastrellamenti, deportazioni, esecuzioni di massa, usando la fame e lo stupro di donne e bambini come arma di guerra. L'ultimo attacco indiscriminato contro la popolazione risale a soli cinque giorni fa: a Dilling, il mercato centrale e il quartier generale della 54esima brigata delle SAF sono stati bombardati dalle RSF provocando decine di vittime.
Il Sudan Doctors Network è intervenuto per chiedere la creazione urgente di un corridoio umanitario utile a fornire cibo e medicinali salvavita. La situazione sul territorio però, nonostante i numerosi appelli, rimane inascoltata: mancanza di servizi sanitari adeguati e assenza di dispositivi medici necessari alla cura.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia