30 Gennaio 2026
"Quindi non vi ritirerete in Minnesota? - No no, per niente". Se appena quattro giorni fa Trump apriva alla possibilità di un ritiro dell'ICE da Minneapolis, ieri il Presidente Trump è tornato a smentirsi nuovamente svelando le reali intenzioni: tenere schierati gli agenti federali nello Stato del Minnesota.
La conferma definitiva al mancato ritiro degli agenti anti-immigrazione dal Minnesota e dalla popolosa Minneapolis, è arrivata ai giornalisti poco prima della proiezione al Kennedy Center del nuovo documentario Melania sulla first lady. Alla prima era presente anche Trump che rispondendo alle domande degli inviati su politica estera ed interna, ha ribadito il pugno duro nello Stato a guida dem. Dopotutto ieri, in conferenza stampa, Tom Homan è intervenuto anticipando le parole del tycoon: niente morti, ma l'ICE continuerà a fare il suo lavoro.
Cavalcando poi l'onda delle controversie uscite subito dopo la pubblicazione di un video nel quale, undici giorni prima della sparatoria, Alex Jeffrey Pretti veniva coinvolto in un alterco coi federali dell'ICE, Trump ha definito la vittima 37enne un "agitatore e, forse, insurrezionalista". "Pretti ha perso molto credito con il video appena rilasciato di lui che urla e sputa in faccia ad un ufficiale ICE molto calmo e sotto controllo", ha affermato il Presidente Usa sostenendo la versione ufficiale che ha descritto l'infermiere ucciso come un "terrorista interno". "È stata una vera e propria dimostrazione di abuso e rabbia, per tutti da vedere, impazzito e fuori controllo" ha concluso Trump in riferimento alle immagini che ritraggono Pretti "colpire violentemente un nuovo e costoso veicolo governativo".
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