14 Marzo 2026
Stretto di Hormuz, fonte: Facebook, @Termometro Geopolitico
Due navi indiane cariche di gas di petrolio liquefatto (Gpl), la Shivalik e la Nanda Devi, hanno attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz nelle prime ore di sabato e sono dirette verso l’India, dove sono attese rispettivamente nei porti di Mundra e Kandla il 16 e il 17 marzo. "Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo alle navi dei nemici e dei loro alleati", ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un esplicito riferimento a Usa e Israele. Una "rara eccezione" al blocco aveva infatti interrotto le forniture energetiche globali, stando a quanto riferito dall'ambasciatore iraniano in India, Mohammad Fathali. Il via alle navi indiane è stato poi dato dal ministero del Trasporto marittimo di Nuova Delhi.
A riferirlo è Rajesh Kumar Sinha, segretario speciale del ministero della Navigazione indiano, che ha confermato l'avvenuto passaggio "in sicurezza" di due navi battenti bandiera indiana cariche di Gpl attraverso lo Stretto di Hormuz. In totale traportano circa 92.700 tonnellate metriche di liquido. Stando a quanto ha riferito Araghchi, il transito non è concesso "ai nemici e ai loro alleati", e l'Iran è pronto a rispondere "a ogni attacco contro le sue infrastrutture energetiche colpendo infrastrutture americane nell'area". A seguito dell'avvio degli attacchi congiunti di Usa e Israele contro l’Iran, Teheran ha per l'appunto bloccato gran parte del traffico nello Stretto di Hormuz, la rotta marittima che costeggia il suo territorio e lungo la quale transita circa il 20 % del petrolio e del gas naturale liquefatto scambiati via mare a livello globale e, secondo quanto riportato dalla Cnn, avrebbe minacciato di piazzare mine all'interno del passaggio. Situazione che ha messo in difficoltà gli Stati Uniti, i quali, privi di dragamine adeguate nella regione, sono ostacolati nella protezione delle rotte energetiche e più a rischio di interruzioni nei rifornimenti globali.
Stando ad altre dichiarazioni provenienti da Sinha, nelle acque del Golfo Persico rimangono ancora 22 navi indiane con a bordo 611 marinai, tutti incolumi. La scorsa settimana altre due navi avevano già attraversato lo Stretto. Il governo indiano ha colto l’occasione per rassicurare la popolazione, invitando a non effettuare prenotazioni di emergenza di Gpl, benzina e gasolio, e confermando che le forniture di carburante restano stabili e sufficienti su tutto il territorio nazionale.
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