28 Gennaio 2026
"Sorprendentemente il sindaco Jacob Frey ha appena dichiarato che 'Minneapolis non applica e non applicherà le leggi federali sull'immigrazione'. (...) Sta GIOCANDO COL FUOCO". È questo il contenuto del post social pubblicato oggi, 28 Gennaio, dal Presidente Trump e che sembra aprire una nuova parentesi di stallo in quella fase di de-escalation che si pensava aperta dopo la chiamata "molto buona" fra il tycoon, il sindaco di Minneapolis e il governatore del Minnesota Tim Walz.
Tra Washington e Minneapolis è tornata l'incomunicabilità. Il Presidente degli Usa Donald Trump è tornato oggi ad abbandonare la strada della de-escalation con le autorità della città di Minneapolis mostrando i muscoli e minacciando Jacob Frey di stare "giocando con il fuoco". Solo ieri infatti, Melania Trump parlando alla Nazione in un'intervista a Fox News, faceva marcia indietro chiamando all'ordine, all'unità e soprattutto alla "protesta pacifica" ("Non mi piace la violenza") quasi dimenticando le esecuzioni compiute dall'ICE, le violenze e gli arresti sommari nelle twin cities di Minneapolis e Saint Paul.
Melania Trump, con l'occasione, ricordava la "telefonata molto positiva" intercorsa fra Trump, Frey e Walz, eppure il clima di distensione che si pensava instaurato fino a ieri, ora sembra essere tornato pericolosamente a tremare dopo l'ultimo post Truth del tycoon nel quale, dopo aver informato che Frey "non applicherà le leggi federali sull'immigrazione", l'ha minacciato pubblicamente. "Qualcuno potrebbe spiegargli, nel suo santuario interiore, che questa affermazione costituisce una gravissima violazione della legge e che sta GIOCANDO COL FUOCO!".
La posizione anti-ICE di Frey, diventato ormai il simbolo della lotta alla prepotenza federale, è chiara: "Il compito della nostra polizia è quello di garantire la sicurezza dei cittadini, non di far rispettare le leggi federali sull'immigrazione" è stata la risposta di Frey alle provocazioni del tycoon. "Voglio che prevengano gli omicidi, non che diano la caccia a un padre lavoratore che contribuisce alla vita di Minneapolis e che viene dall'Ecuador. È simile alla politica che il vostro Rudy aveva adottato a New York. Tutti dovrebbero sentirsi al sicuro quando chiamano il 911".
Sulla questione è intervenuto oggi anche il primo ministro britannico Keir Starmer definendo "preoccupanti" i fatti a Minneapolis. Non si è sbilanciato troppo Starmer, che pure giorni addietro aveva avuto modo di dissentire da Trump dopo le ultime dichiarazioni di quest'ultimo in tema Afghanistan.
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