30 Gennaio 2026
Fonte Twitter: https://twitter.com/nicksortor/status/1649925199133802501/photo/1
Decine di persone sarebbero rimaste uccise in un attacco con droni condotto dalle Forze di Supporto Rapido (RSF) contro una città strategica dello Stato sudanese del Kordofan meridionale, devastato dalla guerra. A riferirlo sono i media locali. Secondo quanto riportato dal Sudan Tribune, che cita fonti locali e operatori sanitari, l’attacco di mercoledì ha colpito diverse zone della città di Dilling. Tra gli obiettivi centrati dai droni suicidi figurano il quartier generale della 54ª Brigata dell’esercito sudanese e il mercato centrale.
L'attacco è avvenuto a un giorno dall’annuncio delle Forze Armate Sudanesi (SAF), allineate al governo, di aver spezzato un assedio delle RSF durato quasi due anni su Dilling, riconquistando il controllo di linee di rifornimento cruciali. Dilling si trova a metà strada tra Kadugli, capitale dello Stato e ancora sotto assedio, ed el-Obeid, capoluogo della vicina provincia del Kordofan settentrionale, che le RSF hanno tentato di circondare.
Fonti militari hanno riferito al Sudan Tribune che le RSF starebbero cercando di ripristinare il blocco della città. Le SAF, tuttavia, continuano a mantenere il controllo dell’area e a respingere gli assalti nei pressi della città strategica di Habila, nello Stato del Kordofan settentrionale.
Nel frattempo, la Sudan Doctors Network ha lanciato un appello per l’apertura urgente di un corridoio umanitario che consenta la consegna di cibo e medicinali salvavita. Fonti locali descrivono una situazione disperata, caratterizzata da una grave carenza di servizi sanitari e da una mancanza critica di forniture essenziali, in particolare di liquidi per via endovenosa.
Secondo gli ultimi dati dell’ONU, dall’ottobre scorso più di 65.000 persone sono fuggite dalla regione del Kordofan. Il conflitto ha dato origine a quella che le Nazioni Unite definiscono "la più grande crisi di sfollamento e fame al mondo". Nel momento di massima intensità, la guerra ha costretto circa 14 milioni di persone a lasciare le proprie case, all’interno del Paese o oltre confine.
Migliaia di persone in fuga dalle violenze hanno cercato rifugio nel vicino Ciad, che ospita già oltre 880.000 rifugiati sudanesi. Pur essendo al riparo dai pericoli immediati, molti di loro faticano a sopravvivere a causa della progressiva riduzione dei finanziamenti umanitari.
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